Marilyn Manson: Recensione di Exit Wound e il ritorno con il nuovo album

Ci siamo quasi, manca pochissimo all’uscita di One Assassination Under God – Chapter 2, il nuovo album di Marilyn Manson (LINK), ma già il singolo Exit Wound ci racconta molte cose su questa nuova fase della carriera del Nostro. Mostratosi insospettabilmente in ottima forma in terra italiana con dei concerti andati alla grande, l’artista di Canton esce così definitivamente da anni molto travagliati. Con una nuova consapevolezza di se e la capacità ritrovata di trasmettere al pubblico il suo messaggio. Sia dal punto di vista testuale, che musicale.

Restituito opportunamente a Tyler Bates il suo ruolo di produttore, Manson ci offre un singolo che non rivoluziona di certo la sua carriera o la storia della musica industrial, mostrando un piacevolissimo raccordo con le sonorità già presenti sull’album precedente. Con le chitarre a fare il loro come atteso, ma più ancora con le tastiere a comunicare il vero sapore di un brano decisamente visuale e con dei tratti “circolari” che riportano a Deformography. Un pezzo che i fan della prima ora del Reverendo ricorderanno benissimo.

Marilyn Manson: Exit Wound e il ritorno con il nuovo album

E’ tuttavia il testo e il modo in cui viene cantato a costituire la parte più interessante dell’operazione Exit Wound. Trattandosi della rappresentazione plastica delle cicatrici lasciate da una metaforica pallottola che attraversa il corpo di noi tutti. Quella che ci ferisce quando avviene la manipolazione mediatica dell’autodistruzione del singolo individuo. Del senso di colpa e del giudizio che la massa (non) è in grado di elaborare, allorché deve fare i conti con chi si pone fuori dalla normalità del quotidiano. Quando trovare il capro espiatorio serve a non farci fare i conti con la mediocrità delle nostre vite. Tutto questo è perfettamente reso da Exit Wound.

Non ci resta quindi che attendere l’uscita di One Assassination Under God – Chapter 2, ma se queste sono le premesse, è certo che Marilyn Manson resterà a dar fastidio a gran parte del pubblico mainstream ancora per molto tempo. O come direbbe probabilmente lui stesso, a quella beautiful people che sotto la facciata, è del tutto marcia. Al contrario di chi quel marciume te lo sbatte in faccia.

Marilyn Manson

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