Il film che racconta la vicenda di due amici e dei loro sogni, messi a dura prova dalla cruda realtà della pandemia in India. Homebound: Storia di un’amicizia in India è il nuovo film del regista Neeraj Ghaywan a distanza di dieci anni dal suo ultimo lungometraggio. Presentato alla 78ª edizione del Festival di Cannes nella categoria Un Certain Regard. Prodotto da Dharma Productions e vede Martin Scorsese come produttore esecutivo.

Al cinema dal 26 marzo, distribuito da Wanted Cinema.
La trama di Homebound: Storia di un’amicizia in India
Shoaib e Chandan, amici d’infanzia di un piccolo villaggio nel nord dell’India, condividono un sogno: entrare nella polizia per riscattarsi socialmente.
Il giorno dei concorsi, una folla immensa si accalca, tutti mossi dallo stesso desiderio dei protagonisti, in una competizione serrata.
Non sanno, però, che tutti quegli sforzi sono quasi vani: è passato più di un anno e dei risultati non c’è traccia. Chandan, ispirato da una nuova conoscenza, la bellissima Sudha Bharti, si iscrive all’università, mentre Shoaib trova un umile impiego.
Nonostante le difficoltà, entrambi sembrano aver trovato un equilibrio… fino all’arrivo dei risultati. Solo Chandan supera il concorso, generando una grande discussione che li allontana. Per Chandan però le attese non sono finite: passa agli scritti e supera anche le prove fisiche, ma per la lettera di ammissione dovrà continuare ad aspettare. Shoaib, intanto, cerca di fare carriera, ma la sua religione musulmana lo espone a continui episodi di discriminazione.
Costretto ad allontanarsi, Chandan trova lavoro in una fabbrica tessile con turni infiniti e sfiancanti, ma presto lo raggiunge Shoaib e i due si riuniscono, cominciando a lavorare insieme.
Le sfortune, però, non sono terminate: è il 2020.
La pandemia colpisce profondamente i due amici. La fabbrica chiude e loro non hanno modo di tornare a casa. Inizia così un’odissea che mescola l’intimo con l’universale, e che colpisce per la sua natura quasi neorealistica, raccontando la resistenza e la solidarietà in tempi di crisi.
Homebound: Storia di un’amicizia in India – Commovente ritratto corale
“Neeraj ha realizzato un film di grande fattura, che rappresenta un contributo significativo al cinema indiano.”
Queste le parole del produttore esecutivo Martin Scorsese, che fin dall’inizio si è interessato al progetto, contribuendo alla realizzazione non solo “prestando” il suo nome, ma intervenendo concretamente nella revisione della sceneggiatura e nel montaggio.
Non si può che essere d’accordo con il maestro: guardando Homebound, ci si rende conto di trovarsi di fronte a una storia monumentale, ambiziosa e capace di commuovere come poche altre pellicole.
Il nucleo del film è la delicatezza con cui viene messo in scena il rapporto tra i due amici d’infanzia, unito alla straordinaria capacità del regista di intrecciare la loro vicenda personale con una storia più grande e condivisa da tutti. Quella del COVID e della pandemia.
Con grande abilità, Neeraj Ghaywan cambia radicalmente tono e linguaggio della storia circa a metà film, segnando un passaggio sorprendente che rinnova il ritmo e amplifica l’impatto emotivo.
I tentativi dei due ragazzi di tornare a casa lasciano col fiato sospeso e fanno genuinamente arrabbiare lo spettatore, che seduto al cinema poco può fare per aiutare i protagonisti nella loro struggente missione.
Personaggi che vivono ai margini, in una lotta continua per ottenere ciò che dovrebbe essere naturale per tutti. La loro salvezza è l’autentico amore che li tiene incollati alla vita, che nei momenti di disperazione consente quella risata o quello sguardo condiviso che fa respirare.
Homebound: Storia di un’amicizia in India – Conclusioni
Homebound: Storia di un’amicizia in India è un film da recuperare assolutamente. Ma non fidatevi solo di me: ascoltate Scorsese. Fatelo anche per il semplice, potente esercizio di riuscire a vedere amore e bellezza dove, apparentemente, non ce n’è traccia.
Consigliato a chi non teme storie forti e crude, capaci di raccontare le realtà vissute ai margini della società.
Al cinema dal 26 marzo, distribuito da Wanted Cinema.
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