Recensione – È l’ultima battuta?: Quando la vita diventa materiale da palco

Nella nuova commedia il palco diventa il luogo in cui riorganizzare ciò che fuori non funziona più, tra stand-up comedy e vita privata. Diretto, prodotto e interpretato dall’attore Bradley Cooper, È l’ultima battuta? ha come protagonisti Will Arnett e Laura Dern, con Andra Day, Ciarán Hinds, Amy Sedaris e Sean Hayes.

È l’ultima battuta? – La trama

Il film si apre con una domanda semplice: “Dovremmo separarci?”, catapultandoci immediatamente all’interno della vita di Alex (Will Arnett) e Tess (Laura Dern), una coppia borghese alle prese con un rapporto ormai logorato. 

Il film si sviluppa nei mesi che seguono, in cui i due cercheranno di ridefinire un equilibrio, anche per il bene dei figli, oscillando tra vicinanza e distanza, abitudine e bisogno di cambiamento. 

Alex attraversa una crisi personale e scopre quasi per caso la stand-up comedy, esibendosi per evitare il costo d’ingresso in un locale: quello che nasce come espediente diventa presto una forma di espressione, un modo per dare ordine al disordine, entrando in contatto con un piccolo mondo di comici a cui finisce per legarsi. Tess, invece, riscopre la pallavolo e inizia a dare lezioni, ritagliandosi uno spazio nuovo, lontano dalla coppia. 

Attorno a loro, una coppia di amici (Bradley Cooper e Andra Day) fa da controcampo. Il film procede per frammenti, permettendoci di seguire un lento riassestarsi della coppia protagonista, mentre la distanza privata trova forma sul palco.

https://www.youtube.com/watch?v=9thPlO1hLmo

È l’ultima battuta? – La stand-up comedy come terapia

Terzo film alla regia per Bradley Cooper (che come sempre recita, riservando però al suo personaggio uno spazio decisamente più contenuto rispetto al solito), e co-scritto insieme a Mark Chappell e Will Arnett — creatore e doppiatore originale di Bojack Horseman — prova ad assemblare il puzzle di una moderna coppia borghese in crisi, anche attraverso qualcosa che per sua natura dovrebbe essere comico: la stand-up comedy, che qui nasce come una sorta di terapia per trasformarsi poi in passione.

Will Arnett e Laura Dern interpretano marito e moglie in un rapporto in cui molti potrebbero rispecchiarsi: qualcosa si è rotto, forse, ma per entrambi il motivo della separazione non è mai del tutto chiaro o definito. È piuttosto il risultato di piccole sensazioni ed esperienze che, con la maturità, sfociano in un senso diffuso di insoddisfazione.

La stand-up diventa così il principale motore di sfogo per un uomo che, grazie all’autoironia, riesce a metabolizzare anche i colpi più duri. 

A metà strada tra Mariti e mogli di Woody Allen e Questi sono i 40 di Judd Apatow, il film si inserisce in un tipo di commedia spesso vista ma funzionale: una rom-com dai toni più o meno drammatici, incentrata su una coppia in crisi. Ma il tutto è raccontato con un approccio leggermente diverso dalla media, a partire dall’uso insistito della macchina a mano, spesso molto ravvicinata ai personaggi, che contribuisce a restituire un senso di intimità e instabilità emotiva.

Tra risate e goffaggine: la prova “sopra le righe” di Bradley Cooper

La struttura del film non è del tutto convenzionale: seguiamo la crisi dei due protagonisti senza che vi sia una vera e propria trama, ma piuttosto una successione di scene che permettono allo spettatore di costruirsi una visione chiara del loro rapporto nell’arco di pochi mesi della loro vita. Ci si immerge nella narrazione in modo diretto, entrando subito nell’intimità di quella che, dall’esterno, potrebbe sembrare una splendida famigliola perfetta, ma che, come è naturale, presenta delle crepe e dei problemi da affrontare.

In sala si ride molto, grazie alla goffaggine che accomuna un po’ tutti i personaggi del film, in particolare quello interpretato da Bradley Cooper, impegnato in un continuo forzare il personaggio che egli stesso sta costruendo: un attore alcolizzato e sopra le righe, che può permettersi di fregarsene di tutto. A contribuire sono anche i numerosi monologhi di stand-up, motivo per cui consiglio di vedere il film, se possibile, in lingua originale sottotitolata.

È l’ultima battuta? – Conclusioni finali

Forse il miglior film alla regia di Cooper, che grazie al ritratto genuino del rapporto messo in scena e a una scrittura brillante riesce a coinvolgere lo spettatore al ritmo della stand-up.

Avrebbe forse beneficiato di qualche minuto in meno, vista la struttura aperta, ma resta una commedia come da un po’ non se ne vedevano: il consiglio è quindi quello di andarla a vedere!

In uscita nei cinema italiani il 2 aprile, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

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