Finché morte non ci separi 2 – Recensione e conferenza stampa del nuovo film horror

Nel nuovo sequel splatter, tra sangue e ironia, la fuga dalla morte certa diventa spettacolo. Finché morte non ci separi 2, diretto dai registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, prodotto da Searchlight Pictures, vede come protagonisti Samara Weaving, Kathryn Newton, Elijah Wood, Sarah Michelle Gellar e Shawn Hatosy.

Finché morte non ci separi 2

In uscita nelle sale italiane dal 9 aprile, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

La trama di Finché morte non ci separi 2

Riprendendo la storia esattamente da dove eravamo rimasti, il film si apre con il finale del primo capitolo: la sposa Grace (Samara Weaving) sulle scale d’ingresso della villa, sporca di sangue, mentre si fuma una sigaretta e tutto alle sue spalle va a fuoco. La sera prima è sfuggita alla morte: la famiglia del nuovo marito organizza dei giochi e lei ha pescato quello sbagliato — nascondino. Il regolamento è semplice: dovranno ucciderla e sacrificarla al diavolo. Ma Grace, invece, arrivando all’alba, si è salvata, condannando l’intera famiglia dell’ormai ex marito.

Viene recuperata da un’ambulanza e portata in ospedale, dove la raggiunge Faith (Kathryn Newton), sorella con cui non parla da anni ma che resta ancora il suo contatto di emergenza. Le due non avranno neanche il tempo di riscoprirsi, perché aver superato quel gioco non significa essersene liberata, ma essere passata al livello successivo.

Sopravvivere a un sacrificio del genere comporta infatti un cambiamento di potere all’interno di quattro famiglie che, secoli prima, strinsero un patto con il diavolo. Ha così inizio una nuova caccia fino all’alba: in palio c’è il posto d’onore nel consiglio delle famiglie. Se Grace riuscirà a sopravvivere, potrà rivendicarlo. Questa volta, almeno, non sarà sola.

Finché morte non ci separi 2: Un sequel tra eccesso e convenzione

La coppia di registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett ritorna al cinema con il sequel di Finché morte non ci separi, a sette anni di distanza dal primo film, come solo loro sanno fare: splatter, umorismo sadico e una buona dose di cliché e convenzioni del genere. Le regole per un buon sequel horror, come insegna Wes Craven, vengono rispettate a più riprese: aumentano le scene di morte, obbligatoriamente splatter, e risultano ancora più spettacolari.

Scoprire le strane regole dettate dal personaggio interpretato da Elijah Wood, letteralmente l’avvocato del diavolo, appassiona e diverte, ma quando si mette così tanta carne al fuoco, come le numerose famiglie che partecipano al gioco, poco spazio resta per approfondire i personaggi e le loro dinamiche, costretti dal tempo a rimanere confinati in cliché comuni al genere. La bionda coppia di sorelle, protagoniste della pellicola, in una fuga continua dalla morte certa, scoprirà l’una dell’altra molto più di quanto abbia potuto fare in un’intera vita ma, sempre vittime dello stesso sistema, soffrono di pochissima originalità. Il loro arco narrativo è più che prevedibile, peccato, vista la buona intesa tra Samara Weaving e Kathryn Newton.

Dall’horror corporeo all’ironia: l’irresistibile cameo di Cronenberg

Il cameo di Cronenberg è una trovata geniale e divertente. Fa piacere sapere che il maestro si metta in gioco così ironicamente. Spesso lo si assocerebbe più al personaggio che in questo film interpreta: il favorito del diavolo. Ma dubito quel personaggio si sarebbe preso in giro in questo modo. I litri di sangue e i modi spettacolari con cui vengono messi in scena coprono le pecche di scrittura: genuinamente divertono (o schifano, a discrezione della sensibilità dello spettatore) e fanno scorrere velocemente le quasi due ore di film.

I registi giocano con gli archetipi del genere — le final girls, i cattivi, gli jumpscare —: tutto è in qualche misura già visto, ma ingigantito, nel chiaro tentativo di voler far ridere molto più che realizzare un film “completo”.

Finché morte non ci separi 2: Dietro lo splatter, Kathryn Newton e Sarah Michelle Gellar in conferenza stampa

Vedere, in conferenza stampa, le attrici fa uno strano effetto: non imbracciano alcuna strana arma medievale e non sono sporche di sangue, anzi, bellissime e sorridenti, hanno raccontato con entusiasmo il loro coinvolgimento nel progetto. Kathryn Newton non ha dubbi sul motivo che l’ha spinta ad accettare il ruolo: «ho detto sì perché i registi sono dei geni».

Per Sarah Michelle Gellar, invece, il fascino sta tutto nella possibilità di uscire dai propri schemi: «essere cattivi è sicuramente più divertente», afferma, aggiungendo: «non ho paura di fare le cose a causa dei miei fan (…) cerco ruoli diversi per sorprendere il mio pubblico».

Curioso anche il racconto legato alla presenza di Cronenberg: «sono rimasta senza parole, entusiasta (…) voleva essere trattato come il resto del cast», racconta Sarah Michelle Gellar a  testimonianza di un coinvolgimento tutt’altro che distaccato. Infine, una scelta produttiva che chiarisce molto del tono del film: «tutto è pratico, concreto, non c’è CGI», elemento che contribuisce in modo decisivo alla resa visiva, tra eccesso splatter e artigianalità.

Finché morte non ci separi 2: conclusioni

Finché morte non ci separi 2 è un sequel che punta tutto sull’eccesso: più sangue, più ironia, più spettacolo. Nel farlo, però, sacrifica profondità e originalità, restando ancorato ai cliché del genere. Consigliato a tutti gli amanti degli slasher che potranno divertirsi come pazzi nel seguire le ingegnose morti e l’interminabile fuga delle due sorelle.

In uscita nelle sale italiane dal 9 aprile, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

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