Egitto: quando la sopravvivenza dei Baladi dipende dalla coscienza umana
Oggi non scrivo per Anubis, che fortunatamente sta bene. Oggi scrivo per un cucciolino di appena 40 giorni, uno dei tanti che non ce l’hanno fatta. Un’altra vittima della stupidità umana.
Emergenza cani randagi Egitto
È stato ucciso perché una donna continua imperterrita a lasciare cibo per strada, sul marciapiede accanto a una delle strade più pericolose della città. Scarti di pesce, resti di cucina, lische. Cibo buttato lì, senza pensare alle conseguenze. Quel cucciolo è morto per questo. E non è la prima volta.
Le immagini sono state censurate. Prima di cliccare, attenzione: potrebbero urtare la vostra sensibilità.

L’anno scorso, per colpa della stessa situazione, abbiamo perso un altro cucciolo. Un suo fratellino invece è vivo, ma da sette mesi è ricoverato in clinica, con due zampe rotte, a nostre spese. Sette mesi di dolore, interventi, farmaci. Sette mesi di lotta per dargli una possibilità.
Lo dico chiaramente:
Smettete di dare da mangiare a cuccioli e gattini per strada solo per liberarvi degli scarti di casa. Mangiatevi voi le lische. Ai cani ci pensiamo noi, con le crocchette.
Come se non bastasse, la sorellina bianca e nera di questo cucciolo è stata vista rapita dagli addetti alla pulizia stradale. Qui funziona così: li prendono, li fanno sparire e, se va “bene”, li abbandonano dopo qualche settimana in un’altra zona, come se fosse una soluzione. Come se non fosse una condanna lenta.
Ogni giorno è una ferita nuova.
Sunny: sopravvivere nonostante tutto
Poi, lungo la strada, incontriamo Sunny. Un anno fa era quasi spacciato. Abbiamo dovuto amputargli una zampetta. Oggi è vivo. Cammina. Resiste. È la dimostrazione che salvare si può, anche quando sembra impossibile.

E poi arriviamo da Anubis.
Sta benissimo. È dolce, forte, equilibrata. Le manca solo una cosa: una famiglia. Una vera. Magari in Italia.
Nei miei video vi mostro altri cuccioli ricoverati per lunghi periodi, con degenze costose, situazioni cliniche complicate, interventi continui.
Ma sappiate una cosa importante:
quello che vedete è solo il 10% di quello che succede davvero in Egitto.

Qui ogni giorno significa:
- altri cani morti
- altri spariti
- altri feriti
- altri ricoverati
E io non ce la faccio più da solo.
Senza soldi è una lotta continua. Non posso sterilizzare quanto servirebbe. Servono medicine, vaccini, coperte. Spesso il cibo non basta per tutti. Mi spiace dirlo, ma questa è la semplice verità.

Per questo vi chiedo aiuto.
L’appello dall’Egitto alle ONLUS internazionali
Per favore, iniziate una raccolta fondi per Anubis. Vorrei portarla in Italia. Vorrei darle un futuro diverso. Aiutatemi facendo collette dall’Italia, coinvolgete ONLUS internazionali, parlate di noi. Io più di così davvero non riesco.
Con i volontari, continuiamo a lottare ogni giorno per salvare i Baladi, i cani invisibili di questo Paese.
Ma senza supporto, senza una rete, è una battaglia impari.
Aiutateci a salvare i Baladi.
Perché ogni vita conta. Anche qui. Anche adesso.
Sosbaladi Marco Licata SITO UFFICIALE FACEBOOK YOU TUBE INSTAGRAM TIK TOK
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