Il 19 febbraio uscirà nelle sale italiane Scarlet, il nuovo anime di Mamoru Hosoda. Il regista torna rappresentando un viaggio introspettivo con la stessa impalcatura dell’Amleto ma con una diversa facciata in chiave trascendentale, ambientando l’azione in un mondo ultraterreno. Un storia ricca di contenuti forse rappresentati troppo velocemente. Mostrandoci la brutalità dell’odio, Hosoda vuole esprimere il bisogno di cercare una pace universale. Il film è stato prodotto dallo studio Chizu, fondato dallo stesso regista.

Scarlet: La trama
Scarlet è la principessa del regno di Danimarca nel XVI secolo ed ha un forte legame con suo padre, il re Amlet. Claudius, il fratello del sovrano, in combutta con la regina, fa catturare e uccidere re Amlet. Scarlet vuole vendicarsi della morte di suo padre e uccidere il nuovo sovrano, suo zio. Però, fallendo la sua missione, si ritrova in un mondo parallelo, una misteriosa dimensione dell’aldilà, dove incontra anche Claudius. Scarlet è accecata dall’odio e vuole trovare suo zio per ucciderlo: sì, anche in questa dimensione si può morire sparendo per sempre. Sarà un viaggio trascendentale, segnato dall’incontro con Hijiri, un paramedico proveniente dai giorni nostri, pronto a salvare le vite di tutti, compresi i nemici. Ci saranno numerosi combattimenti e nuove scoperte che porteranno dei cambiamenti nei pensieri di Scarlet.
Da Shakespeare a Dante: tutti i richiami
Già la trama anticipa la forte l’impronta di Shakespeare: il regista infatti prende la base dell’Amleto e la cala in una sorta di mondo sospeso. In questo aldilà, dove l’odio e la pace si scontrano fuori dal tempo, la storia diventa un viaggio travolgente tra deserti, tempeste e villaggi, tra incontri inaspettati capaci di stravolgere il destino dei protagonisti. In questo scenario, i colori svolgono un ruolo poliedrico, agendo su diversi livelli di percezione.
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Il rosso e il bianco spiccano su tutti, richiamando quasi visivamente la Divina Commedia. Se le scritte esplicite citano l’Inferno, l’uso del rosso descrive la brutalità e la vendetta che consuma Scarlet, avvolgendo ogni cosa dai soffitti al deserto. Al contrario, il bianco accecante evoca la luce del Paradiso dantesco e simboleggia la salvezza dall’odio. In questo percorso di purificazione, la figura del paramedico finisce per diventare una vera guida spirituale, accompagnando la protagonista verso una possibile redenzione.

La regia, la fusione 2D/3D e la colonna sonora
Mamoru Hosoda è stato a capo di numerosi successi, tra i tanti: “La ragazza che saltava nel tempo”, “Mirai” e “Belle”. Come in questi casi, anche Scarlet, non nasce da un manga preesistente, ma anzi dopo l’uscita del film è nato tutto un progetto editoriale per supportarlo. Dal punto di vista tecnico, il regista ha optato per una continua fusione tra il 2D e il 3D, con i momenti all’interno dell’altro mondo che sono maggiormente in CGI, mentre quelle all’interno del regno danese sono per lo più disegnate a mano.
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Un altro ruolo importante lo gioca la colonna sonora che amplifica i vari momenti della storia e soprattutto va ad enfatizzare le emozioni della protagonista. Hosoda ha voluto creare un connubio tra i suoni e la natura. Nei momenti in cui vengono mostrati scenari catastrofici del cielo o del deserto, la musica diventa la vera protagonista del film e anche con un volume elevato, in modo da immergere gli spettatori all’interno di questa dimensione ultraterrena. Oltre alle composizioni orchestrali, ci sarà una canzone che diventa un inno all’amore.
Cosa rimane dopo i titoli di coda
Il nuovo progetto di Hosoda prende influenze dai classici del passato per riadattarli in un pensiero contemporaneo di pace, pensiero che purtroppo viene ripetuto sempre meno. Il viaggio spirituale di Scarlet incominciato in preda all’ira, incarna la ricerca di un’armonia capace di porre fine a tutte le guerre e il modo in cui viene descritto è toccante. La figura di Hijiri simboleggia la scelta di vivere in pace, avendo visto gli effetti della guerra nella storia.
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Ciò, viene trasmesso anche alla protagonista con una scena in particolare di una bambina che sogna di diventare una principessa affinché nessun bambino debba più morire. Concentrandosi sulla trama, la densità della vicenda meritava una durata più generosa. Alcune sequenze avvengono senza una spiegazione, come quella serie di combattimenti all’ingresso dell’altro mondo o la mancanza di chiarimenti su alcuni personaggi vicini a Claudius intenti a eliminare la protagonista. La sensazione è quella di un racconto frettoloso, anche incompleto, dove lo spettatore deve rincorrere i fatti, facendo sì che rimangono dei punti interrogativi durante i titoli di coda.
Scarlet: emozioni, riflessioni e colpi di scena in un mondo fantastico”
La proiezione essendo già di due ore non poteva essere allungata maggiormente quindi il regista si è trovato obbligato a tagliare qualche parte, sebbene si sono creati alcuni buchi di trama. Per il resto, come detto precedentemente i temi toccati sono tanti, e anche il proseguo del racconto non è banale con la presenza di alcuni colpi di scena inaspettati. Un film con cui Hosoda ha provato a fare il grande salto, riuscendoci in parte. Scarlet nonostante non sia perfetto, mi ha suscitato delle riflessioni al suo termine e cosa ancor più importante mi ha emozionato. La sensibilità usata dal regista per trattare le varie sfumature mi ha colpito positivamente e per questo motivo sono uscito dalla sala soddisfatto. Per gli amanti dell’anime lo consiglio vivamente ma anche per chi vuole immergersi in una nuova esperienza!
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