Ho visto il film a Roma al Cinema Barberini ieri 4 novembre c.a. e prima della proiezione sono intervenuti la regista Lyda Patitucci, l’attrice Maria Esposito (Rosa Ricci), Raiz (don Salvatore Ricci, padre di Rosa), nonché il moderatore e la cantante della colonna sonora finale le cui parole sono state profonde e molto incisive. Tutti hanno in breve parlato del film e sono andati poi via senza rivedere la proiezione per un commento “dopo” da parte del pubblico.
Dalla serie Mare Fuori al grande schermo
Il film è uno spin-off che riprende la storia della serie televisiva “Mare Fuori” e in questo film i personaggi sono collocati prevalentemente in una realtà fuori dalla città partenopea, catapultando l’attrice – Rosa Ricci – su un’isola lontana e sperduta.
A differenza della serie televisiva in cui Maria è rimasta orfana, qui Maria è un’adolescente che gode ancora della presenza e della protezione del padre, boss della camorra amato, rispettato e temuto e che si presenta affettuoso e premuroso verso di lei.
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La giovane attrice anche se adolescente è spigliata ed entra in modo dominante nel suo personaggio che sembra proprio creato per la sua persona, non presentandosi rabbiosa e con quel senso di vendetta presente nella serie televisiva, essendo rimasta priva di ogni supporto familiare e di ogni sicurezza.
Trama e temi principali
La vicenda qui si snoda comunque riprendendo il problema della droga e della sua distribuzione attraverso la presenza di un trafficante boliviano che vuole impossessarsi del potere della famiglia Ricci attraverso il rapimento della figlia mediante un inganno.
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La pellicola scorre velocemente con un dinamismo tipico del genere di storia – drammatica e un po’ gangster – senza scene di violenza eccessiva e lo spettatore durante tutto il film resta in attesa del “cosa accade” rimanendo catturato ed in piena suspence come sempre si presenta un film d’autore.
Film d’autore
Questo potrebbe definirsi proprio un “film d’autore” che, come genere, trova la giusta collocazione in una realtà comunque esistente, anche se qui il finale è fiabesco. Straordinaria l’interpretazione di Maria che ancora una volta evidenzia la sua grinta, la sua determinazione e il suo coraggio, senza rinunciare al bisogno di tenerezza che le appartiene.
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Molto innovativo il lavoro della regista Lyda Patitucci che ha proposto e rappresentato questa storia uscendo dal “deja vu” offrendo al pubblico un ampio respiro verso luoghi lontani – l’isola in cui si ritrova l’attrice isolata dal mondo – ma a dire il vero “bravi tutti” in quanto si avverte la sinergia che li ha accomunati per la buona riuscita del film.
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