Sfregio, Porno Alcoholic Thrash’n’Roll: il nuovo album Non Credo, release party il 3 ottobre a Genova
Gli Sfregio sono una band molto seguita in Liguria che si sta sempre più imponendo sia in ambito nazionale che europeo grazie a un sound originale arricchito da una buona dose di ironia. Per
collocarli in un genere musicale e spiegare in cosa consista la loro proposta, non possiamo che rifarci alla descrizione che loro stessi danno della propria musica. A tale riguardo, hanno coniato la definizione di “Porno Alcoholic Thrash’n’Roll“.
Le tematiche affrontate nei testi (sempre rigorosamente in italiano) sono caratterizzate da un approccio diretto, provocatorio e ironico, mentre la musica è caratterizzata da un sound estremo
che è una miscellanea di thrash, hardcore e punk.

Ognuno dei componenti degli Sfregio è un musicista con un solido curriculum, che collabora o ha collaborato e ha collaborato con altri progetti musicali di non inferiore valore e successo. Attualmente la
formazione è composta da Seth (chitarra e voce), il Grinder (basso), Ylme (batteria) e Doctor Rock (chitarra solista).
Sia l’attività live sia quella discografica sono state frenetiche dal 2008 a oggi. I loro album sono molto curati e arricchiti da grafiche estremamente accattivanti. Il 21 settembre è stato presentato il nuovo album Non Credo, anticipato dal singolo e videoclip ufficiale Battezzata Go!, uscito il 17 settembre. Il disco verrà presentato nel corso di un release party il prossimo 3 ottobre 2026 a L’Angelo Azzurro di Genova.
Articolo a cura di Diego Banchero
Ciao ragazzi, raccontateci qualcosa in più sulle vostre origini che risalgono al 2008. Cosa è accaduto nell’estate di quell’anno e cosa vi ha spinti a formare gli Sfregio?
Seth: Nel 2008 eravamo semplicemente un branco di giovani metallari. Suonavamo, andavamo ai concerti, ci trovavamo a bere insieme e, come succede in questi casi, uno suonava con uno, un altro con un altro ancora. Non c’era nessun grande progetto alle spalle e nessuno stava pensando di mettere in piedi chissà quale band.
Poi, durante l’estate, ci siamo ritrovati a un motoraduno da un nostro caro amico, che aveva praticamente trasformato la cucina di casa sua in una sala prove. Tra una birra e l’altra abbiamo imbracciato gli strumenti e abbiamo cominciato a suonare. E lì è successo il casino.
Sono nati i primissimi pezzi degli Sfregio, praticamente dal nulla.
Era una cosa fatta per gioco, per divertirci e per fare casino insieme. Poi abbiamo cominciato a registrare il primo disco, Zabbaglioni e Rock’n’Roll, e ci siamo accorti che la cosa funzionava: noi ci divertivamo come dei coglioni a suonarla e, cosa ancora più importante, alla gente piaceva.
A quel punto abbiamo capito che forse non era più soltanto una cazzata nata tra amici e abbiamo cominciato a fare sul serio. Il bello è che, diciotto anni dopo, siamo ancora qui e quello spirito lì non ce lo siamo mai tolto di dosso.

Ognuno di voi è un musicista di grande esperienza con una biografia artistica molto solida. Potete presentarvi singolarmente ai nostri lettori?
Seth: Ognuno di noi ha avuto diverse esperienze musicali anche al di fuori degli Sfregio.
Io, Seth, sono uno dei membri fondatori e ho suonato in diversi progetti, tra cui Fumonero e il progetto solista Seth Borsellini, ma gli Sfregio sono sempre stati il mio progetto principale.
Il Grinder, al basso, è una colonna portante della band e ha militato in diversi progetti, tra cui Sacradis e, attualmente, Winternius, band black metal con diverse uscite discografiche.
Ylme è il mio compagno di merende di sempre. Abbiamo avuto anche altri progetti insieme, ma per me è semplicemente il batterista degli Sfregio. Punto.
Doctor Rock ha militato in numerose band e ha registrato dischi con Hastur, Mister Sleazy e Stato d’Assedio, oltre ad altri progetti.
Durante il periodo in cui la band si sciolse, gli altri continuarono a suonare insieme, con il Machine Gun alla voce, formando i PowerDrive.
Potete fare un riassunto sintetico delle vostre uscite discografiche dagli esordi a oggi?
Seth: Siamo partiti nel 2008 e da allora abbiamo pubblicato sei album in studio. Il primo è stato Zabbaglioni e Rock’n’Roll del 2009, seguito da Marcio nel Cervello (2011), Stronzi (2015), All In (2021) e Malmignotta (2024). Nel 2022 è uscito anche Sudore e Coglioni, un DVD live che racconta bene la nostra dimensione dal vivo. Ora arriva Non Credo, il nostro sesto album.

Il 21 settembre è uscito il vostro nuovo album, Non Credo. In cosa differisce questo disco dai precedenti? Uscirà sempre per Nadir Music?
Seth: Non Credo è probabilmente il disco in cui abbiamo lasciato più spazio alla sperimentazione, pur rimanendo assolutamente riconoscibili. Ci sono diversi brani che affondano le radici nel nostro thrash’n’roll, ma anche pezzi più acustici, una ballad con il pianoforte, influenze doom, glam e persino pop. È un disco più vario rispetto ai precedenti, sia musicalmente che come atmosfere.
Anche i testi sono particolarmente importanti: parliamo di religione, dubbio, dogmi, ipocrisia, fanatismo, conformismo e violenza di genere. Il titolo Non Credo riassume abbastanza bene il filo conduttore del disco: mettere in discussione le certezze che ci vengono presentate come assolute.
Una delle differenze principali è proprio l’approccio che abbiamo usato. Siamo sempre gli Sfregio, la nostra musica è aggressiva e i nostri testi sono sempre sfacciati, però abbiamo deciso di fare un lavoro molto più profondo, che in realtà nasconde, sotto la volgarità, dei principi e delle riflessioni che possono sicuramente dividere.
Non ce ne frega nemmeno un cazzo di quello che pensa la gente. Noi abbiamo voluto esprimere a modo nostro quello che pensiamo. Sotto un linguaggio volgare e una critica feroce, si nascondono sempre delle riflessioni. E secondo noi, a volte, per far riflettere meglio la gente bisogna darle uno scossone. Anche se poi non tutti ci arrivano, e ci sta.
L’album esce completamente indipendente anche se c’è una collaborazione con Nadir Music, con la quale abbiamo sempre un ottimo rapporto, per quanto riguarda la parte promozionale.

In che formati uscirà il nuovo album? Avete pensato anche a una versione limited edition?
Seth: Abbiamo scelto di puntare soprattutto sul vinile, perché ci piace ancora l’idea che un disco sia qualcosa da possedere e non soltanto qualcosa da ascoltare e consumare. Ci sarà una tiratura limitata di 100 copie, 50 nere e 50 rosse, mentre non abbiamo previsto una versione CD.
Abbiamo anche deciso di non mettere l’album interamente su Spotify. Non perché pensiamo di guadagnarci qualcosa, perché con la nostra musica non ci guadagniamo niente, ma perché vogliamo provare a dare spazio a qualcosa di diverso dal consumismo musicale che c’è in questo momento.
Oggi la musica viene consumata in maniera velocissima e, in più, l’intelligenza artificiale si sta mischiando sempre di più alla musica fatta realmente dalle persone. Noi non vogliamo che la nostra musica vada ad alimentare un sistema che, secondo noi, sta diventando sempre più marcio. Vogliamo provare a credere ancora nel valore di un disco, nel fatto che una persona possa scegliere di acquistarlo, ascoltarlo e avere un rapporto diverso con la musica.
Siete molto attivi dal vivo. Potete parlarci dei principali festival a cui avete partecipato?
Seth: Negli anni abbiamo suonato in moltissimi festival e manifestazioni underground in Italia e all’estero. Tra le esperienze più importanti c’è sicuramente il Tolminator in Slovenia, che per noi rappresenta una delle realtà internazionali più significative in cui abbiamo suonato.
Ma forse più che fare un elenco di nomi, ci piace ricordare il fatto che negli anni abbiamo costruito una rete di festival, locali, associazioni e promoter indipendenti con cui continuiamo a collaborare. È una dimensione molto DIY che ci appartiene e che ci ha permesso di portare gli Sfregio in tante città italiane ed europee.
È risaputo che i vostri concerti sono sempre gremiti. Quanto conta per voi la dimensione live? Immagino che per presentare Non Credo sia previsto un tour.
Seth: Il live per noi è fondamentale. Gli Sfregio sono nati e cresciuti sui palchi, e probabilmente è proprio lì che la nostra musica ha più senso. Il pubblico, il sudore, il casino e il contatto diretto sono parte integrante di quello che facciamo.
Stiamo già portando avanti un nuovo tour e abbiamo diverse date in Italia e all’estero. Il primo appuntamento importante per presentare Non Credo sarà il 3 ottobre a L’Angelo Azzurro di Genova, ma il calendario proseguirà nei mesi successivi con date in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e altri appuntamenti europei.

Il tour dell’album Malmignotta del 2024 ha toccato diverse città europee. Potete raccontarci qualcosa di quell’esperienza?
Seth: È stata un’esperienza molto intensa e molto Sfregio: abbiamo macinato migliaia di chilometri viaggiando in camper e suonando in tante città, tra Italia ed Europa. In totale il tour di Malmignotta ha superato i 50 concerti e i 4.000 chilometri.
La cosa che ci ha colpito maggiormente è stata vedere che, nonostante i testi siano quasi esclusivamente in italiano, la nostra musica riesce a comunicare anche fuori dall’Italia. Alla fine sul palco contano soprattutto l’energia e l’attitudine, e quelle non hanno bisogno di traduzione.
Domanda di rito: come vedete la situazione musicale in Italia? Le cose non sono facili, ma voi riuscite a gestire molto bene il vostro progetto raccogliendo ottimi riscontri. Qual è la vostra ricetta?
Seth: La situazione musicale in Italia è davvero complicata, perché molto spesso si pensa che bisogna passare per forza tramite qualcuno, che ci debba sempre essere qualcuno a fare da tramite tra il locale e la band stessa.
Quando, in realtà, la cosa principale, la cosa migliore da fare, è sbattersi, farsi il culo. Ed è quello che ci siamo fatti in questi quasi vent’anni di carriera. È l’unica cosa che, alla fine, dà frutti: conoscere le persone, scambiarsi opinioni e idee, vivere insieme la musica e portare la musica dal vivo.
È difficile farlo, però è necessario non affidarsi a qualcuno che lo faccia per te, perché non esiste nessuno migliore di te stesso nel credere nel tuo progetto. Nemmeno con tutti i soldi del mondo.

Che progetti avete per il futuro? Ora siete nel pieno di una nuova release, ma immagino siate già proiettati oltre.
In realtà stiamo già lavorando a nuovi pezzi, perché non siamo mai stati una band capace di fermarsi. Quando l’ispirazione arriva cerchiamo di sfruttarla subito e di mettere insieme idee, riff e testi, senza aspettare necessariamente di aver chiuso un disco per iniziare a pensare al successivo.
Adesso, però, ci dedicheremo soprattutto al tour di Non Credo: ci aspettano tanti chilometri e tante date, in Italia e all’estero. E anche questo fa parte del nostro processo creativo. Passeremo moltissime ore insieme in viaggio, in camper, sui palchi e dopo i concerti, e spesso è proprio in questi momenti che nascono le idee migliori. Quindi sicuramente continueremo a scrivere e, chissà, magari alla fine di tutti questi chilometri ci ritroveremo con parecchio materiale nuovo tra le mani.
Siamo giunti al termine dell’intervista. Lasciate pure i link alle vostre pagine e i contatti per i nostri lettori. Grazie^
Grazie a voi per lo spazio e per l’interesse!
Sfregio – Italian Thrash’n’Roll
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Non Credo è fuori dal 21 settembre 2026.
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