Tra piste e padelle: i menu olimpici di Milano-Cortina 2026
Per un atleta alle Olimpiadi, la gara non inizia solo sulla neve: comincia già a tavola. A Milano-Cortina 2026, il cibo diventa parte integrante della performance e della vita quotidiana dei campioni, un mix di nutrizione, comfort e piccoli piaceri che aiutano a reggere ritmi e tensioni. Nei giorni di competizione, la Fondazione Milano-Cortina prevede di servire oltre 3 milioni di pasti, dai villaggi olimpici agli hub di Casa Italia, con una media di 140.000 al giorno e punte che superano le 200.000 porzioni.

Milano-Cortina 2026: Tre cuori, tre cucine
Casa Italia è divisa in tre sedi: Milano, Cortina e Livigno, ciascuna con la propria identità e filosofia culinaria.
A Milano, nella cornice della Triennale, lo chef Davide Oldani dirige una cucina contemporanea, elegante e attenta al dettaglio. Piatti che sorprendono senza appesantire, combinando creatività e nutrizione.
A Cortina, tra le guglie delle Dolomiti, la cucina è più raccolta ma intensa: 6-7 persone ai fornelli e 9-10 in sala gestiscono 30-40 coperti a pranzo e fino a 80 a cena. Qui i campioni trovano sapori familiari e radicati nel territorio: casunziei, cappelletti in brodo, canederli, tagliatelle col pastin, con opzioni vegetariane come carciofo arrosto. Non manca la linea semplice: dopo qualche giorno, chi corre e chi assiste vuole trovare spaghetti al pomodoro e basilico, come a casa.
A Livigno, la sfida è gestire pasti in alta quota senza perdere qualità e varietà. Ingredienti freschi, cotture precise e rapidità di servizio diventano essenziali per chi affronta la montagna giorno dopo giorno.
Piatti su misura per campioni
Gli chef di Casa Italia non cucinano solo per numeri, ma per persone. Graziano Prest e Fabio Pompanin, veterani delle Olimpiadi, conoscono bene l’importanza di un piatto giusto al momento giusto. Ogni menu viene adattato alle esigenze nutrizionali di ciascun atleta. Non è raro preparare una portata speciale per un singolo sciatori: un gesto che può trasformarsi in ricordo indelebile, come a Pechino 2022, quando Federica Brignone mise al collo dello chef Prest la sua medaglia olimpica per una pasta con zucchine e gamberi.
Tra tradizione e sperimentazione
A Milano-Cortina, i sapori delle montagne incontrano l’innovazione culinaria. Nei menu si trovano piatti tipici delle Dolomiti e dell’Alto Adige, polenta, canederli, pizzoccheri e arrosti, affiancati da proposte vegetariane e sperimentazioni creative con il mare. Gli chef cercano sempre un equilibrio: rispettare la tradizione senza rinunciare a stupire, perché anche la tavola può dare emozioni simili a quelle delle gare.
Nutrizione e comfort
Per gli atleti, il cibo è carburante e conforto. Ogni piatto è pensato per sostenere le prestazioni, calibrato su allergie, intolleranze e fabbisogno energetico. Come ricorda Prest, persino in tempi di emergenza, come a Pechino durante la pandemia, la cucina non rinunciava al piacere: “Quando Giovanni Malagò uscì dalla quarantena, venne subito a Casa Italia per una bella pastasciutta”.
Il gusto di essere olimpici
Mangiare alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 (LINK) non è mai banale: è un’esperienza che unisce tradizione, innovazione e la magia dei momenti condivisi. Dalla semplicità di un piatto di spaghetti al pomodoro alle creazioni gourmet pensate su misura, il cibo accompagna gli atleti come un alleato silenzioso, celebrando non solo lo sport, ma anche l’Italia e la sua cultura culinaria.
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