“Greta e le favole vere”: il cinema per ragazzi riscopre la forza dell’impegno ambientale
Dal 6 agosto nelle sale il nuovo film di Berardo Carboni con Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore. Anteprima il 19 luglio al Giffoni Film Festival

Il cinema torna a parlare ai più giovani con una storia che intreccia avventura, favola e impegno civile. Arriverà nelle sale italiane il 6 agosto, distribuito da Vision Distribution, “Greta e le favole vere”, il nuovo lungometraggio diretto da Berardo Carboni, che sarà presentato in anteprima fuori concorso il 19 luglio alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival.
Il film propone una riflessione sul rapporto tra uomo e natura attraverso il linguaggio universale della favola, scegliendo di affrontare una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la tutela dell’ambiente e la responsabilità delle nuove generazioni nei confronti del pianeta.
Una favola contemporanea che guarda al futuro
Scritto da Berardo Carboni insieme a Valeria Giasi e Fabio Di Ranno, “Greta e le favole vere” si presenta come un family movie capace di coinvolgere sia il pubblico dei più piccoli sia gli adulti.
L’opera recupera gli elementi classici della fiaba – il viaggio, la crescita personale, la lotta tra bene e male – trasportandoli in un contesto profondamente contemporaneo, dove il cambiamento climatico, la salvaguardia degli animali e il rispetto della natura diventano parte integrante della narrazione.
La protagonista è una bambina di dieci anni che non accetta di assistere passivamente alle ingiustizie ambientali. Il suo nome, Greta, richiama esplicitamente la giovane attivista svedese Greta Thunberg, simbolo mondiale dell’impegno ecologista delle nuove generazioni.
Guarda il trailer ufficiale di “Greta e le favole vere”
La storia: un viaggio impossibile per salvare un cucciolo di orso polare
Greta è una bambina determinata, curiosa e profondamente sensibile verso tutto ciò che riguarda il mondo naturale.
Quando scopre un cucciolo di orso polare prigioniero di due bracconieri, decide di intervenire insieme al suo migliore amico Sauro. Il gesto impulsivo di liberare l’animale diventa però l’inizio di una fuga avventurosa.
I due ragazzi scelgono di intraprendere un viaggio apparentemente impossibile: riportare il piccolo orso fino al Polo Nord, il suo habitat naturale.
Lungo il cammino dovranno affrontare difficoltà, incontri inattesi e scelte complesse che li porteranno a maturare, comprendendo il valore dell’amicizia, della solidarietà e della responsabilità verso il mondo che li circonda.
La struttura narrativa richiama i grandi racconti di formazione, nei quali il viaggio fisico coincide con quello interiore.
Tra gli interpreti di Greta e le favole vere figurano:
La produzione punta su un cast ricco di nomi molto amati dal pubblico italiano.
- Raoul Bova
- Donatella Finocchiaro
- Sabrina Impacciatore
- Darko Peric
- Federico Cesari
- Demetra Bellina
Accanto a loro trovano spazio i giovani protagonisti Sara Ciocca, nel ruolo di Greta, e Mattia Garaci, che interpreta Sauro.
Completano il cast Giovanni Visentin, Federico Rosati, Alba Amira Ramadani e Roberta Palumbo.
L’incontro tra interpreti affermati e nuove promesse rappresenta uno dei punti di forza del progetto, capace di creare un equilibrio tra esperienza artistica e freschezza interpretativa.
Il messaggio del regista: il cinema può ancora cambiare lo sguardo sul mondo
Per Berardo Carboni il film nasce da una precisa esigenza culturale.
Secondo il regista, il cinema non dovrebbe limitarsi a raccontare la realtà, ma contribuire a immaginarne una diversa, offrendo soprattutto ai giovani strumenti per sviluppare uno spirito critico e una coscienza civile.
“Greta e le favole vere” non propone una lezione didattica né un racconto pessimista sul futuro del pianeta. Al contrario, sceglie il linguaggio della speranza.
L’idea centrale è che ogni cambiamento possa partire dalle azioni individuali, anche da quelle apparentemente più piccole.
La favola diventa così uno strumento narrativo capace di parlare direttamente ai ragazzi senza rinunciare alla profondità dei contenuti.
Il ritorno del cinema family impegnato
Negli ultimi anni il cinema dedicato alle famiglie ha affrontato sempre più spesso temi ambientali e sociali.
Anche “Greta e le favole vere” si inserisce in questa tendenza internazionale, scegliendo però una prospettiva tutta italiana.
L’opera evita i toni catastrofici e preferisce raccontare la possibilità di costruire un futuro migliore attraverso il coraggio, la collaborazione e il rispetto della natura.
Il film sembra voler recuperare il valore educativo della favola classica, nella quale il bene e il male sono riconoscibili e ogni scelta comporta conseguenze importanti.
Una produzione che coinvolge importanti realtà del cinema italiano
Il film è prodotto da Pegasus con Rai Cinema, QMI e Vision Distribution, con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e in collaborazione con Sky.
La distribuzione nazionale sarà affidata a Vision Distribution, realtà che negli ultimi anni ha sostenuto numerosi progetti italiani rivolti a un pubblico trasversale.
Con una durata di 93 minuti, “Greta e le favole vere” punta a diventare uno dei titoli family di riferimento dell’estate cinematografica.
Greta e le favole vere: Un racconto che invita a scegliere da che parte stare
Più che un semplice film d’avventura, “Greta e le favole vere” propone una riflessione sul ruolo delle nuove generazioni in un mondo attraversato da profonde trasformazioni ambientali e sociali.
Attraverso lo sguardo limpido di una bambina, Berardo Carboni costruisce una storia che parla di coraggio, responsabilità e speranza, ricordando come anche i gesti più semplici possano contribuire a cambiare la realtà.
In un periodo storico segnato da crisi climatiche, perdita della biodiversità e crescente sensibilità verso i temi ecologici, il film invita grandi e piccoli a non restare spettatori, ma a diventare protagonisti del cambiamento.
“Greta e le favole vere” si presenta così come una favola moderna che recupera il valore del sogno senza perdere il contatto con le sfide del presente, offrendo al pubblico una storia capace di emozionare e, allo stesso tempo, di stimolare una riflessione sul futuro del pianeta e sul ruolo che ciascuno può svolgere per proteggerlo.


















