Below su Netflix, il mostro non era cattivo ma la serie convince a metà

Below parte con una premessa capace di attirare l’attenzione: una creatura marina gigantesca, un piccolo villaggio in pericolo e un mistero che sembra nascondere qualcosa di molto più grande. Eppure, andando avanti con gli episodi, la sensazione è che la serie Netflix prometta più di quanto riesca effettivamente a mantenere.

Non è una questione di effetti speciali o di mostri già visti al cinema. Il problema è soprattutto il modo in cui viene costruita la storia, con situazioni che sembrano preparare qualcosa di importante e che, invece, finiscono spesso per scorrere senza lasciare il segno.

Gigantesco iceberg azzurro vicino alla costa rocciosa con barca a destra e scogliera boschiva sullo sfondo

Attenzione, da qui in poi ci sono spoiler sul finale di Below

La storia ruota attorno a una misteriosa creatura marina che terrorizza gli abitanti di Snooks Arm. Il protagonista Calvin Penney, interpretato da Josh Hartnett, si ritrova coinvolto in una vicenda in cui la minaccia proveniente dal mare diventa sempre più difficile da comprendere.

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Per buona parte della serie, lo spettatore è portato a pensare che il mostro sia il nemico da fermare. Le sue apparizioni, i pericoli che si moltiplicano e le reazioni degli abitanti contribuiscono a costruire questa impressione.

Ma la verità è diversa.

Barca con tre persone che si avvicina a una casa galleggiante in mare avvolto da foschia verde tenue

Il mostro voleva soltanto proteggere i suoi piccoli

Uno degli aspetti più interessanti di Below emerge quando si scopre che quello che sembrava un enorme iceberg nasconde in realtà un nido con le uova della creatura. Il gigantesco cefalopode non sta semplicemente attaccando gli esseri umani: sta cercando di proteggere i propri piccoli, messi in pericolo dalle condizioni sempre più difficili del suo ambiente.

L’aumento della temperatura delle acque ha compromesso il suo habitat e la possibilità che le uova sopravvivano. Quella che sembrava una minaccia inspiegabile assume così un significato diverso.

È un ribaltamento che ricorda certi vecchi film di mostri, quelli in cui il nemico sembra sconfitto o finalmente compreso soltanto quando lo spettatore scopre che dietro la sua aggressività c’era una ragione.

Il mostro, quindi, non è semplicemente buono o cattivo. Si comporta come una creatura che cerca di sopravvivere e difendere la propria discendenza.

Calvin finisce per aiutarlo, cercando di salvare il nido e allontanarlo dal pericolo. Nel loro ultimo incontro, lo sguardo della creatura sembra quasi suggerire una forma di riconoscimento nei confronti dell’uomo che l’ha aiutata.

È probabilmente uno dei momenti più significativi della serie, perché modifica il modo in cui interpretiamo tutto quello che è successo prima.

Peccato che questa intuizione, a mio parere, avrebbe meritato uno sviluppo più incisivo.

Il problema di Below è che succede troppo poco

La mia impressione è che Below riesca a incuriosire soprattutto all’inizio, quando il mistero della creatura marina lascia spazio a diverse possibilità.

Chi guarda si aspetta che ogni episodio aggiunga un tassello importante, che le situazioni diventino sempre più imprevedibili e che il pericolo proveniente dal mare porti a conseguenze difficili da immaginare.

Invece, andando avanti, ho avuto spesso la sensazione che la serie procedesse senza grandi scossoni.

Ci sono momenti in cui sembra che debba accadere qualcosa di davvero sorprendente, ma poi la storia prosegue lungo una strada piuttosto prevedibile. I colpi di scena non sono abbastanza incisivi e alcune situazioni avrebbero potuto essere sviluppate diversamente, creando maggiore tensione.

Non significa che ogni episodio debba necessariamente sconvolgere lo spettatore. Una serie può funzionare anche con ritmi più lenti, purché riesca a costruire un’atmosfera e a dare un peso alle proprie scene.

Qui, però, almeno per quanto mi riguarda, il risultato è un po’ piatto.

Anche il tema della creatura che difende i suoi piccoli, potenzialmente interessante, arriva in una storia che avrebbe potuto sfruttarlo molto meglio. La scoperta cambia il significato del mostro, ma non basta da sola a rendere memorabile tutto quello che abbiamo visto nelle puntate precedenti.

Uomo con cappello di paglia in primo piano guarda un mare verde scuro con schizzi d'acqua vicino alla riva alberata sotto un

Di mostri marini ne abbiamo già visti tanti

Il genere non è certo nuovo. Cinema e televisione hanno raccontato decine di storie con creature gigantesche, animali misteriosi e minacce provenienti dagli abissi.

Per distinguersi, non basta presentare un mostro diverso o nascondere la sua vera natura fino agli ultimi episodi. Serve qualcosa che renda la storia riconoscibile, magari personaggi più coinvolgenti, situazioni meno prevedibili oppure un finale capace di lasciare davvero il segno.

Below ha un’idea di partenza interessante, soprattutto per il modo in cui collega la creatura marina ai cambiamenti dell’ambiente e alla sopravvivenza dei suoi piccoli. Tuttavia, avrei preferito una narrazione meno lineare, con qualche svolta in più e momenti capaci di sorprendere davvero.

È proprio questa la differenza tra una serie che si guarda con curiosità e una che, una volta terminata, continua a far parlare di sé.

Il finale aperto lascia più dubbi che certezze

La vicenda della creatura si conclude con la sua morte, legata al naturale processo riproduttivo, mentre il tentativo di salvare il nido non garantisce la sopravvivenza dei piccoli. La storia sembra quindi arrivare a una conclusione, ma non tutto è risolto.

Nell’ultima scena, Calvin e suo figlio Wade vedono un altro enorme iceberg all’orizzonte. Un’immagine che richiama immediatamente i classici film horror in cui la minaccia che sembrava scomparsa potrebbe essere ancora presente.

È una scelta che lascia aperte diverse possibilità. Potrebbe trattarsi di un semplice finale inquietante, pensato per ricordarci che il problema ambientale non è stato risolto, oppure di un possibile punto di partenza per nuove storie.

Ed è qui che nasce un’altra perplessità.

Below 2 si farà oppure resterà una storia incompleta?

Al momento, Netflix non ha confermato una seconda stagione di Below. La serie è stata concepita come una miniserie di sei episodi e, nonostante il successo ottenuto sulla piattaforma, non esiste ancora un annuncio ufficiale sul suo ritorno.

Il finale, però, lascia abbastanza spazio per immaginare un seguito. Restano domande sulla presenza di altre creature, sul destino dei loro piccoli e sulle conseguenze delle vicende raccontate nella prima stagione.

Personalmente, non sono contrario ai finali aperti. Anzi, quando sono costruiti bene possono rendere una storia ancora più interessante. Quello che mi convince meno è lasciare lo spettatore in attesa senza sapere se ci sarà mai una continuazione.

Succede sempre più spesso: una serie termina con diverse questioni irrisolte, il pubblico aspetta per mesi e poi arriva una seconda stagione dopo un anno, un anno e mezzo o anche più. Nel frattempo, l’entusiasmo iniziale può diminuire, i personaggi vengono dimenticati e non tutti hanno voglia di riprendere una storia lasciata in sospeso tanto tempo prima.

E se il seguito non arriva affatto, quel finale aperto rischia semplicemente di trasformarsi in una delusione.

Il cast di Below

Gli attori e i personaggi della serie Netflix.

Perché Below è così in alto su Netflix?

È una domanda che mi sono posto guardando la classifica italiana dello streaming. La serie ha una premessa che funziona bene per attirare l’attenzione: un mostro marino, un mistero da risolvere e una storia che sembra promettere pericoli sempre maggiori.

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È facile capire perché possa incuriosire il pubblico, soprattutto nelle prime puntate.

Ma il successo in classifica e la qualità della narrazione non sono necessariamente la stessa cosa. Una serie può essere molto vista senza riuscire a soddisfare tutte le aspettative che ha creato.

Nel mio caso, la curiosità iniziale è stata forte, ma con il passare degli episodi ho iniziato ad aspettarmi qualcosa che non è mai arrivato davvero. La spiegazione del comportamento della creatura è interessante, ma non è stata sufficiente a trasformare Below in una serie particolarmente memorabile.

Il mio giudizio su Below

Non considero Below una serie completamente da scartare. L’idea del mostro che non è davvero il cattivo della storia è interessante e il finale riesce a lasciare una porta aperta.

Quello che manca, secondo me, è una maggiore capacità di sorprendere. Ci sono buone intuizioni, ma non sempre vengono sfruttate fino in fondo, e alcune puntate sembrano procedere senza quella tensione che ci si aspetterebbe da una storia di questo tipo.

La domanda, alla fine, è semplice: se Netflix annunciasse domani una seconda stagione, sarei curioso di guardarla? Probabilmente sì, almeno per capire dove vogliono andare a parare con quel finale.

Ma vorrei una storia capace di osare di più, senza affidarsi soltanto al mistero di una nuova creatura marina o alla promessa di una minaccia ancora più grande.

Perché il vero problema non è che il mostro non fosse cattivo. È che, dopo sei episodi, mi aspettavo di essere sorpreso molto più di così.

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