È uscito “COSMIC OPERA ACT II”, il nuovo album di LABRINTH: la nostra recensione

Il 29 maggio 2026 è uscito “Cosmic Opera Act II”, il nuovo attesissimo album di Labrinth (LINK), tra i più noti e influenti cantautori e produttori inglesi degli ultimi anni. Autore delle colonne sonore delle prime due stagioni di Euphoria, serie tv Sky di grande successo, e con numerosi brani che hanno fatto il giro del mondo scalando le più importanti classifiche musicali, Labrinth ci stupisce con nuove canzoni in grado di fare breccia nel pubblico, coinvolgendo sia a livello di sound che di testo.

La recensione di COSMIC OPERA ACT II – Labrinth

A fine maggio è stato rilasciato nelle principali piattaforme il nuovo progetto di Labrinth, intitolato Cosmic Opera Act II, che segue il lavoro precedente chiamato Cosmic Opera Act I. L’album contiene dodici tracce, le quali sono perfettamente riconoscibili grazie al sound inconfondibile che caratterizza tutti i principali lavori del cantautore anglosassone.

La canzone che ha fatto da apripista all’uscita è “The Living”, in cui si possono ascoltare note sperimentali dance, contemporary r&b e gospel, che rimandano ad immaginari cinematografici, e in cui il tema principale è il convenzionalismo in contrapposizione alla propria individualità.

Vuole essere un brano di denuncia, che mette a confronto le diverse personalità dell’individuo, in particolar modo chi non riesce ad avere un proprio pensiero critico, facendosi influenzare da elementi esterni e da una società distorta in modo passivo e chi, invece, attraverso il proprio temperamento riesce a contrapporsi in modo deciso, inseguendo i propri sogni.

Da ciò che scrive, infatti, appare in modo chiaro la sua posizione. L’artista prende le distanze nette da chi sa solo giudicare il prossimo rimanendo fermo nel proprio orticello o lavorando esclusivamente per un mero guadagno, mettendo da parte i propri desideri. L’intero album, per l’appunto, appare come un percorso interiore profondo e viscerale in cui il cantante porta alla luce le emozioni e le dinamiche dei rapporti umani.

Ogni singolo vuole essere portavoce dei lati più ombrosi della mente, che spesso rimangono inesplorati, ma che costituiscono una parte importante dell’individuo. Proprio per questo può essere definito un’esperienza totalizzante e quasi catartica che, inevitabilmente, scuote interiormente toccando le corde più profonde del proprio animo e portando alla luce i propri drammi nascosti.

Il genere e la musicalità inconfondibile di Labrinth

Per quanto riguarda il genere musicale, le note sembrano non accostarsi del tutto alle sue sonorità classiche che caratterizzano gran parte dei suoi lavori, anche se l’emotività che emerge, in qualche modo, sembra seguire sempre il filone principale di tutta la sua arte. Se, agli inizi, troviamo elementi più puramente elettronici, pop ed r&b, adesso, anche grazie alla grande collaborazione per la colonna sonora di Euphoria, troviamo un Labrinth più maturo ed evoluto.

La musicalità è più cinematografica, fondendo sonorità orchestrali, teatrali, elettroniche e grandi sperimentazioni. Ciò porta ad ottenere lavori di un certo livello, visionari e rivoluzionari, in cui il pubblico viene risucchiato in un’intimità genuina e logorante che porta a galla emozioni che non si immaginava neanche di provare.

Ciò dimostra, infatti, quanto la poliedricità e la grandezza di Labrinth siano evidenti e palpabili, in quanto ogni progetto che regala al mondo è fortemente evolutivo e immersivo, ogni canzone dimostra un suo passo avanti e una maturità dirompente che colpisce già al primo ascolto, dimostrando un’evoluzione professionale degna degli artisti più grandi.

Articolo di Ambra Gabriella Samonà

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