“Vangeli”, la regia di Gabriele Vacis convince alle Fonderie Limone: parola, misura e intensità
Alle Fonderie Limone è andato in scena ieri sera Vangeli, spettacolo firmato da Gabriele Vacis, che conferma la cifra stilistica del regista torinese: rigore formale, centralità della parola e lavoro corale degli interpreti.
L’allestimento si presenta con un impianto scenico essenziale, coerente con una linea registica che rifugge ogni sovrastruttura. Pochi elementi, una drammaturgia dello spazio costruita su traiettorie precise e un disegno luci puntuale definiscono un ambiente che privilegia l’ascolto e la relazione. In questo contesto, la parola evangelica diventa asse portante dell’azione scenica, liberata da ogni intento didascalico.

La lettura contemporanea di Gabriele Vacis
La lettura proposta da Vacis si colloca su un piano dichiaratamente contemporaneo, ma evita derive attualizzanti forzate. I testi vengono restituiti nella loro dimensione narrativa, con un’attenzione particolare alla componente umana dei personaggi e delle situazioni. Ne emerge un racconto che insiste su temi universali — dubbio, fede, fragilità — senza indulgere né nella retorica né nella provocazione.
Sul piano interpretativo, lo spettacolo si fonda su un lavoro d’ensemble solido e ben calibrato. Gli attori costruiscono una partitura corale in cui le singole presenze si integrano senza gerarchie evidenti. La recitazione si distingue per chiarezza espressiva e controllo, con una gestione efficace dei diversi registri: dal racconto diretto al momento più lirico, fino alle aperture di maggiore intensità emotiva.
Il clima di partecipazione
Elemento rilevante è la relazione instaurata con il pubblico. La scelta di un’impostazione frontale e, in alcuni passaggi, di un’interpellazione diretta contribuisce a creare un clima di partecipazione che rafforza l’impatto del testo. La sala viene così coinvolta in un dispositivo teatrale che punta sull’ascolto condiviso più che sulla rappresentazione.
Anche il versante sonoro si mantiene su una linea di sobrietà: gli inserti musicali, ridotti ma mirati, accompagnano i passaggi chiave senza assumere un ruolo invasivo.
Vangeli di Gabriele Vacis: un lavoro coerente e maturo
Nel complesso, Vangeli si configura come un lavoro coerente e maturo, in cui la regia di Vacis ribadisce un’idea di teatro fondata sull’essenzialità e sulla forza del testo. Uno spettacolo che trova la propria efficacia nella misura e nella precisione, restituendo centralità alla parola e al lavoro attorale.
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