Recensione – Minions & Monsters: Il Caos Giallo Conquista Hollywood
Tra slapstick, monster movie e una grande dichiarazione d’amore alla Hollywood delle origini, Minions & Monsters porta i celebri omini gialli in un’avventura che celebra la storia del cinema tra risate, citazioni e caos.
Diretto da Pierre Coffin, già regista dei primi film della saga e storica voce dei Minions, Minions & Monsters è il nuovo lungometraggio targato Illumination Entertainment e Universal Pictures, scritto insieme a Brian Lynch. Il film introduce una nuova tribù di Minions e due protagonisti inediti, James e Henry, impegnati in un viaggio che attraversa il cinema muto, Hollywood e i grandi classici.
Minions & Monsters arriva nelle sale italiane dal 1° luglio 2026, distribuito da Universal Pictures.

Minions Monsters: Una storia che attraversa la storia del cinema
Durante una visita guidata in un museo dedicato alla storia del cinema, un gruppo di turisti segue un’eccentrica guida tra cimeli e curiosità. Tra questi spicca anche un divertente cameo di George Lucas, vivo ma intrappolato in una teca di vetro. Il tour si ferma davanti alle statue dei due nuovi eroi della storia: James e Henry.
Con grande stupore della guida nessuno conosce quei due buffi mostriciattoli gialli né il loro presunto contributo alla storia del cinema. È così che la guida interrompe la visita per raccontarne le origini.
Come i Minions che già conosciamo, anche questa nuova tribù vaga attraverso i secoli alla ricerca di un cattivo da servire. Che si tratti di giganti, mostri, stregoni o creature bizzarre poco importa: l’importante è che siano davvero malvagi.
Il problema è sempre lo stesso. I Minions non riescono mai a conservare il loro padrone troppo a lungo. Come una candela destinata a spegnersi, ogni supercattivo finisce inevitabilmente per morire, essere sconfitto o cacciare i suoi piccoli servitori dopo l’ennesimo disastro.

James e Henry e il regno di Hollywood
In questa nuova tribù, il responsabile del caos è quasi sempre James. Minion con una vera passione per le storie: ama raccontarle, disegnarle, viverle e immaginarle. Proprio questa sua fantasia incontenibile finisce spesso per distruggere tutto ciò che lo circonda, quasi sempre con le migliori intenzioni.
Per fortuna James trova un vero amico in Henry, l’unico Minion che ride delle sue disavventure invece di condannarlo. Mentre il resto della tribù vorrebbe liberarsi di lui, Henry continua a sostenerlo.

Quando il capo della tribù è ormai deciso a cacciarlo, un’improvvisa apparizione cambia tutto. Dopo una divertente lite a suon di schiaffi, i Minions vedono un maestoso cowboy fuorilegge scappare con un enorme bottino. Convinti di aver finalmente trovato il nuovo cattivo da servire, gli si lanciano all’inseguimento.
L’inseguimento conduce i Minions direttamente negli studios cinematografici, dove finiscono per rovinare il preziosissimo girato di un film western.
Il regista è disperato e teme di essere licenziato dai due perfidi fratelli produttori. Ma accade l’impensabile: i produttori si innamorano dei Minions, intuendo il loro enorme potenziale commerciale.
Da quel momento James, Henry e il resto della tribù diventano autentiche star del cinema.
Hanno successo, una villa gigantesca, montagne di soldi e, naturalmente, tutte le banane che possano desiderare. Il capo della tribù cerca continuamente di ricordare loro la vera missione, ma nessuno sembra più interessato a servire un cattivo. Soprattutto James.
Per lui il set cinematografico è finalmente casa. Sa muoversi tra le luci, dirige le scene, dà indicazioni alla troupe e dimostra un talento naturale per la regia. Il suo nuovo sogno non è più trovare un supercriminale, ma vincere l’Oscar.
La rivoluzione che ha cambiato tutto
C’è però una rivoluzione che nessuno aveva previsto: l’arrivo del cinema sonoro.
Così come accadde a molte grandi star del cinema muto, anche i Minions vengono improvvisamente messi da parte. Il loro linguaggio incomprensibile li rende inadatti ai nuovi film parlati e i produttori decidono di licenziarli, sfrattandoli perfino dalla loro nuova casa. Da questo momento le strade si dividono.
La tribù riprende il suo eterno viaggio alla ricerca di un nuovo cattivo, mentre James e Henry scelgono di restare a Hollywood per realizzare il film perfetto: Minions vs. Monsters. Ma resta un piccolo problema. Chi interpreterà il mostro?
La risposta è meglio scoprirla direttamente al cinema.

Tra ritmo e caos
Minions & Monsters scorre con grande leggerezza e diverte praticamente dall’inizio alla fine.
L’introduzione della nuova tribù, però, occupa una parte piuttosto consistente della narrazione. Anche per via delle numerose somiglianze con il primo film dedicato ai Minions, forse l’inizio avrebbe potuto essere più rapido e catapultare prima lo spettatore nel cuore della vicenda. Il vero limite del film è infatti la quantità di set-up narrativi.
Prima il museo, poi la ricerca del cattivo, quindi Hollywood, l’avvento del sonoro, la separazione tra James e Henry e il resto della tribù. Sono tanti elementi interessanti, ma messi uno dopo l’altro rischiano di diluire la centralità della storia. Eppure il film riesce comunque a funzionare grazie a un linguaggio sempre fresco, brillante e pieno di ritmo.
L’omaggio al cinema
La vera protagonista dell’opera è il cinema stesso. Non solo i film, ma tutta la macchina cinematografica: i set, gli studios, i produttori, i registi e le continue trasformazioni dell’industria.
Tra Charlie Chaplin, Sunset Boulevard e i grandi monster movie della Hollywood classica, Minions & Monsters accompagna lo spettatore in un viaggio che richiama proprio la visita guidata con cui si apre il film. È un continuo gioco di citazioni che gli adulti sapranno apprezzare senza togliere spazio al divertimento dei più piccoli.

Minions Monsters: risate assicurate!!
Con ogni probabilità questo è soltanto il primo capitolo di una nuova trilogia. James e Henry funzionano molto bene come protagonisti e hanno tutte le carte in regola per raccogliere l’eredità dei Minions che già conosciamo.
Personalmente continuerò a seguirli, perché Minions & Monsters ricorda che si può ancora fare un’animazione capace di divertire senza prendersi troppo sul serio. Qualche momento risulta un po’ dispersivo, ma il risultato finale è comunque più che positivo: in una sala piena di bambini e adulti le risate non mancheranno mai.
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