Questa serie su Netflix non è nuova, esce esattamente nel 2016 ma merita ancora di essere vista, parliamo di Person of Interest, e devo ammetterlo: all’inizio non gli avrei dato una lira. Stavo per dire “no, passo avanti”. Poi mi sono detto: “ma dai, vediamola”. Risultato? Già dai primissimi minuti ha dell’incredibile, ti prende, ti acchiappa e ti fa pensare che potresti vederti tutte e cinque le stagioni senza fermarti mai.
La serie parte forte, ma l’inizio lascia anche qualche interrogativo sul ritmo.

Da clochard ad super-agente: un passaggio troppo immediato?
Il protagonista è John Reese (interpretato da Jim Caviezel), un uomo che scappa da un passato pesante. Lo troviamo all’inizio che vive per strada, barba lunga, un vero e proprio clochard fuori dal mondo. Poi, in metropolitana, si difende da dei bulli sfoggiando una violenza e un addestramento fuori dal comune. Quando le forze dell’ordine e l’FBI lo arrestano, capiscono subito che non è una persona normale. La detective Joss Carter (Taraji P. Henson) inizia subito a fiutare che dietro quel barbone si nasconde un ex operativo della CIA dato per morto.
Qui però c’è la cosa strana: il passaggio è un po’ troppo immediato. Reese si rimette in gioco subito, come se niente fosse, come se il suo passato non esistesse e lavorasse ancora per il governo. Avrei preferito un po’ più di suspense, una gestione più lenta del mistero. Vederlo vivere più nell’ombra, con le forze dell’ordine che ci mettevano di più a capire chi fosse davvero, avrebbe dato un alone ancora più intrigante. Invece si passa dal degrado all’azione pura in un attimo.
Cast Person of Interest
La Macchina di Harold Finch: una lista infinita di crimini da impedire
A reclutare Reese ci pensa un uomo misterioso, Harold Finch (Michael Emerson). Finch è un miliardario schivo e geniale che ha costruito per il Governo “La Macchina”, un sistema di sorveglianza di massa capace di prevedere gli atti terroristici ma anche i crimini comuni. I reati ordinari vengono considerati “irrelevanti” dallo Stato, così Finch ha tenuto per sé una backdoor che gli fornisce continuamente una lista di numeri della previdenza sociale.
Da qui scatta il meccanismo della serie: ogni numero corrisponde a una person of interest, una persona coinvolta in un crimine imminente, ma La Macchina non dice se quella persona sarà la vittima o il carnefice. Reese diventa il braccio armato di Finch per fare giustizia e impedire che queste cose brutte accadano.
Vale la pena vederla? Le aspettative sulla prima stagione
Nonostante la fretta iniziale nel rimettere in sesto il protagonista, la serie ne vale veramente la pena. È intrigante, ti cattura subito. Trattandosi di cinque stagioni — che di solito è la durata perfetta per le grandi serie TV — la vera speranza è che non si perda strada facendo.
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Quello che ci si prospetta per questa prima stagione è una lunga sequenza di risoluzioni e crimini sventati puntata dopo puntata. Resta da capire se la trama orizzontale saprà reggere il peso di così tanti episodi o se diventerà ripetitiva. Per ora la scintilla è scoccata alla grande: se il buongiorno si vede dal mattino, ci sarà da divertirsi.
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