Visitare un sito web potrebbe bastare per esporre i dati del proprio smartphone. È quanto emerge da una nuova indagine pubblicata il 4 novembre da Sekoia, società francese specializzata in sicurezza informatica, che ha individuato una campagna di attacchi contro dispositivi iPhone e Android.
Secondo i ricercatori, dietro l’operazione potrebbe esserci APT29, gruppo di hacker collegato ai servizi segreti russi e conosciuto anche come Cozy Bear e Midnight Blizzard. L’attribuzione ha un livello di confidenza medio-alto, quindi non si tratta di una responsabilità ufficialmente confermata.
Il sistema utilizzato è particolarmente insidioso. Gli aggressori hanno compromesso alcuni siti legittimi, creato copie contraffatte di pagine conosciute e manipolato persino uno script di un servizio di statistiche web utilizzato da migliaia di siti.
Quando un visitatore apriva una delle pagine coinvolte, un codice JavaScript analizzava il dispositivo e la versione del browser. A quel punto poteva essere inviato un attacco specifico per iOS oppure Android.
Leggi anche: Truffa del codice di verifica WhatsApp: come gli hacker ti rubano l’account e come proteggerti
La parte più preoccupante è che alcune delle tecniche utilizzate non richiedevano ulteriori clic, installazioni o autorizzazioni da parte della vittima. Gli exploit potevano sfruttare vulnerabilità del sistema per tentare di sottrarre cookie, credenziali, password Wi-Fi e altre informazioni presenti sul telefono.
C’è però una precisazione importante: gli attacchi individuati sfruttavano falle già corrette da Apple e Google. I dispositivi aggiornati alle versioni che includono le relative patch non risultavano vulnerabili a queste specifiche catene di attacco.
Per questo motivo conviene controllare subito la presenza di aggiornamenti di sistema e installare l’ultima versione disponibile del browser. Su Android è utile verificare anche gli aggiornamenti di sicurezza del produttore.
Non significa che ogni sito compromesso possa infettare qualsiasi smartphone. Ma questa vicenda ricorda quanto sia rischioso continuare a utilizzare telefoni che non ricevono più aggiornamenti o rimangono fermi a vecchie versioni del sistema operativo.
Ti è piaciuto questo articolo?















Discussione 0
Regole della discussione
Per pubblicare serve un account BACKdigit, gratuito: bastano pochi secondi.
Nessun messaggio ancora. Inizia tu la discussione.