L’anno che verrà: il nuovo viaggio teatrale dentro l’universo di Lucio Dalla – Conferenza Stampa
Sono entrata nel cuore della Music Publishing Ricordi a Milano, dove è stata presentata l’opera “L’anno che verrà”, un viaggio teatrale nell’universo di Lucio Dalla. Da dicembre, lo spettacolo di Lucio Dalla “L’anno che verrà” calcherà i palchi dei teatri italiani, iniziando proprio dall’Emilia Romagna. Ideata da Marcello Corvino e diretta da Manuel Renga, l’opera trasforma l’universo musicale del cantautore bolognese in un racconto teatrale, portando in scena sogni, fragilità e desideri che attraversano le sue canzoni (LINK)

L’anno che verrà: la poetica di Lucio Dalla che diventa teatro
Alla conferenza erano collegati in video Gessica Allegni, assessora alla Cultura della Regione Emilia Romagna e Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, mentre Marcello Corvino, Manuel Renga, Roberto Molinelli, Pierdavide Carone e Michele Merola erano presenti in sala e sono emerse le linee culturali e artistiche che sostengono il progetto.
Gessica Allegni ha ricordato il valore identitario dell’opera “L’anno che verrà”.
Lucio Dalla è parte della storia della musica italiana e dell’identità della nostra Regione. La sua capacità di unire leggerezza e profondità continua a parlare al presente. Per questo considero “L’anno che verrà” un progetto prezioso: non si limita a ricordarlo, ma dialoga con la sua musica e le dà nuova vita, rivelando significati che il tempo ha reso ancora più chiari. Sono orgogliosa che questo spettacolo nasca da una collaborazione così ampia: dimostra che il nostro sistema culturale sa fare rete e investire in produzioni di qualità. Dalla ci ha insegnato che la musica unisce comunità e linguaggi diversi. Questo spettacolo porta avanti quella visione con rispetto.»
Marco Gulinelli ha sottolineato il ruolo di Ferrara come prima tappa
È un onore per Ferrara essere la prima tappa di “L’anno che verrà”. Questo progetto ci permette di riscoprire Lucio Dalla in una forma nuova, restituendo tutta la forza poetica delle sue canzoni. La combinazione di orchestra, coro, voce, danza e parola crea un linguaggio scenico capace di emozionare tutti. Ospitarlo significa confermare l’impegno di Ferrara per una cultura viva, che parla al presente e alle nuove generazioni.»
Lucio Dalla – L’anno che verrà: opera teatrale con musica, danza e interpretazione
Il direttore artistico Marcello Corvino ha spiegato la visione musicale e produttiva.
L’orchestra, il coro e la voce solista non servono a “ingrandire” i brani, ma ad attraversarli, interrogarli e amplificarne la forza narrativa. Da anni il Teatro Comunale di Ferrara affianca alla programmazione lirica e sinfonica anche produzioni crossover. La storia di Casa Ricordi è l’editore della grande tradizione classica italiana, da Rossini a Verdi e Puccini, ma anche della nascita del cantautorato, con artisti come Paoli, Tenco, Endrigo, Jannacci, Battisti e poi Dalla. Per questo considero naturale che un teatro dia spazio alla nuova musica d’autore: sono composizioni che fanno parte del nostro paesaggio musicale e continuano a parlare alle generazioni di oggi e di domani. La scelta di Pierdavide Carone è anche una scelta simbolica, una scelta che arriva da dove si è interrotto un percorso. Io stavo lavorando con Lucio. Fine 2011 avevamo fatto l’ultimo concerto al teatro Petruzzelli di Bari, Lucio andò a Sanremo per dirigere Pierdavide, nei giorni precedenti lo avevo conosciuto in sala di registrazione e mi è sembrato giusto ripartire da dove si è interrotto questo percorso terreno di Lucio. Gli artisti sono immortali e continuano a vivere anche dopo la loro morte. Mi è sembrato giusto ricominciare da li. Scegliere Pierdavide significa sottolineare il lavoro che Lucio ha fatto per molti anni nella scelta e nella ricerca dei nuovi talenti e artisti.
Il regista Manuel Renga ha raccontato l’impianto narrativo dell’opera “l’anno che verrà”.
Questa nuova opera pop non racconta la vita di Lucio Dalla: prende la sua creatività e la trasforma in un grande affresco umano. Dalla è il “custode dei sogni”, capace di leggere paure, desideri e delusioni e di trasformarli in musica popolare ed emozionante. La storia si svolge in un grande hotel sul mare, alla vigilia di Capodanno: qui si incrociano le vite di viaggiatori diversi, tra ironia e malinconia, in un’atmosfera sospesa dove musica, danza e immaginario si fondono. Lo spettacolo diventa così un viaggio nei sogni e nelle fragilità dei personaggi, che si intrecciano sulle note di Dalla.
Il maestro Roberto Molinelli ha approfondito il lavoro musicale dell”opera l’anno che verrà
Avvicinarsi alla musica di Lucio Dalla significa entrare in un mondo fatto di teatro, poesia e visioni improvvise. In questo progetto ho cercato di riascoltare quel mondo da una prospettiva nuova, senza tradirne l’identità. L’orchestra, il coro e la voce solista non servono a “ingrandire” i brani, ma ad attraversarli, interrogarli e amplificarne la forza narrativa, rivelando possibilità sonore nuove e inattese. Ho voluto un Dalla riconoscibile e allo stesso tempo sorprendente: non una celebrazione nostalgica, ma un viaggio di reinvenzione, perché queste canzoni possano continuare a vivere anche oggi.
A dare voce all’opera sarà Pierdavide Carone, che ha raccontato il suo coinvolgimento personale.
Interpretare “L’anno che verrà” significa chiudere un cerchio, è come riportare Lucio Dalla in teatro, nel luogo dove la sua musica continua a respirare. Spero davvero di essere all’altezza di questo compito. Ho un enorme rispetto per la sua eredità artistica e una gratitudine profonda per la possibilità di dare voce, ancora una volta, al suo mondo.
Infine, il coreografo Michele Merola, ha evidenziato la sfida coreografica.
Per un coreografo è una sfida: vogliamo ricreare la poetica di Lucio Dalla e i sentimenti delle sue canzoni attraverso la danza. Tengo molto a questa nuova sfida e mi sta a cuore far crescere i miei danzatori con questo progetto.
Lucio Dalla “L’anno che verrà” – opera teatrale: Le date ufficiali della tournée 2026–2027
- 1 e 12 dicembre 2026 — Ferrara, Teatro Comunale di Ferrara
- 18, 19 e 20 dicembre 2026 — Reggio Emilia, Teatro Valli
- 22 e 23 dicembre 2026 — Ravenna, Teatro Alighieri
- 16 gennaio 2027 — Piacenza, Teatro Municipale
- 30 gennaio 2027 — Modena, Teatro Comunale Pavarotti-Freni
- 6 e 7 marzo 2027 — Parma, Teatro Regio
- 12 marzo 2027 — Lucca, Teatro del Giglio Musica e Audio
I biglietti saranno disponibili in prevendita sui circuiti dei singoli teatri.

C’è qualcosa che vi preoccupa o che vi ha preoccupato?
Piedavide Carone: “Io, quando devo cantare sono sempre preoccupato. Questo concetto di preoccupazione lo trasformo in sfida. Gli devo molto, perché non so se la musica possa davvero cambiare il mondo, però migliorarlo sì. Credo che la musica di Lucio l’abbia migliorato, quindi cercherò di rendere giustizia a questa musica.“
Manuel Renga: “Senza dubbio ci sono molte cose che mi preoccupano, soprattutto legate a quanto Lucio Dalla sia integrato nella vita di tutti noi. Scrivere e pensare a un progetto originale e nuovo, che possa mettere la poetica di Lucio Dalla in un modo nuovo, è sicuramente la cosa su cui ci siamo concentrati di più ed è quella che ci ha preoccupato di più.”
Inserirete altre date nel Tour? Come siete arrivati a legare eredità, patrimonio e memoria di Lucio?
Marcello Corvino: “E’ impensabile una tournée come si fa con un cantante o una band. Ci sono un centinaio di artisti, tra coro, orchestra e attori. E’ stato un lavoro complicato mettere insieme così tanti teatri. Per una produzione lirica non conosco una tournée più grande di questa. Ringrazio la fondazione Dalla, Universal e Sony. Senza di loro non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo. L’ abbiamo depositato in SIAE come opera lirica e il ministero l ha riconosciuto come tale. Quindi ringrazio anche il Ministero.
Ci avete parlato di opera lirica, orchestra e cori come vengono arrangiate queste canzoni di Lucio Dalla?
Roberto Molinelli: verranno arrangiate preservando la memoria storica di queste canzoni. Il suono dell’ orchestra piaceva 300 anni fa, piace oggi e piacerà un domani.
Ti dovrai cimentare con il canto lirico? Quali canzoni saranno presenti nell’opera?
Pierdavide Carone: oggi la musica di Lucio è difficile da sostenere a prescindere dall’impostazione che la si da, non vengono meno le difficoltà vocali, anche nel momento in cui si ha un impostazione lirica. Lui ha fatto duetti con Pavarotti.
Manuel Renga: Sono 14 brani. Ne cito solo alcune “Cara”, “Parco della luna”, “L’anno che verrà” e “La sera dei miracoli”, alcune popolari altre meno conosciute. Abbiamo fatto una scelta che tenesse in conto di tutte le anime di Lucio.
Qual è la durata dell’opera?
Roberto Molinelli: intorno all’ora e mezza.
Manuel Renga: sono previste anche parti attoriali con l’ aggiunta di suoni nuovi che possono legare con la recitazione.
Portare avanti l’eredità di Lucio Dalla la vedi come una missione? Lucio Dalla aveva la capacità di racconatre la fraglità del paese senza mai giuducare che cosa resta oggi di quello sguardo?
Pierdavide Carone: Portare avanti la musica di Lucio Dalla l’ho sempre fatto con naturalezza, a prescindere dal legame che avevo con lui. Andare a teatro per ascoltare la sua musica equivale ad ascoltare Beethoven. Se si va a rileggere testi come “Enna” sono canzoni che combaciano perfettamente con i nostri giorni. Io lo trovo poetico per chi scrive la musica, ma inquietante per chi la vive.
Ti senti un erede naturale o casuale dato che sei stato l’ultimo a collaborare con lui? L’ultimo concerto di Dalla è stato in Svizzera si piò immaginare una prospettiva all’estero di questa versione dell’opera?
Pierdavide Carone: Lucio ha chiuso la sua vita pubblica a Sanremo e io ero con lui. Aveva cominciato li. Sono contento di poterlo rievocare ora che lui che non ha più la possibilità di farlo.
Marcello Corvino: Non ci siamo ancora preoccupati di questo. Valuteremo più avanti l’idea di portare l’ opera all’estero. Per ora ci concentriamo sulla tournée in Italia.
Cosa fano gli attori?
Manuel Renga: la drammaturgia è completamente originale. Abbiamo costruito figure e personaggi, ognuno con la propria storia. Non sono solo gli attori coinvolti ma anche tutti i danzatori. Sono storie che partecipano alla poetica di tutto l’universo di Dalla.
E’ stata naturale la scelta dell’hotel?
Manuel Renga: La hall di questo hotel riunisce le persone che normalmente non stanno insieme. E’ un hotel in riva la mare. A causa di un blackout è tutto buio. Quando la luce torna, la domanda è: tutto ciò che è accaduto durante il blackout è stato sognato o è successo davvero?
E’ un’ idea pensare a una collaborazione con le scuole?
Marcello Corvino: Noi facciamo sempre la generale aperta per le scuole, per noi coinvolgere i giovani è fondamentale. Quest’ opera avrà la sua trasmissione televisiva fatta dai giovani. I fondi pubblici ci sono e vanno investiti sui ragazzi.
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