ÅSKVÄDER – “Farewell”: Il Respiro Nuovo Di Una Band Che Sceglie Di Rinascere
Come un fronte di nuvole che si addensa all’orizzonte, gli ÅSKVÄDER tornano con Farewell portando con sé quella tensione elettrica che precede ogni tempesta. È il momento in cui l’aria cambia, in cui il suono sembra farsi più denso, più vivo, come se la band avesse trovato un nuovo modo di respirare. Prima ancora di premere play, il brano vibra già nell’aria: non segna un passaggio, lo incide. Una nuova voce, un nuovo equilibrio, un nuovo modo di affrontare il rock scandinavo con la stessa urgenza di sempre, ma con una maturità più tagliente, più consapevole, quasi inevitabile.
Pubblicato il 29 maggio tramite Icons Creating Evil Art, con Farewell la band avanza con passo deciso, come se avesse finalmente trovato la propria direzione dopo anni di corsa ad alta tensione.
Saga Flygare Täll: la voce che cambia la traiettoria
L’ingresso di Saga Flygare Täll come voce principale e chitarrista è il cuore pulsante di questa nuova era. La sua presenza ridefinisce. La sua voce porta una ruvidità luminosa, una forza che non ha bisogno di urlare per farsi sentire. È un timbro che apre spazi, che spinge le chitarre verso un terreno più emotivo, più fisico, più vivo.
Gli ÅSKVÄDER sembrano aver trovato in lei non solo una cantante, ma una direzione.

“Farewell”: un brano che taglia, brucia, resiste
Farewell è costruita come una corsa in avanti, una spinta continua che non concede pause. I riff affilati tagliano l’aria con precisione, le melodie intrise di blues aggiungono un calore ruvido, mentre la batteria mantiene un passo che sembra voler strappare il brano da qualsiasi esitazione. L’energia scandinava lascia una traccia netta, quasi fisica.
La band racconta che è stato uno dei primi pezzi scritti per il nuovo album, e questa origine si percepisce in ogni dettaglio: c’è la freschezza dei momenti iniziali, quella fame che non si può imitare, la sensazione di un ciclo che riparte con un’urgenza nuova. Il testo attraversa disillusione e sopravvivenza, parla della capacità di avanzare anche quando tutto sembra cedere sotto i piedi. Non c’è vittimismo, solo un movimento ostinato verso ciò che viene dopo.
Tra la tradizione scandinava e un presente più vibrante
Gli ÅSKVÄDER nascono sulla costa occidentale della Svezia, e portano nel sangue la tradizione del rock scandinavo degli anni ’90. Le influenze sono chiare: The Hellacopters, Turbonegro, Thundermother. Ma ciò che li distingue è la capacità di prendere quella matrice e trasformarla in qualcosa di più diretto, più melodico, più personale.
Il loro suono è un temporale che non arriva mai per caso: prima senti l’aria cambiare, poi arriva il lampo.
Dal debutto con Quick Fixes (2018) fino all’album Fenix (2022) e all’EP Electric Tide (2023), gli ÅSKVÄDER hanno costruito la propria identità soprattutto dal vivo. Tanti palchi diversi, stessa intensità. Sono una band che vive di contatto, di amplificatori che tremano, di quella fisicità che non puoi replicare in studio.
ÅSKVÄDER-Verso “Wax”: il 2026 come anno della metamorfosi
Il nuovo album Wax, previsto per il 2026, viene descritto come il lavoro più forte, rifinito e inarrestabile della band. Un disco pensato per il palco, per la corsa, per la scintilla che scatta quando il rock diventa necessità.
Il 2026 degli ÅSKVÄDER non promette un semplice ritorno, ma un avanzare deciso, lucido, necessario. Farewell è solo il primo segnale: un passo che indica la direzione, non il traguardo. E se questa è la loro nuova partenza, allora ciò che arriva dopo non sarà soltanto più forte — sarà impossibile da ignorare.
ÅSKVÄDER: lineup
- Lucas Monryd – basso
- Saga Flygare Täll – voce solista, chitarra
- Martin Gut – chitarra
- Tim Ferm – batteria
ÅSKVÄDER: online
Monia Degl’Innocenti













