Quando si parla di sicurezza automobilistica, pensiamo subito a cinture, airbag, frenata automatica e risultati dei crash test. C’è però un aspetto di cui si parla molto meno: il corpo di una donna può reagire in modo diverso a un incidente rispetto a quello di un uomo.
Non è una questione teorica. Per anni i test di sicurezza hanno utilizzato soprattutto manichini che rappresentano un uomo di corporatura media. Una scelta che ha lasciato aperte alcune domande sulla protezione delle donne, soprattutto in caso di impatto frontale.
I dati di Volvo dopo 50 anni di incidenti
Volvo ha pubblicato nell’ottobre 2026 una ricerca basata su oltre 50.000 incidenti reali, con più di 80.000 persone coinvolte. Il costruttore svedese ha raccolto questi dati dal 1970, utilizzandoli per sviluppare sistemi di sicurezza che tengano conto di corporatura, altezza e differenze fisiche tra gli occupanti.
Il confronto tra le Volvo prodotte negli anni Settanta e quelle realizzate tra il 2010 e il 2019 mostra una riduzione complessiva del rischio di lesioni per i conducenti del 79%. Per le donne il calo arriva all’88%.
Secondo l’azienda, nelle sue vetture più recenti il livello di protezione tra uomini e donne è diventato sostanzialmente equivalente. Attenzione, però: si tratta di risultati relativi alle auto Volvo analizzate, non di una conclusione valida per tutte le automobili in commercio.
Donne e uomini: cosa dicono i dati sulla sicurezza delle auto
Due ricerche del 2026 mostrano i progressi nella protezione degli occupanti e le differenze di rischio che emergono ancora in alcuni tipi di incidente.
Volvo: la riduzione del rischio di lesioni
Confronto tra le auto Volvo del periodo 1970-1979 e quelle del 2010-2019.
Sono riduzioni del rischio rispetto ai modelli Volvo degli anni Settanta, non percentuali di donne e uomini coinvolti in incidenti.
NHTSA: differenze di rischio negli incidenti
Maggior rischio di lesioni per le donne rispetto agli uomini nei casi specifici analizzati dallo studio americano.
Il valore del 128% è rappresentato con una barra ridotta alla scala massima del grafico. I valori indicano un rischio relativo maggiore, non la percentuale di persone ferite.
Volvo Cars Safety Centre, ricerca pubblicata l’8 ottobre 2026. Leggi lo studio Volvo.
NHTSA, studio pubblicato l’8 gennaio 2026. Leggi lo studio NHTSA.
I due studi utilizzano campioni, periodi e metodologie differenti: i dati non sono direttamente confrontabili.
Il problema dei manichini nei crash test
La questione resta aperta anche a livello internazionale. Nel gennaio 2026, l’ente americano NHTSA ha pubblicato uno studio secondo cui le donne presentano un rischio di lesioni superiore agli uomini in una parte dei modelli di incidente analizzati.
Negli Stati Uniti è stato sviluppato anche THOR-05F, un manichino progettato per rappresentare una donna di corporatura più piccola, dotato di sensori avanzati per misurare le sollecitazioni sul corpo.
Non basta quindi mettere un manichino femminile al posto di quello maschile. Bisogna studiare come cambiano le conseguenze degli impatti e progettare sedili, cinture e airbag tenendo conto di più corporature.
La sicurezza di un’auto dovrebbe funzionare allo stesso modo per chiunque salga a bordo. E i dati raccolti negli ultimi anni dimostrano quanto sia importante continuare a migliorare i test, senza dare per scontato che un’auto sicura per un uomo lo sia automaticamente anche per una donna.
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Fonti: Volvo Cars Safety Centre, NHTSA, IIHS.
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