Giuseppe Stancampiano racconta “K-Pop is Coming”: Il primo concerto per bambini che riporta il pubblico a teatro
Portare il fenomeno del K-Pop nei teatri italiani attraverso uno spettacolo immersivo, innovativo e pensato anche per i più piccoli. È questa la sfida di K-Pop is Coming, il progetto diretto dal regista Giuseppe Stancampiano (LINK), che unisce musica, performance e cultura contemporanea in un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni. Lo abbiamo intervistato per scoprire come è nato lo spettacolo, cosa accade dietro le quinte e quali sono le prospettive future.
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K-Pop is Coming porta nei teatri italiani un linguaggio artistico moderno e internazionale, unendo musica, performance e cultura contemporanea. Qual è stata la visione che ha dato origine a questo progetto?

«Ho percepito qualcosa osservando diversi bambini durante una festa di compleanno. Li ho visti cantare numerose canzoni K-Pop e ho notato che c’era qualcosa che li accomunava, un linguaggio diverso ma capace di unirli. Da lì è nata l’idea di creare un concerto dedicato a un pubblico più piccolo. Infatti K-Pop is Coming è il primo concerto per bambini».
Ci sono elementi dello spettacolo pensati appositamente per la sensibilità italiana?
«Sì, perché è una contaminazione con l’Italia. È un po’ come quando mangiamo il sushi e ci mettiamo la Philadelphia, che in Giappone non esiste. Abbiamo preso un linguaggio internazionale e lo abbiamo contaminato con elementi vicini alla nostra cultura».
Lo spettacolo punta molto sull’immersione. Quanto ritiene importante oggi tornare a spettacoli live, vissuti dal vivo, in un’epoca digitale come la nostra?
«Diventa essenziale, perché oggi c’è un allontanamento dalla parte live del teatro. K-Pop is Coming avvicina il pubblico ad andare in teatro, lo riavvicina a questa esperienza dal vivo, facendogli riscoprire il valore della presenza e della condivisione».
Qual è il tipo di lavoro che sta dietro a uno spettacolo del genere?
«La sfida è creare qualcosa che sia vicino alla quotidianità delle persone. Oggi la quotidianità è il telefono, il web, ciò che ci sorprende con innovazioni sempre più veloci, comprese le varie strutture dell’intelligenza artificiale. Noi portiamo il pubblico a vivere qualcosa che è live, ma che sembra uscito dalla tecnologia di un computer».
Come si costruisce un crescendo di energia per tenere il pubblico dentro lo show fino alla fine?
«Si costruisce dosando bene tutti gli elementi. Durante lo spettacolo il pubblico riceve delle piccole pillole che lo accompagnano gradualmente fino al finale, mantenendo alta l’attenzione e il coinvolgimento».
C’è una curiosità o un aneddoto dal backstage che il pubblico non conosce e che vuole raccontare?
«Il fatto è che dietro uno spettacolo del genere c’è un altro spettacolo. Tutto viene coordinato costantemente affinché, tra una canzone e l’altra, si possa preparare il brano successivo. È un lavoro continuo e invisibile che permette alla magia di funzionare».

Con quale emozione spera che il pubblico torni a casa?
«Con l’emozione di tornare in teatro e di aver vissuto un’esperienza immersiva e reale. Lo spero sia per i più piccoli, che oggi è sempre più difficile stupire e che rappresentano il pubblico del futuro, sia per gli adulti che li accompagnano».
Se dovesse convincere una persona che non conosce il K-Pop a venire a vedere lo spettacolo, cosa direbbe?
«Direi semplicemente di cimentarsi a conoscere. A volte basta concedersi la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo».
Quali sono le prospettive future di K-Pop is Coming?
«L’obiettivo è girare l’Italia e far conoscere il nostro prodotto a un pubblico sempre più ampio, lasciando soddisfatti piccoli e grandi. La fiducia di chi viene a vedere i nostri spettacoli e poi decide di tornare è la soddisfazione più grande».
Uno spettacolo che guarda al futuro
Con K-Pop is Coming, Giuseppe Stancampiano propone un’esperienza che unisce la forza del live alle suggestioni della cultura digitale contemporanea. Uno spettacolo che punta a conquistare i bambini, ma che si rivolge anche alle famiglie, trasformando il teatro in un luogo di scoperta, partecipazione e meraviglia. Un progetto ambizioso che si prepara a viaggiare lungo tutta la penisola, con l’obiettivo di riportare il pubblico, di ogni età, a vivere la magia dello spettacolo dal vivo.
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