ApoGod Project, Paintful Symphony: il progressive metal sulle tracce dei grandi pittori

Sei grandi nomi della storia dell’arte, quattro anni di lavoro e un progetto che ambisce a superare i confini della musica per addentrarsi nei territori della pittura e della letteratura. Con Paintful Symphony, in uscita il 30 ottobre 2026 per l’etichetta Metal Zone Italia, gli ApoGod Project tornano dopo A Prog Bible (2022) con un’opera ispirata ai primi sei capitoli di Dipinto Sull’Acciaio, il saggio di Francesco Gallina pubblicato da Arcana Edizioni nel 2021 e dedicato al rapporto tra heavy metal e pittura.

Ritratto in controluce dei due membri degli ApoGod Project in camicie scure, volto e mani parzialmente illuminati su sfondo
ApoGod Project

Bosch, Goya, Blake, Doré, Beksiński e Giger sono i protagonisti di un percorso che attraversa visioni, inquietudini e universi artistici profondamente differenti. Un viaggio che parte dal celebre Giardino delle delizie di Bosch e conduce fino agli incubi biomeccanici di Giger, trasformando l’immaginario di sei grandi artisti in materia musicale. Al centro del progetto c’è la volontà di esplorare non soltanto le loro opere, ma anche le esperienze umane, le passioni e le sofferenze che si celano dietro la creazione artistica.

Dalla pittura alla musica: il concept di Paintful Symphony

La genesi di Paintful Symphony si fonda su un’idea precisa: tradurre in musica le emozioni e le vicende umane che attraversano la vita degli artisti e ne alimentano la creatività. Non una semplice trasposizione sonora di celebri dipinti, dunque, ma un tentativo di raggiungere le dimensioni più profonde di universi figurativi che continuano a esercitare una forte influenza sull’immaginario collettivo.

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Come spiegano gli stessi ApoGod Project:

“Abbiamo cercato di entrare con la musica nelle pieghe più profonde delle vite di questi artisti: vite incredibili, luminose e tormentate, attraversate da passioni
immense, lutti, solitudini, cadute e ferite che spesso non hanno mai smesso di sanguinare. Abbiamo provato a raccogliere quel dolore e a trasformarlo in
suono, a dare una forma musicale alle emozioni che si nascondono dietro i loro dipinti e le loro storie, là dove la sof erenza incontra la creatività e la fragilità dell’uomo riesce, quasi per incanto, a diventare arte”.

È proprio in questo incontro tra sensibilità artistica e fragilità umana che risiede il nucleo concettuale dell’album. Il progressive metal diventa il linguaggio attraverso cui sviluppare un dialogo con la pittura, affidando alla composizione il compito di interpretare suggestioni, contrasti e atmosfere legati a sei personalità artistiche di assoluto rilievo.

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Giovanni Puliafito e Patrick Fisichella: la struttura musicale

La scrittura di Paintful Symphony è affidata a Giovanni Puliafito e Patrick Fisichella: il primo cura synth, orchestrazioni, pianoforti, tastiere, bassi e batteria, oltre a suonare le tastiere; il secondo firma chitarre e testi, suonando chitarre e bassi. Alla batteria troviamo Simone Bombaci (Yasna). Registrazione, missaggio e mastering sono stati realizzati da Fisichella presso i Gargamella’s Studios di Messina, mentre la copertina è firmata da Domenico Puzzolo.

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Roberto Tiranti e gli ospiti: le voci del progetto

Tra gli ospiti spicca Roberto Tiranti (Labyrinth, New Trolls, collaborazioni con Ken Hensley), interprete di Everything’s Gone, brano simbolo dell’album. Completano il parterre vocale Salvo Cappellano (Hush, ApoGod Project) e Davide De Stefano (Yasna, Cyrax, The Golden Age). Morgana (Hurtful Witch, Jester Beast, Morgana) interviene invece come voce recitante in Blake – The Doors of Perception, arricchendo il progetto con una componente narrativa.

Ora la parola passa alla musica

Paintful Symphony si presenta come una sfida affascinante: tradurre in musica ciò che la pittura affida ai colori, alle forme e alle visioni, spesso lasciando spazio a ciò che le parole non possono esprimere. La curiosità è tutta qui: scoprire come gli ApoGod Project abbiano interpretato le inquietudini e la profondità espressiva di questi grandi artisti, trasformandole in un percorso sonoro personale. Ora non resta che ascoltare, lasciando che sia la musica a svelare il volto più autentico di un’opera che promette di aprire nuove prospettive su mondi artistici già capaci, da soli, di lasciare il segno.

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Tracklist:

  1. Entrance To The Abyss
  2. Bosch – The Garden Of Delights
  3. Goya – The Sleep Of Reason
  4. Blake – The Doors Of Perception
  5. Dorè – The Sweet Tale Of Tom Thumb
  6. Beksiński – Everything’s Gone
  7. Giger – Newt’s Revenge

Monia Degl’Innocenti

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