Hollywood, La Fabbrica Dei Sogni: Marilyn Monroe di Natalia Simonova – Recensione

Il 3 giugno 2026, al teatro Porta Portese di Roma, è andata in scena la prima delle due rappresentazioni dello spettacolo teatrale “Hollywood, La Fabbrica dei Sogni: Marilyn Monroe”, una rassegna ideata e diretta da Natalia Simonova.

In occasione del centenario della nascita di una delle più grandi attrici del panorama cinematografico americano, questa rappresentazione teatrale si concentra su uno spaccato intimo della vita della Monroe, raccontando le vicende dolorose e turbolente che hanno segnato profondamente la sua esistenza.

Lo spettacolo: Hollywood la fabbrica dei sogni: Marylin Monroe di Natalia Simonova

La rappresentazione, strutturata a mo’ di monologo, si concentra sugli aspetti più profondi e personali della vita di Marilyn Monroe, nel tentativo di portare alla luce tutto il dolore, la frustrazione e la solitudine che l’attrice ha dovuto portare sulle proprie spalle, come un pesante fardello, a causa della vita tanto tormentata e turbolenta che ha vissuto.

Ogni scena dello spettacolo è intesa come un momento intimo di riflessione con sé stessa, e con il pubblico, per ripercorrere, passo dopo passo, tutte le relazioni logoranti, da quelle familiari a quelle lavorative e sentimentali, che, unite una dopo l’altra, hanno reso un inferno la vita della Monroe, la quale, ritrovatasi a fare i conti con sé stessa, non ne ha retto il peso.

Inoltre, alcuni atti sono accompagnati dalle musiche della violinista Anastasia, anche lei presente sul palco insieme a Natalia Simonova, e da proiezioni video di alcuni momenti salienti della carriera e della vita sentimentale della Monroe.  

Infine, questa ultima rassegna teatrale, che conclude il ciclo iniziato con le vite di Greta Garbo e Marlene Dietrich, si presenta come un viaggio sentimentale nei meandri più nascosti di una Hollywood che, dall’esterno, può sembrare magica, patinata e piena di opportunità, ma che, in realtà, può essere una macchina capace di schiacciare le anime più sensibili ed empatiche che, come Marilyn, da sole non sempre riescono a reggerne il peso.

Articolo di Ambra Gabriella Samonà

Natalia Simonova Official Instagram

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