Salta al contenuto

From The Dark, recensione: Tony Iommi e la potenza senza tempo del metal

Compito arduo quello di recensire un album così importante. Dietro una copertina così semplice ma carica di significato, si cela un album, a mio parere, tra i più importanti del 2026, sia per il nome dell’artista sia per la qualità a 360° che questo lavoro sprigiona.

Con “From The Dark”, uscito il 23 ottobre per BMG, Tony Iommi ci investe con le sue inconfondibili sonorità. Indescrivibile il suono di un chitarrista che ha scritto la storia, contribuendo a scolpire sulle pietre sacre i comandamenti del metal e della musica in generale. Inevitabile la scelta della voce di Jørn Lande, già al fianco di Iommi nel tributo a Ronnie James Dio nel 2010. Un timbro vocale potente e un controllo dinamico capace di passare dal sussurro al tuono. Lande, sebbene meno trascendentale e più umano di Dio, è l’unico che possa essere considerato il degno erede, senza per questo dover a tutti i costi imitare la voce o le gesta di un narratore mitologico quale Dio è stato.

Per quanto riguarda i compagni di viaggio, troviamo Becky Baldwin dei Mercyful Fate e Karl Brazil che, pur venendo da un mondo lontano dal metal, risulta una scelta azzeccata che contribuisce ad fornire una base di tutto rispetto a questo disco.

Pubblicità

E allora, a distanza di 21 anni dall’ultimo lavoro solista, iniziamo a lasciarci crogiolare da questo album, piacevolmente immersi nell’oscurità delle sue corde. “From The Dark” apre con “Over The Violent Sun”, inaugurando le danze macabre con i tipici riff alla Iommi, dando vita ad un’entità che può solo essere sprigionata dalla sua chitarra, mettendo in chiaro fin da subito che qui non c’è posto per le carezze.

“Black Times”, il brano più cupo del lotto, spalanca l’ingresso verso le oscurità dell’intero album, mentre “World Alone” ci delizia con parti più melodiche in cui Iommi dimostra di saper confezionare momenti memorabili senza essere mai banale o prevedibile.

Il viaggio è iniziato, il cancello ormai è chiuso alle nostre spalle e lontano dalla nostra vista. L’oscurità più profonda ci avvolge in “Beyond The Dead”, ritmiche dominanti per un brano in cui la voce di Lande viene avvolta dalle sonorità di Iommi.

Che ormai l’oscurità la faccia da padrona è assodato e in “Stormwatcher” ci ritroviamo nel cuore del viaggio: un brano che consolida ulteriormente la fitta trama che lega tra loro le singole tracce.

Leggi anche: Musica per Halloween: Alla scoperta degli inquietanti incantesimi del capolavoro d’esordio dei Black Sabbath

Se “Beyond The Dead” rappresenta uno dei momenti più oscuri dell’album, in “Death Wake” siamo avvolti da un doom tagliente che penetra e fa percepire tutto il male scaturito da questo brano.

Si alzano i toni in “Return Of The Arbalist”, il brano dà una leggera sferzata di velocità al disco, ma senza smarrirne la malinconica intensità.

“Legacy” merita un ascolto attento. È proprio l’epilogo che ci si aspetta da un album in lizza per entrare nell’olimpo dei classici del metal, sia per il titolo, sia per l’intensità emanata da ogni singola nota. Riff cadenzati, non complessi, caratterizzati da una delicatezza appena accennata, sinistra e crudele. È lo stupore che nasce dalla grandezza e dalla maestria di chi ha fatto del buio e delle tenebre il proprio habitat naturale, insieme a un certo Ozzy Osbourne.

Si percepisce tutto il dolore per il compianto fratello Ozzy, la cui presenza aleggia in ogni singola nota del disco. “From The Dark” nasce da un contesto carico di significato: un lutto esplicito, intimo, che guarda al buio senza fingere di non temerlo.

Il 22 luglio 2025 il mondo del metal ha perso una delle figure più emblematiche, ma il suo storico compagno d’avventura è ancora tra noi e, con fierezza, continua a sprigionare attraverso la sua chitarra tutta la potenza oscura che lo contraddistingue.

Altro per te

PDF Strumenti PDF gratis Nel browser, senza upload Apri gli strumenti

Scritto da

COLLABORATORI

Metallaro da quando, nell’88, mi buttarono in faccia — o meglio, nelle orecchie — I Wanna Be Somebody degli W.A.S.P. Da allora non faccio altro che mangiare e respirare metallo in ogni sua forma, con una predilezione per il panorama underground italiano ed estero. Mi…

Profilo e articoli →
🔒

Contenuto riservato

Per scaricare questo file devi prima registrarti oppure accedere con il tuo account.

XWhatsAppTelegram