Robot nei supermercati: la sfida danese per automatizzare il lavoro notturno
La catena Føtex sta sperimentando robot umanoidi per rifornire gli scaffali dopo la chiusura dei negozi. L’obiettivo è raggiungere una prima autonomia all’inizio del 2027, ma il vero banco di prova sarà capire se queste macchine possono lavorare con continuità e a costi sostenibili.

Quando il supermercato chiude, comincia il turno dei robot
In Danimarca, mentre i clienti lasciano il supermercato, alcuni robot stanno imparando a sistemare la merce sugli scaffali. La sperimentazione si svolge a Lyngby, nei pressi di Copenaghen, in un punto vendita Føtex appartenente a Salling Group, uno dei principali operatori della grande distribuzione danese.
Il progetto coinvolge Hive Robots, startup danese che sviluppa il software e addestra le macchine, prodotte dalla cinese Unitree. L’idea è affidare ai robot una parte delle attività ripetitive svolte durante i turni notturni, così da trovare gli scaffali riforniti all’apertura e permettere ai dipendenti di dedicare più tempo ai clienti.
Secondo Euronews, che ha raccontato la sperimentazione il 14 ottobre 2026, l’addestramento è iniziato a giugno. Hive Robots punta a rendere autonome alcune operazioni di rifornimento entro l’inizio del 2027.
La distinzione è importante: i robot sono già presenti nel supermercato, ma questo non significa che siano pronti a svolgere un intero turno senza assistenza umana.
Come si insegna a un robot a sistemare la merce?
Per imparare a lavorare in un supermercato, una macchina deve affrontare problemi che per una persona sembrano banali. Deve riconoscere una confezione, afferrarla senza danneggiarla, trasportarla e posizionarla correttamente, adattandosi a prodotti e situazioni differenti.
Durante le sessioni di addestramento descritte da Euronews, un operatore indossa un visore per la realtà virtuale e utilizza controller manuali per guidare i movimenti del robot. Le dimostrazioni producono dati che servono ad addestrare i sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di consentire alla macchina di ripetere progressivamente le operazioni in autonomia.
È un approccio che va oltre la semplice programmazione di una sequenza di movimenti. Il robot deve imparare a gestire anche le piccole variazioni dell’ambiente: una confezione inclinata, uno spazio ridotto o un prodotto che non si lascia afferrare come previsto.
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Il supermercato rappresenta quindi un banco di prova concreto per la cosiddetta intelligenza artificiale incarnata, o embodied AI: sistemi di intelligenza artificiale che devono interagire fisicamente con il mondo, anziché limitarsi a elaborare testi o immagini.
Per ora, tuttavia, i robot risultano più lenti dei lavoratori umani. La velocità e la precisione dovranno migliorare prima che l’automazione possa dimostrare un vantaggio operativo significativo.
Perché iniziare proprio dal turno notturno?
Secondo Føtex, il rifornimento degli scaffali può assorbire tra il 40% e il 50% del tempo lavorativo del personale. Si tratta di un’attività fisicamente ripetitiva, che deve essere svolta con regolarità per evitare di trovare prodotti mancanti al mattino.
La notte offre condizioni più controllabili: il negozio è chiuso ai clienti e i robot possono concentrarsi su compiti circoscritti senza dover gestire contemporaneamente carrelli, persone e richieste di assistenza.
C’è anche una ragione progettuale. Le braccia, le gambe e le mani dei robot umanoidi permettono di sperimentare operazioni in spazi costruiti per gli esseri umani, senza dover necessariamente riprogettare le corsie e gli scaffali.
Questo non dimostra che un robot umanoide sia sempre la soluzione più efficiente. Per alcune operazioni, macchine specializzate potrebbero risultare più veloci o meno costose. La sperimentazione dovrà chiarire se la flessibilità degli umanoidi giustifica il loro impiego nella varietà di situazioni presenti in un supermercato.

Quanto manca alla diffusione nei negozi?
Le tempistiche indicate dal progetto vanno interpretate distinguendo la sperimentazione dalla diffusione commerciale.
- Fine 2026: Hive sta perfezionando la propria piattaforma e cerca partner per il programma commerciale del 2027.
- Inizio 2027: l’obiettivo dichiarato è consentire ai robot di rifornire autonomamente alcuni prodotti durante la notte.
- Nel 2027: il programma di Hive prevede fasi progressive, partendo da un robot in un negozio e arrivando, se i risultati lo consentiranno, a sperimentazioni più ampie.
- Entro circa cinque anni: secondo Simon Kudsk, direttore operativo di Føtex, potrebbe essere possibile estendere la presenza dei robot a tutti i punti vendita della catena.
Sono obiettivi e previsioni, non risultati già raggiunti. Inoltre, l’autonomia non equivale necessariamente all’assenza di supervisione: il programma commerciale di Hive prevede inizialmente un monitoraggio umano continuo, con operatori remoti pronti a intervenire quando necessario.
Il vero problema è il costo, non soltanto la tecnologia
Hive Robots propone un modello chiamato Robot as a Service. Invece di acquistare direttamente le macchine, il supermercato prenota ore di lavoro e paga una tariffa che comprende robot, software, operatori remoti, monitoraggio e manutenzione.
Il modello può ridurre la necessità di acquistare e gestire direttamente una flotta di robot. Non garantisce, però, che il servizio sia economicamente conveniente.
Per valutarlo bisognerà confrontare il costo delle ore di automazione con la quantità di merce effettivamente sistemata, gli errori, le interruzioni e il tempo impiegato dagli operatori per assistere le macchine.
Il programma commerciale pubblicato da Hive prevede inizialmente un robot seguito da un operatore remoto. In una fase successiva contempla tre robot con due operatori, mantenendo comunque il monitoraggio umano continuo. Solo nelle fasi ulteriori è prevista una supervisione più ampia, con un operatore incaricato di seguire più macchine mentre l’intelligenza artificiale assume una parte crescente delle attività.
È qui che si giocherà una parte decisiva della sfida: se ogni robot richiede assistenza frequente, il risparmio di lavoro umano potrebbe essere inferiore alle aspettative.

I dipendenti saranno sostituiti?
Salling Group presenta la sperimentazione come uno strumento per supportare il personale, non per sostituirlo. L’obiettivo dichiarato è alleggerire le attività ripetitive e liberare tempo da dedicare all’assistenza dei clienti.
È una possibilità concreta, ma non basta una dichiarazione aziendale per sapere quale sarà l’impatto sull’occupazione. Se la produttività aumenterà, le aziende potrebbero migliorare il servizio, riorganizzare i turni oppure ridurre il numero di ore di lavoro necessarie per determinate mansioni.
La tecnologia potrebbe inoltre estendersi ad attività come individuare scaffali vuoti, riconoscere prodotti collocati nel posto sbagliato, rimuovere cartoni vuoti e controllare le date di scadenza. Sono sviluppi prospettati dal progetto, non capacità già dimostrate su larga scala.
La prova decisiva sarà una notte intera di lavoro
Il progetto danese mostra come l’automazione stia passando dalle dimostrazioni tecnologiche alla sperimentazione in ambienti commerciali reali. Ma il successo non si misurerà soltanto dalla capacità di prendere una confezione e collocarla su uno scaffale.
Serviranno dati affidabili sul numero di prodotti sistemati ogni ora, sugli errori, sulla continuità operativa e sul costo complessivo, includendo la supervisione umana.
L’inizio del 2027 sarà quindi una prima scadenza importante per capire quanto queste macchine siano realmente pronte. La diffusione in tutta la catena richiederà ulteriori verifiche.
Il futuro del supermercato robotizzato potrebbe non essere un negozio senza dipendenti, ma un ambiente in cui persone e macchine si dividono le attività in base alle rispettive capacità.
La domanda da seguire nei prossimi mesi non è soltanto se i robot riusciranno a rifornire gli scaffali. È se riusciranno a farlo abbastanza bene, abbastanza velocemente e a un costo tale da convincere i supermercati a trasformare un esperimento in un servizio quotidiano.
Fonti e riferimenti
Le fonti per verificare la notizia e approfondire il progetto.
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