L’intelligenza artificiale non serve soltanto a rispondere alle domande o generare immagini. Può anche aiutare a progettare i processori che faranno funzionare le prossime generazioni di AI. OpenAI lo ha dimostrato con Jalapeño, il suo primo acceleratore personalizzato progettato per gestire le richieste dei modelli linguistici.
La particolarità è proprio il modo in cui è stato sviluppato: durante il progetto, OpenAI ha utilizzato i propri modelli di intelligenza artificiale per velocizzare diverse fasi della progettazione.
Un chip progettato con l’aiuto dell’AI
Secondo un approfondimento pubblicato da IEEE Spectrum nel novembre 2026, i modelli interni di OpenAI hanno aiutato gli ingegneri a scrivere e verificare parti del progetto, provare diverse soluzioni e ottimizzare il software destinato al processore.
Il risultato è arrivato in tempi piuttosto rapidi. La fase di progettazione fino all’invio del chip in produzione, chiamata tape-out, è stata completata in circa nove mesi.
Il lavoro è stato portato avanti da un gruppo mediamente inferiore a 100 persone, mentre Broadcom ha collaborato soprattutto alla parte di implementazione fisica del chip e alla sua realizzazione industriale.
L’intelligenza artificiale ha aiutato anche nell’ottimizzazione delle prestazioni. In un test interno citato da IEEE Spectrum, il team è riuscito a migliorare notevolmente l’esecuzione di un benchmark per DeepSeek, passando dallo 0,31% all’88,94% del limite teorico del processore in circa 40 ore.
OpenAI Jalapeño contro NVIDIA
Prestazioni dichiarate nei test di inferenza AI. I risultati sono espressi come indici relativi, non come frequenze o potenza di calcolo grezza.
1. Efficienza energetica
2. Latenza delle risposte AI
OpenAI, risultati ufficiali Jalapeño del 25 agosto 2026.
Leggi i benchmark OpenAI
Approfondimento The Verge
I risultati sono dichiarati da OpenAI e non costituiscono un confronto indipendente con tutte le CPU o GPU presenti sul mercato.
Gli ingegneri non vengono sostituiti
Attenzione, però: non significa che OpenAI abbia chiesto a ChatGPT di progettare autonomamente un processore.
Gli ingegneri hanno continuato a prendere le decisioni, verificare il lavoro e scegliere le soluzioni migliori. L’AI ha permesso soprattutto di velocizzare operazioni che normalmente richiedono molto tempo e numerosi tentativi.
La direzione è interessante anche per il futuro dell’hardware. Se questi strumenti continueranno a migliorare, progettare nuovi processori potrebbe diventare più rapido e meno costoso.
Leggi anche: OpenAI o3-mini: L’Ascesa dei Modelli di Ragionamento AI Economici e Potenti
E c’è un aspetto curioso in tutta questa storia: OpenAI sta utilizzando l’intelligenza artificiale per costruire l’hardware che servirà a far funzionare ancora meglio l’intelligenza artificiale stessa.
Leggi anche: Vestiti anti intelligenza artificiale: gli abiti che confondono le telecamere
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