David di Donatello 2026: Perché Sossai ha superato Sorrentino nelle nomination
L’annuncio delle candidature ai David di Donatello 2026 ha scosso le fondamenta del cinema italiano, portando alla luce un verdetto inaspettato: con 16 nomination, Le città di pianura di Francesco Sossai ha superato le 14 de La Grazia di Paolo Sorrentino. Non si tratta ancora di una vittoria. La cerimonia ufficiale si terrà infatti il prossimo 6 maggio — ma è già un segnale potente di come la critica stia premiando un’idea di cinema più intima, viscerale e meno barocca.

Il film di Sossai, Le città di pianura, nasce da un frammento di vita reale, un incontro casuale a Venezia tra il regista e uno studente di architettura, trasformando un dettaglio quotidiano in una prospettiva esistenziale profonda. Al centro della storia troviamo Giulio, interpretato da Filippo Scotti, un giovane “alieno” che viene trascinato in una deriva notturna da due mentori spiantati, Carlobianchi e Doriano, attraverso una pianura veneta che sembra sospesa nel tempo.
L’universale che nasce dal piccolo
I giurati sembrano aver premiato la capacità del film di rendere universale il “piccolo” attraverso una forza corale scaturita da una sceneggiatura costruita su lunghi esperimenti psicodinamici tra gli attori, i quali, prima ancora di iniziare le riprese, si sono guardati in faccia per ore fino a diventare “fraternamente inutili” e totalmente immersi nelle proprie parti. Questa chimica rara e tangibile si muove entro un paesaggio che non è semplice scenografia, ma un’anima veneta vissuta dal regista come una “condanna a vita”. Un territorio dove la bellezza di Villa Roberti o della Tomba Brion di Carlo Scarpa convive con lo sfacelo post-industriale delle “città di pianura” fatte di centri commerciali e infissi in alluminio.
Il cinema del “dopo” e la sfida del 6 maggio
In questo contesto, l’autenticità del racconto emerge attraverso un linguaggio fluido e semplice. Trasforma un vagabondaggio tra bar e Jaguar in un’educazione sentimentale profonda. È capace di cambiare lo sguardo di Giulio sul mondo e sull’amore. Questo avviene proprio grazie alla complicità sorniona di due cinquantenni che non si arrendono alla sconfitta. Se Sorrentino punta al monumentale, Sossai sceglie la verità di un “ultimo bicchiere” bevuto tra la nebbia. Dimostra che il cinema più potente è spesso quello che ha il coraggio di restare fedele alle proprie radici.
Il 6 maggio 2026, l’Accademia confermerà questa preferenza per il “nuovo” realismo di Sossai? O prevarrà l’esperienza e lo stile consolidato di Sorrentino?
Tutto su “Le città di pianura” ai David di Donatello 2026: Record di Nomination e Curiosità
Il film diretto da Francesco Sossai ha ottenuto ben 16 candidature. Questo risultato lo pone in testa alla classifica delle nomination, superando i grandi favoriti della stagione come Paolo Sorrentino.
La cerimonia ufficiale di premiazione, durante la quale verranno assegnate le prestigiose statuette, si svolgerà il 6 maggio 2026.
Il cast principale include Filippo Scotti nel ruolo del giovane Giulio, affiancato da attori del calibro di Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi.
È un road movie ambientato nella pianura veneta che segue l’incontro tra Giulio, un timido studente di architettura, e due cinquantenni spiantati, Carlobianchi e Doriano. I due diventeranno mentori improbabili, trascinandolo in una deriva notturna tra bar e riflessioni esistenziali a bordo di una vecchia Jaguar.
Le riprese si sono svolte interamente in Veneto, toccando luoghi iconici come Venezia, Treviso, la rinascimentale Villa Roberti a Brugine e la celebre Tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole.
I giurati hanno premiato l’incredibile autenticità del racconto e la chimica del gruppo, frutto di lunghi esperimenti psicodinamici tra gli attori. Il film è stato apprezzato per la capacità di trasformare il paesaggio veneto in un protagonista vivo, capace di unire sfacelo post-industriale e bellezza storica.



























