Bonus Caregiver da 400 euro al mese: requisiti ISEE, maglie strette e nodi sulla cumulabilità

Dopo anni di promesse sul riconoscimento del lavoro informale di cura, il disegno di legge quadro (il DdL Locatelli) ha incassato il via libera della Camera e passa ora al Senato per il voto definitivo. Nel testo finale spunta un contributo economico che può raggiungere i 400 euro al mese (erogati dall’INPS in quote trimestrali fino a 1.200 euro), ma insieme alle risorse arrivano paletti decisamente rigidi che lasceranno fuori dalla misura una fetta consistente di famiglie.

Tra vincoli di convivenza, limiti al reddito personale e un meccanismo di calcolo progressivo sull’ISEE, ecco quali sono i requisiti reali stabiliti dalla norma e come si raccorda questo aiuto con gli altri sussidi e benefici già presenti in casa.

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Chi prende i soldi e quali sono i paletti d’accesso

Il contributo non è una pioggia di risorse a pioggia per chiunque assista un parente invalido, ma una prestazione mirata riservata al solo caregiver principale e convivente.

Per far scattare l’assegno da 400 euro occorre soddisfare contemporaneamente una serie di requisiti stringenti:

  • Assistenza gravosa certificata: Bisogna prestare almeno 91 ore di assistenza a settimana (circa 13 ore al giorno) a un familiare convivente riconosciuto disabile grave (art. 3, comma 3 della Legge 104/1992) o titolare dell’indennità di accompagnamento.
  • Reddito da lavoro personale: Il caregiver non deve lavorare oppure deve produrre un reddito da lavoro dipendente o autonomo non superiore a 3.000 euro lordi all’anno.
  • Fascia ISEE del nucleo: Il tetto ISEE massimo è stato alzato dalla Camera a 25.000 euro. Tuttavia, l’importo di 400 euro mensili spetta per intero soltanto a chi vanta un ISEE fino a 15.000 euro. Sopra questa cifra scatta un taglio progressivo: a quota 24.000 euro di ISEE l’assegno scende a circa 40 euro al mese, fino ad azzerarsi del tutto al raggiungimento dei 25.000 euro.
Requisito d’accesso Dettaglio e vincoli previsti
Persona assistita Convivente con disabilità grave (L. 104/92 art. 3 c. 3) o accompagnamento
Monte ore minimo Almeno 91 ore settimanali documentate nel Progetto di Vita o PAI
Limiti reddituali caregiver Inoccupato o con reddito da lavoro entro 3.000 € lordi/anno
Soglia ISEE e importo Fino a 15.000 €: 400 €/mese. Da 15.001 € a 25.000 €: contributo a scalare

Se prendo già altri bonus o l’accompagnamento, perdo il contributo?

Il timore di molti cittadini è che la richiesta del nuovo assegno possa pregiudicare l’incasso di altre prestazioni assistenziali o previdenziali destinate al nucleo. La regola generale distingue chiaramente tra la persona assistita e chi la accudisce.

  • Indennità di accompagnamento e Pensione di Invalidità: Assolutamente cumulabili. L’accompagnamento o l’assegno d’invalidità sono diritti soggettivi del malato e non ostacolano in alcun modo l’erogazione dell’assegno per il caregiver.
  • Permessi e Congedi straordinari (Legge 104): Pienamente compatibili. Chi usufruisce dei 3 giorni di permesso retribuito o del congedo straordinario biennale conserva la facoltà di richiedere il contributo economico, purché rientri nel tetto dei 3.000 euro di reddito annuo e rispetti il monte ore richiesto.
  • Bonus Sociali Utenze (Luce, Gas, Teleriscaldamento) e Assegno Unico: Compatibili. Trattandosi di un contributo assistenziale esentasse, il Bonus Caregiver non fa reddito ai fini IRPEF e non viene conteggiato nel calcolo dell’ISEE degli anni successivi.
  • Lavoro domestico retribuito (Badanti): Qui scatta il blocco. Se la persona con disabilità si avvale già di un assistente familiare contrattualizzato a tempo pieno per le stesse mansioni, la figura del caregiver informale convivente non potrà reclamare l’assegno sostitutivo.

Tempistiche e modalità di presentazione della domanda

Inutile affrettarsi ai patronati: la procedura non è ancora attiva. Per l’effettiva operatività bisogna attendere la chiusura dell’iter parlamentare al Senato, l’emanazione dei decreti attuativi ministeriali e il completamento della piattaforma informatica INPS.

L’avvio dell’invio delle domande è programmato tramite il portale telematico INPS, con la prima tranche di bonifici trimestrali prevista nel corso del 2027. Non sarà il caregiver a inviare la richiesta, ma l’assistito stesso (o il suo tutore/amministratore di sostegno), che dovrà indicare ufficialmente il codice fiscale del familiare referente per l’assistenza.

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