News di Monia dall’Heavy Metal World – Metal News 2026
Questa settimana attraversiamo quattro latitudini del metal: Italia, Finlandia, Olanda e Svezia. Quattro mondi diversi, un’unica scossa.
Ci sono settimane in cui il metal sembra muoversi come una corrente sotterranea, senti che qualcosa sta arrivando, anche prima di vederlo. È il tipo di movimento che mi emoziona sempre: quello che non si limita a pubblicare un disco, ma racconta un momento della vita di una band.
In questa nuova settimana di Metal News 2026, vi porto attraverso quattro realtà che arrivano da angoli diversi dell’Europa, unite dal desiderio di raccontare un nuovo capitolo della propria storia. Gli Icefish, eccellenza progressive italiana, tornano dopo anni di silenzio creativo con un lavoro che promette di ridefinire la loro identità. Dalla Finlandia arrivano gli Invincia, una giovane band che si affaccia al debutto discografico con uno sguardo rivolto al futuro. I 7 Miles to Pittsburgh, veterani olandesi del rock moderno, trasformano la strada in musica e riportano in primo piano la loro anima più autentica. E infine gli Velveteen Queen, dalla Svezia, che riportano il glam a nuova vita con un’energia ribelle e contemporanea.
Quattro storie, quattro identità, quattro modi diversi di interpretare il metallo. E tutte, in modi diversi, parlano di ritorni, di evoluzioni, di direzioni nuove.
Icefish – Il ghiaccio che si incrina, finalmente
Gli Icefish tornano a farsi sentire dopo un lungo periodo di lavoro silenzioso, quel tipo di silenzio che non è assenza ma concentrazione, e che spesso anticipa qualcosa di importante. Ora la band conferma ciò che i fan aspettavano da tempo: il nuovo album è stato scritto. Non un semplice seguito di Human Hardware, ma un lavoro che nasce con l’intenzione dichiarata di raccontare chi sono gli Icefish oggi e dove vogliono andare.
Alex Argento ha preso le redini della scrittura e degli arrangiamenti, e chi conosce la sua sensibilità sa cosa significa: precisione, visione, coraggio. Nel frattempo Virgil Donati ha completato le parti di batteria e Marco Sfogli ha inciso le chitarre, costruendo una struttura sonora che porta con sé tutta la loro esperienza e la loro visione. È un lavoro da ascoltare per capire quanto profondamente si intrecci con l’identità degli Icefish.
Ora il lavoro passa ad Andrea Casali, chiamato a intrecciare linee vocali e parti di basso che richiedono una coordinazione fuori dal comune. È una sfida complessa, soprattutto pensando al palco, ma è proprio quel tipo di complessità che rende gli Icefish ciò che sono: una band che non sceglie mai la strada più semplice, ma quella più vera.
Il ghiaccio si incrina. E io, sinceramente, non vedo l’ora di sentire cosa c’è sotto.

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Invincia – Echoes From the Past: quando il passato non è nostalgia
Dalla Finlandia arriva un debutto che non passa inosservato: gli Invincia presentano Echoes From the Past, un album che affonda le radici nella grande tradizione del melodic heavy metal ma sceglie di crescere guardando avanti, con una maturità sorprendente per una band così giovane. Le influenze ci sono — Savatage, Queensrÿche, Helloween, Judas Priest, Dio — ma non diventano mai imitazione: sono la base su cui il gruppo costruisce una voce propria, definita e già riconoscibile.
La produzione di Erik Mårtensson (Eclipse) dona al disco un suono potente e organico, capace di mantenere dinamica e carattere. Il risultato è un album che non si limita a essere “promettente”: è una dichiarazione d’identità. E arriva dopo il successo inatteso dell’EP The Enemy Within, che ha portato la band sulle pagine di Sweden Rock Magazine, Kaoszine e numerose webzine internazionali, oltre a inserirli nella playlist ufficiale Spotify Metallia Suomesta.
Con Echoes From the Past, gli Invincia cercano di essere sé stessi. E questo, oggi, è già un segnale forte.

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la data di uscita si avvicina ed è prevista per il 25 settembre 2026
7 Miles to Pittsburgh – Beyond Repair: la strada come memoria
I 7 Miles to Pittsburgh tornano con un nuovo singolo che racconta esattamente ciò che li ha sempre distinti: la capacità di trasformare l’esperienza in musica. Pacific Coast Highway nasce dall’impatto immediato di una demo e dai ricordi di Andrew Elt lungo la Highway 1, un luogo che ha lasciato un segno così forte da diventare ritmo, melodia, immagine. Il video, girato in California e arricchito dal cameo del figlio, aggiunge una dimensione personale che si intreccia con la natura stessa del brano.
Il nuovo album, Beyond Repair, segna il capitolo più ambizioso della band olandese: un lavoro che unisce radici anni ’70, anima bluesy e una modernità che spinge forte sull’acceleratore. Dalla loro formazione al debutto del 2017, fino a Revolution On Hold, i 7 Miles to Pittsburgh hanno costruito un percorso solido, e questo terzo disco sembra voler consolidare tutto ciò che li ha portati fin qui.
In uscita il 25 Settembre 2026, momento in cui questo nuovo capitolo verrà finalmente alla luce.
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Velveteen Queen – The Greater Good: glitter, maracas e verità
I Velveteen Queen tornano con un album che mette subito in chiaro le intenzioni: The Greater Good è un lavoro che accende la stanza fin dal primo istante, con un’energia che non cerca di imitare il passato ma di riportarlo in vita con una freschezza tutta loro. Too Far Gone apre il disco con un riff che ha il passo sicuro del glam più autentico, seguito dal groove ribelle di Walk or Talk, un brano che vive di un ritornello ampio e di un’attitudine che non si nasconde. Liar affonda nelle atmosfere più sleaze, mentre Sorry mostra la capacità della band di rallentare senza perdere intensità emotiva.
Il loro sound richiama la Sunset Strip, certo, ma non come esercizio nostalgico: è un linguaggio che i Velveteen Queen maneggiano con naturalezza, trasformandolo in qualcosa di giovane, vivo, contemporaneo. Un disco che conferma la loro crescita e che parla direttamente a quella nuova generazione di glam/trash rockers in cerca di identità e movimento.
Il 18 settembre 2026 è alle porte, pronti per scoprire questo nuovo album.
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Identità in movimento: il metal del 2026
Mentre chiudo questa rubrica, mi accorgo che tutte queste storie hanno un filo comune: parlano di identità. Di band che tornano, che cambiano passo, che si mettono in discussione per capire chi sono davvero e dove vogliono andare.
È il metal che amo raccontare: quello che non si limita a pubblicare un disco, ma a scegliere una direzione. E il 2026, finora, sembra proprio un anno in cui le band hanno deciso di farlo con chiarezza: crescere, rischiare, ridefinirsi. Un anno che mostra movimento, intenzione, volontà.
Monia Degl’Innocenti













