Dèmodè, il nuovo brano “Orbita” e il coraggio di esporsi: «Viviamo in un momento storico che induce ad anestetizzarci emotivamente»
Dalla fusione di due percorsi artistici diversi ma complementari nasce il progetto Dèmodè, il duo formato da Julie e Anthony Louis che mescola elettronica e radici, club culture e sensibilità cantautorale. Dopo anni di collaborazione e amicizia, i due hanno scelto di unire definitivamente le loro visioni in un’identità sonora ibrida e riconoscibile. Il nuovo singolo “Orbita”, dal 10 aprile in radio e in digitale, è un manifesto di questo incontro: un brano pop dance dalla costruzione progressiva, sospeso tra suggestioni synth anni ’80 e ’90 e una tensione emotiva contemporanea. Al centro, il tema delle relazioni nel presente, tra paura di esporsi e bisogno di autenticità. Li abbiamo intervistati per parlare di musica, connessioni e di cosa significa oggi mettersi davvero in gioco.

“Orbita” è un brano molto emotivo: quanto c’è di autobiografico e quanto invece è osservazione del mondo intorno a voi?
JULIE: Entrambe le cose. Personalmente, specie negli ultimi anni, mi è capitato di vivere in prima persona numerosi episodi che evidenziano questi meccanismi inceppati, tant’è vero che mi convinsi di esserne la causa scatenante. Poi, confrontandomi con l’ambiente esterno, mi resi conto – magra consolazione – di essere circondata da situazioni analoghe alla mia, senza distinzioni di sesso, ceto sociale o altro; viviamo in un momento storico che induce ad anestetizzarci emotivamente.
Il sax di Danilo Pala arriva come un’apertura improvvisa: è un momento di liberazione, di rottura o di resa?
JULIE: Curioso che tu abbia stilato questo elenco, dal momento che è una perfetta alleanza tra le tre. Il sax è decisamente uno strumento impattante, da qualsiasi angolatura lo si voglia esaminare. Danilo ha saputo cogliere i diversi aspetti armonici del brano valorizzando gli apici di liberazione, le sfumature di deliberata rottura e i punti di nitida e consapevole accettazione.

Il nome “DÈMODÈ” richiama qualcosa di fuori moda: è una provocazione verso il mercato o un manifesto artistico?
ANTHONY: Ogni “denuncia musicale” può essere considerata una provocazione per il mercato, è così da sempre; noi non l’abbiamo fatto con quell’intento, bensì con la voglia di comunicare credibilità rispetto a chi siamo e a come il nostro pensiero critico è strutturato.
Venite da mondi musicali molto diversi: quando lavorate insieme, chi dei due è più disposto a cedere terreno e chi invece difende di più la propria identità?
ANTHONY: Essere un duo implica grande complicità e comunione di intenti a lungo termine, è necessario dunque lasciare pregiudizi e convenzioni da parte per mettersi al servizio del progetto a cui abbiamo dato un’identità precisa. Fortunatamente, ad oggi, non si sono ancora manifestate prese di posizioni esasperate, punto a nostro favore nei termini di squadra. Dovesse mai accadere, cinicamente, ma altrettanto democraticamente, troveremo il giusto compromesso.

Siete nati ufficialmente nel 2025, ma vi conoscete da quasi 15 anni: cosa è cambiato nel momento in cui l’amicizia è diventata un progetto “definitivo”?
ANTHONY: Negli anni passati, abbiamo lavorato entrambi ai nostri progetti individualmente, come singoli artisti. Eravamo costantemente in contatto, ma, per cause logistiche e progettuali, ci si riusciva a vedere molto poco. Quando questa splendida avventura ha preso forma, il rapporto si è intensificato e consolidato inducendoci a frequentarci con più assiduità e condividendo momenti di profondità emotiva. Siamo diventati ottimi amici e confidenti, cosa che torna estremamente utile nel processo creativo.
Parlate di paura di esporsi nelle relazioni: pensate che i social abbiano reso i rapporti più superficiali o semplicemente più complessi?
JULIE: Secondo il mio modesto parere i social media e tutto quel che ne consegue sono la causa principale del collasso generazionale, e non solo. Oltre a togliere tempo prezioso alle attività stimolanti e creative per la salute mentale dell’uomo, impoveriscono le relazioni che, etimologicamente parlando, necessitano di profonda connessione per funzionare. Come si può nutrire una sana connessione tra essere umani se si filtra tutto attraverso uno schermo?

Orbita, inoltre, e qui mi collego al panorama sentimentale attuale, ti mettono davanti a molteplici scelte, costringendoti a non accontentarti mai, a non dedicarti pazientemente alla scoperta di un unico partner, ad alimentare l’apatia emotiva e a smarrirti come individuo nella società. Tutto questo non può che provocare un forte timore nel confronto con l’altro, dove non sempre si ha la certezza di essere accolti esponendo la propria verità interiore, e per questo, si tendono a minimizzare le emozioni e a ritrarsi ancor prima di gestire gli sviluppi, così da non doversi prendere nessuna responsabilità.
Vi sentite più osservatori o partecipanti di questo panorama sentimentale contemporaneo?
JULIE: Io, mio malgrado, decisamente protagonista fortuita, come anticipato nella prima risposta. Anthony, invece, osserva, ascolta e analizza tutti i miei racconti e l’ambiente esterno come un vero antropologo!
Avete partecipato a contesti come il San Marino Song Contest 2026: cercate visibilità mainstream o preferite costruire un percorso più laterale?
JULIE: Inutile nascondersi dietro un dito, all’inizio di un percorso è fondamentale emergere nel mainstream, le dinamiche discografiche non sono un mistero per nessuno. D’altro canto, siamo estimatori della cosiddetta “nicchia”, dimensione che aderisce perfettamente alle nostre sensibilità. Per cui sì, non escludiamo un percorso laterale.

State lavorando a un progetto più ampio, come un EP o un album, e se sì: seguirà la stessa direzione sonora o vi spingerete oltre?
ANTHONY: Assolutamente sì! In cantiere abbiamo parecchi brani che aspettano solo di essere rifiniti. Pertanto, i prossimi mesi li trascorreremo in studio a definire questi ultimi con la speranza di pubblicarli tra l’estate e l’autunno del 2026. Inoltre, aggiorneremo in corso d’opera il calendario degli eventi che potrete consultare tramite il sito www.demodeduo.it. Ci piace sperimentare nuove sonorità rispettando alcuni parametri già consolidati. Sulla direzione…chi può dirlo, lo scopriremo solo suonando!











































