Kim Wexler e Jesse Pinkman: l’incontro che i fan di Breaking Bad aspettavano senza saperlo

Kim Wexler e Jesse Pinkman si incontrano in una delle scene più sorprendenti di Better Call Saul. A prima vista potrebbe sembrare un momento quasi normale, una breve conversazione tra due personaggi che appartengono a mondi apparentemente lontani. Poi ci pensi. Ripensi a quello che hai visto negli anni precedenti, ai personaggi che conosci, alle storie che si sono intrecciate davanti ai tuoi occhi, e improvvisamente quella scena assume un significato completamente diverso.

L’incontro tra Kim e Jesse è proprio uno di quei momenti.

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Avviene nel dodicesimo episodio della sesta stagione di Better Call Saul, “Waterworks”, e dura soltanto pochi minuti. Non è una scena d’azione, non c’è una rivelazione sconvolgente e non succede nulla che, preso singolarmente, sembri destinato a cambiare il corso della storia.

Eppure, per chi ha seguito sia Better Call Saul sia Breaking Bad, è probabilmente uno degli incontri più affascinanti dell’intero universo creato da Vince Gilligan e Peter Gould.

Perché davanti a noi ci sono Kim Wexler e Jesse Pinkman.

Due personaggi che conosciamo benissimo, ma che appartengono a momenti completamente diversi della storia.

E soprattutto c’è un dettaglio che rende tutto ancora più particolare: Kim non sa chi diventerà Jesse. Noi invece sì.

La scena

Kim Wexler incontra Jesse Pinkman

Guarda la scena dell’incontro tra Kim Wexler e Jesse Pinkman in Better Call Saul, prima di continuare con l’analisi.

Guarda la scena

Kim Wexler e Jesse Pinkman: Due mondi che finalmente si incontrano

Per gran parte di Better Call Saul, il mondo di Kim Wexler sembra lontanissimo da quello di Jesse Pinkman.

Kim è un’avvocata brillante, ambiziosa e determinata. La vediamo costruire lentamente la propria carriera, prendere decisioni sempre più discutibili e, insieme a Jimmy McGill, avvicinarsi progressivamente a quel mondo criminale che conosciamo già grazie a Breaking Bad.

Jesse, invece, lo abbiamo conosciuto soprattutto attraverso Breaking Bad.

Quando entra nella storia di Walter White è ancora un ragazzo immaturo, impulsivo, spesso sopraffatto dalle proprie emozioni. Ma sappiamo anche tutto quello che arriverà dopo.

Sappiamo chi incontrerà.

Sappiamo cosa succederà a Walter.

Sappiamo quanto cambierà la sua vita.

E proprio per questo, quando in Better Call Saul lo vediamo comparire davanti a Kim, la nostra percezione è completamente diversa dalla sua.

Per Kim è semplicemente un ragazzo che ha bisogno di aiuto.

Per noi è Jesse Pinkman.

Ed è qui che la scena diventa speciale.

Il momento che i fan non sapevano di aspettare

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La cosa geniale è che probabilmente nessuno, quando guardava le prime stagioni di Better Call Saul, pensava davvero:

“Un giorno voglio vedere Kim Wexler incontrare Jesse Pinkman.”

Non era una domanda rimasta aperta.

Non era qualcosa che la serie ci aveva promesso.

Non era nemmeno necessario per raccontare la storia di Kim.

Eppure, quando succede, sembra quasi di assistere alla conclusione naturale di qualcosa che non sapevamo di aspettare.

È uno dei piccoli miracoli narrativi di Better Call Saul: la serie non ha bisogno di utilizzare continuamente i personaggi di Breaking Bad per ricordarci che le due storie fanno parte dello stesso universo.

A volte è sufficiente far incontrare due persone per pochi minuti.

E il significato lo facciamo noi spettatori.

Kim vede un ragazzo. Noi vediamo il futuro Jesse Pinkman

Questa è probabilmente la parte più interessante della scena.

Kim non conosce il futuro di Jesse.

Non sa che quel ragazzo finirà al centro della storia di Walter White. Non sa cosa succederà alla sua vita e non può sapere quanto dolore, violenza e perdita lo aspettano.

Noi invece abbiamo già visto tutto.

Ed è quasi impossibile guardare Jesse senza pensare alla persona che diventerà.

Questa differenza crea una sorta di ironia drammatica: il personaggio vive il momento senza comprenderne l’importanza, mentre lo spettatore ne conosce perfettamente il peso.

È lo stesso tipo di emozione che Better Call Saul riesce a creare in moltissime occasioni.

La serie ci mostra il passato di personaggi che noi conosciamo già dal loro futuro.

E ogni tanto ci permette di assistere a incontri che, cronologicamente, sono piccoli episodi della loro vita ma che per noi hanno un significato enorme.

E poi c’è Kim

Ma la scena non serve soltanto a regalarci un collegamento con Breaking Bad.

Serve anche a mostrarci ancora una volta chi è diventata Kim Wexler.

La Kim che incontriamo in questa fase della storia non è più la donna che avevamo conosciuto all’inizio di Better Call Saul.

Ha attraversato troppo.

Ha preso decisioni che hanno avuto conseguenze devastanti e porta con sé un peso che non riesce più a ignorare.

L’incontro con Jesse arriva quindi in un momento particolarmente importante del suo percorso.

E c’è qualcosa di quasi malinconico nel fatto che Kim possa incrociare una persona destinata a entrare in una delle storie criminali più importanti di Albuquerque senza sapere quanto quel ragazzo sarà coinvolto in futuro.

Kim, in qualche modo, si trova davanti a un’altra persona che sta per entrare in un mondo dal quale lei stessa sta cercando disperatamente di uscire.

Kim Wexler e Jesse Pinkman: un incontro brevissimo, ma pieno di significato

È questo che rende la scena così riuscita.

Non ha bisogno di spiegare tutto.

Non ha bisogno di fermarsi e dire allo spettatore:

“Guardate, questi due personaggi appartengono alla stessa storia.”

Lo sappiamo già.

Lo abbiamo vissuto.

Abbiamo seguito Kim per sei stagioni e Jesse per cinque stagioni di Breaking Bad.

Per questo bastano pochi minuti.

Basta vedere Jesse.

Basta vedere Kim.

Basta sapere cosa è successo prima e cosa succederà dopo.

E improvvisamente una conversazione apparentemente semplice diventa una piccola fotografia dell’intero universo di Breaking Bad e Better Call Saul.

La scena

Ed è proprio qui che vale la pena fermarsi e riguardarla.

Guardandola dopo aver visto entrambe le serie, è praticamente impossibile non provare quella particolare sensazione che Better Call Saul sa creare così bene: la nostalgia per una storia che conosciamo già e, contemporaneamente, la consapevolezza che davanti a noi c’è ancora qualcosa che non abbiamo mai visto.

Kim e Jesse non hanno bisogno di diventare amici.

Non hanno bisogno di condividere una grande avventura.

Non hanno nemmeno bisogno di incontrarsi di nuovo.

Il loro incontro funziona proprio perché è breve.

È un piccolo incrocio tra due strade che noi conosciamo molto bene.

Quello che Kim non sa

Ed è proprio qui che la scena acquista un significato ancora più forte.

Kim sta parlando con Jesse senza sapere praticamente nulla di quello che lo aspetta. Per lei è soltanto un ragazzo di Albuquerque coinvolto, in qualche modo, in una situazione poco chiara. Non può sapere che quel ragazzo diventerà una delle figure centrali della storia che abbiamo già visto in Breaking Bad.

Noi invece lo sappiamo.

Sappiamo dove porteranno le sue scelte, sappiamo chi incontrerà e sappiamo quanto profondamente la sua vita verrà sconvolta.

È una differenza piccola, ma fondamentale: Kim vive quella conversazione nel presente, mentre noi la guardiamo con la consapevolezza del futuro.

Ed è proprio questo a rendere la scena così particolare.

Jesse non sa chi ha davanti

Ma il gioco funziona anche dall’altra parte.

Jesse non conosce davvero Kim Wexler. Non sa quanto sia stata importante nella vita di Jimmy McGill e non sa quanto la sua storia sia legata a quella dell’uomo che un giorno diventerà Saul Goodman.

Per Jesse, Kim è semplicemente una donna che incontra in quel momento.

Per noi, invece, è Kim Wexler.

Una delle protagoniste assolute di Better Call Saul, una donna che ha passato anni accanto a Jimmy e che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua trasformazione.

In pochi minuti, quindi, la serie mette davanti allo spettatore due personaggi che non hanno motivo di sapere quanto siano importanti l’uno nella storia dell’altro.

Ed è proprio questo il fascino dell’incontro.

Un piccolo incrocio tra due storie

La scena non ha bisogno di trasformarsi in un grande evento.

Kim e Jesse parlano, poi le loro strade si separano.

Tutto qui.

Ma dopo sei stagioni di Better Call Saul e cinque stagioni di Breaking Bad, quel breve incontro diventa qualcosa di molto più grande. È come se due linee narrative che conosciamo da anni si toccassero per un istante, prima di continuare ognuna nella propria direzione.

E forse è proprio per questo che funziona così bene.

Non è un incontro che cambia la storia.

È un incontro che cambia il modo in cui noi guardiamo la storia che già conosciamo.

E forse è proprio questo il bello

Breaking Bad ci aveva raccontato la discesa di Walter White e Jesse Pinkman nel mondo della droga.

Better Call Saul ci ha raccontato come Jimmy McGill sia diventato Saul Goodman e come Kim Wexler sia arrivata a perdere quasi tutto quello che aveva costruito.

Ma quando le due serie si incontrano, non sempre lo fanno attraverso grandi eventi.

A volte lo fanno attraverso una scena di pochi minuti.

Kim guarda Jesse senza sapere chi sia veramente.

Noi guardiamo Jesse sapendo esattamente chi è.

Ed è proprio questa differenza a rendere il momento così emozionante.

Non stavamo aspettando che Kim Wexler incontrasse Jesse Pinkman.

Almeno, non consapevolmente.

Ma quando finalmente succede, ci rendiamo conto che era uno di quegli incontri che, in qualche modo, aspettavamo da anni.

E forse è proprio questo uno dei motivi per cui Better Call Saul è riuscita a essere molto più di uno spin-off di Breaking Bad: ha preso un universo che conoscevamo già e ci ha fatto desiderare di vedere cose che non avevamo mai pensato di voler vedere. Avete visto Breaking Bad? Better Call Saul la Serie TV Netflix da non perdere

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