L’eredità artistica di Astor Piazzolla continua a generare nuovi percorsi creativi e nuove prospettive espressive. È da questa premessa che nasce “Piazzolla y más allá”, il nuovo album che vede protagonisti il Quinteto Revolucionario, formazione ufficiale della Fondazione Astor Piazzolla di Buenos Aires. Con loro il sassofonista e compositore italiano Silvio Zalambani, tra i più autorevoli interpreti europei del tango contemporaneo.
In uscita il nuovo album del Quinteto Revolucionario

In uscita su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico a partire da venerdì 19 giugno, il disco, distribuito da Borgatti Edizioni Musicali – Crocus con il supporto dell’ufficio stampa A-Z Press, rappresenta un viaggio musicale che prende le mosse dall’opera del grande compositore argentino per spingersi oltre i confini del Tango Nuevo, esplorando le evoluzioni più attuali della scena musicale di Buenos Aires.
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Il più importante ensemble dedicato all’ointerpretazione dell’opera piazzolliana
Considerato dalla critica internazionale il più importante ensemble dedicato all’interpretazione dell’opera piazzolliana, il Quinteto Revolucionario è composto da Cristian Zárate (pianoforte), Sebastián Prusak (violino), Joaquín Benítez Kitegroski (bandoneón), Esteban Falabella (chitarra) e Sergio Rivas (contrabbasso). Al loro fianco, Silvio Zalambani porta il proprio contributo artistico maturato attraverso una lunga attività internazionale. Un lavoro che lo ha visto rappresentare l’Italia in diverse edizioni della Cumbre Mundial del Tango, inclusa quella del 2026 a Granada.
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Il risultato è un lavoro che si inserisce nel solco della tradizione senza rinunciare a una forte vocazione innovativa alternando alcune delle più significative composizioni di Astor Piazzolla a brani originali firmati dallo stesso Zalambani, da Leonardo Sánchez e da Cristian Zárate, autore anche di tutti gli arrangiamenti.
Un lavoro che racconta il tango moderno

Attraverso gli strumenti simbolo del tango moderno, le tracce dell’album – registrate a Buenos Aires sotto la direzione dell’ingegnere del suono Mariano Beyoglonian – dialogano costantemente con la lezione di Piazzolla, non come semplice omaggio ma come prosecuzione di una ricerca artistica che continua ancora oggi a ispirare nuove forme espressive. Un lavoro che racconta il tango del XXI secolo: aperto, dinamico, meticcio e profondamente radicato nella tradizione culturale di Buenos Aires.
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