Recensione – ARCO: un’amicizia per salvare il futuro
Con Arco, presentato in anteprima a Cannes, Ugo Bienvenu debutta alla regia con una favola distopica di formazione. Debutto nel lungometraggio d’animazione del francese Ugo Bienvenu, già pluripremiato, il film è passato per Cannes e Locarno, ha conquistato due César — miglior lungometraggio d’animazione e miglior colonna sonora — ed è oggi nella cinquina degli Oscar.

In uscita nelle sale italiane dal 12 marzo, distribuito da I Wonder Pictures.
La trama di ARCO: un’amicizia per salvare il futuro
Nel 2932 Arco (Oscar Tresanin) ha dieci anni e appartiene a una famiglia capace di viaggiare nel tempo grazie a speciali tute arcobaleno e a una gemma energetica. Ancora troppo giovane per partire — il viaggio è vietato ai minori di dodici anni —, una notte, spinto dal desiderio di vedere i dinosauri, ruba l’equipaggiamento della sorella e tenta di spiccare il volo, ma l’inesperienza lo porta a perdere il controllo.
Precipita così nel 2075, in un mondo segnato da un ambiente ormai vicino al collasso, dove viene trovato da Iris (Margot Ringard Oldra), una coetanea solitaria e fantasiosa che decide di aiutarlo a tornare a casa, nascondendolo nella propria abitazione.
I genitori di Iris, assorbiti dal lavoro, rientrano solo nel fine settimana mentre lei e il fratellino sono accuditi da un simpatico robot-tata, Mikki (Ugo Bienvenu).
Il ritorno di Arco si rivela però impossibile: nella caduta ha perso la gemma che permette il viaggio nel tempo, e il volo è possibile solo in rare condizioni atmosferiche, quando pioggia e sole coincidono nelle giuste proporzioni.
I due bambini non sanno che la gemma è finita nelle mani di tre fratelli pasticcioni e complottisti, ossessionati fin dall’infanzia dal ricordo di un uomo vestito d’arcobaleno precipitato dal cielo proprio come Arco.
Nel tentativo di proteggere Arco, Mikki allerta la polizia, senza rendersi conto che i genitori del bambino in realtà non esistono ancora. Ne nasce una fuga che attraversa una città in fiamme, coinvolgendo Arco e Iris, i tre gemelli e le forze dell’ordine.
Il viaggio di Arco e Iris si trasformerà così in un’esperienza di crescita che segnerà per sempre entrambi.
ARCO: un’amicizia per salvare il futuro – Tra genitori-ologrammi e tate-robot
Arco è un film che riflette sul nostro possibile futuro attraverso il punto di vista di due bambini, legati da quella curiosità che può superare ogni distanza nel tempo e nello spazio.
Se il mondo di Iris è in fiamme e la spinge a desiderare il futuro, quello di Arco è idilliaco e alimenta un desiderio opposto: guardare indietro, fino ai dinosauri.
I poteri di Arco, che gli consentono di viaggiare nel tempo, suggeriscono riflessioni su come presente e futuro possano influenzarsi reciprocamente, senza seguire necessariamente un percorso unidirezionale.
Nel presente di Iris è facile riconoscere il nostro: uno scenario a cui sembriamo avvicinarci rapidamente. I genitori, severi e perlopiù assenti, compaiono al massimo sotto forma di ologrammi, mentre i veri compagni dei bambini sono i robot, ormai presenza dominante del pianeta: tate, ingegneri, operai, poliziotti, assistenti di altri robot, in una catena senza fine.
In una casa dove persino la pianta all’ingresso è un ologramma, l’arrivo di Arco non può che portare una ventata di freschezza e di libertà nella quotidianità di Iris.
ARCO: un’amicizia per salvare il futuro – Conclusioni
Con il suo esordio, Ugo Bienvenu trasforma il viaggio nel tempo in uno strumento per esplorare la curiosità infantile e le connessioni tra presente e futuro, dove i bambini vogliono solo scoprire il mondo e gli adulti spesso rischiano di distruggerlo.
Raccomandato a chi ama l’animazione e non si lascia fermare da uno stile insolito, lieve e poetico.
Al cinema dal 12 marzo, distribuito da I Wonder Pictures.









































