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Il requiem di Mozart a Inverigo (CO): un’intensa meditazione musicale tra spiritualità e grande partecipazione

Un’esecuzione di forte impatto emotivo, impreziosita da un coro di straordinaria qualità e da un quartetto vocale di apprezzabile livello artistico.

La Chiesa di Sant’Ambrogio a Inverigo ha accolto, sabato 31 ottobre, una suggestiva esecuzione del Requiem in re minore K. 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, dedicata alla memoria del Beato Don Carlo Gnocchi.

Requiem mozart

Un appuntamento di particolare significato spirituale e culturale, nel quale la profondità della pagina mozartiana ha incontrato l’impegno di interpreti animati da autentica sensibilità musicale.

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I protagonisti della serata

Protagonisti della serata l’Orchestra Sinfonica Guido d’Arezzo e la Corale Lirica Ambrosiana, sotto la direzione rispettivamente di Giovanni Pellegrini e Roberto Ardigò.

Affrontare il Requiem mozartiano significa confrontarsi con una partitura di straordinaria complessità, nella quale tensione drammatica, raccoglimento religioso e perfezione formale convivono in mirabile equilibrio.

La lettura proposta da Giovanni Pellegrini ha privilegiato una concezione interpretativa di ampio respiro, caratterizzata da sonorità generose e da un marcato rilievo espressivo.

Una visione musicale sorretta da evidente sensibilità e consapevolezza della partitura, nella quale la ricerca dell’intensità espressiva ha costituito il filo conduttore dell’intera serata.

La dimensione quasi monumentale e la solennità dell’impianto musicale

Requiem mozart

La scelta di dinamiche particolarmente sostenute ha conferito ad alcuni episodi una dimensione quasi monumentale, accentuandone la forza drammatica e la solennità dell’impianto musicale.

In taluni passaggi, tuttavia, una maggiore ricerca delle mezze tinte avrebbe probabilmente favorito una più articolata percezione delle raffinate sfumature timbriche e contrappuntistiche mozartiane.

Anche l’adozione di tempi generalmente distesi ha contribuito a sottolineare il carattere meditativo dell’opera, privilegiando la gravità espressiva rispetto alla tensione ritmica.

Una maggiore flessibilità agogica, soprattutto nelle sezioni maggiormente animate, avrebbe forse restituito ulteriore incisività al discorso musicale, senza comprometterne l’intensità spirituale.

Il lavoro dell’Orchestra

Requiem Mozart

L’orchestra ha affrontato la complessa partitura con impegno e partecipazione, offrendo momenti di convincente compattezza sonora e una presenza strumentale di indubbia efficacia.

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Occorre peraltro considerare le particolari condizioni acustiche dell’edificio sacro, la cui riverberazione può rendere assai delicato il controllo degli equilibri e della precisione ritmica ed intonazione.

Di notevole interesse il quartetto dei solisti, che ha saputo restituire con sensibilità e consapevolezza stilistica la dimensione più intima e umana della scrittura mozartiana.

ll soprano Angela Maria Lisciandra, il contralto Olga Semenova, il basso Dante Muro e Il tenore Giorgi Gelashvili

Requiem Mozart

Il soprano Angela Maria Lisciandra ha offerto un contributo vocale di apprezzabile eleganza, inserendosi con naturalezza nell’architettura espressiva delle pagine affidate alle voci soliste.

Olga Semenova, contralto, ha contribuito alla qualità dell’insieme con una vocalità di interessante consistenza, favorendo un dialogo equilibrato e musicalmente convincente tra le parti.

Il basso Dante Roberto Muro ha assicurato autorevolezza al registro grave, sostenendo con efficacia la dimensione solenne della partitura e il necessario equilibrio del quartetto.

Il tenore Giorgi Gelashvili ha evidenziato qualità vocali promettenti e una partecipazione interpretativa sincera, dimostrando di possedere risorse interessanti per affrontare questo repertorio.

La Corale Lirica Ambrosiana

Rwequiem mozart

Il risultato artisticamente più significativo della serata è giunto dalla Corale Lirica Ambrosiana, autentico punto di forza di un’esecuzione complessivamente ricca di suggestioni.

Preparato e diretto da Roberto Ardigò, il coro ha impressionato per compattezza, precisione degli interventi, omogeneità delle sezioni e consapevolezza dell’architettura musicale.

Particolarmente apprezzabile la capacità di coniugare energia sonora e chiarezza dell’articolazione, mantenendo una riconoscibile identità timbrica anche nei passaggi di maggiore densità contrappuntistica.

La qualità della preparazione è emersa soprattutto nella disciplina dell’insieme e nella cura della parola, elementi fondamentali per restituire pienamente il significato del testo liturgico.

Non è frequente ascoltare una compagine corale capace di esprimere una simile maturità musicale, anche nel confronto con realtà istituzionalmente più strutturate e maggiormente celebrate.

La Corale Lirica Ambrosiana ha dimostrato come la qualità artistica non dipenda necessariamente dal prestigio dell’istituzione, ma dalla serietà del lavoro e dalla profondità della preparazione.

Il grande contributo di Roberto Ardigò

In questo senso, il contributo di Roberto Ardigò merita un riconoscimento particolare, per aver costruito un organismo vocale coeso, espressivamente duttile e stilisticamente consapevole.

Al di là delle singole osservazioni interpretative, la serata ha restituito il valore di una pagina immortale, capace di parlare ancora oggi con straordinaria immediatezza.

La dedica al Beato Don Carlo Gnocchi ha conferito all’appuntamento un significato ulteriore, trasformando l’esperienza musicale in un’occasione di memoria, raccoglimento e condivisione.

Merita particolare apprezzamento la direzione artistica dell’ organizzatore clarinettista raffinato M° Raffaele Bertolini , capace di creare un evento simile valorizzando il dialogo tra orchestra, coro, solisti e finalità stessa dell’evento.

Il pubblico ha potuto così accostarsi a una delle più alte testimonianze del genio mozartiano, attraverso un’esecuzione generosa, sentita e sostenuta da autentica partecipazione.

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Navata centrale di una chiesa barocca con banchi in legno, soffitto affrescato, altare ornato e croce sospesa al centro

Un Requiem di forte intensità emotiva, nel quale la solidità del contributo corale ha rappresentato l’elemento di maggiore distinzione artistica e il ricordo più prezioso della serata.

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