Le leggende californiane tornano a colpire con un nuovo brano carico di rabbia e disprezzo per il culto dell’ego. Una frecciata velenosa agli eterni protagonisti di se stessi, tra social media, narcisismo e ipocrisia. E mentre il nuovo singolo incendia l’attesa, i Death Angel si preparano a riportare sul palco l’intramontabile “Act III”.
Ci sono band che attraversano le epoche senza perdere la propria identità. E poi ci sono i Death Angel, una delle incarnazioni più autentiche, longeve e combattive del thrash metal americano. Dalla Bay Area californiana al resto del mondo, oltre quarant’anni di carriera non hanno scalfito la loro attitudine: velocità, precisione chirurgica, aggressività e una costante insofferenza verso qualsiasi compromesso.
La conferma arriva con “The Never Was”, il nuovo singolo pubblicato il 5 novembre 2026 e accompagnato da un lyric visualizer ufficiale. Un ritorno che non ha il sapore di una semplice operazione nostalgica, ma ribadisce la vitalità creativa di una formazione che continua a guardare avanti senza rinnegare le proprie radici.
E questa volta, nel mirino di Mark Osegueda e soci, finiscono gli eterni protagonisti di se stessi.
“THE NEVER WAS”: QUANDO IL NARCISISMO DIVENTA THRASH METAL
Dietro la nuova canzone si nasconde un bersaglio tanto riconoscibile quanto irritante: l’egocentrismo patologico di chi riesce a trasformare qualsiasi avvenimento in un’occasione per parlare di sé.
Un successo altrui, una tragedia, una conversazione, persino la morte di qualcuno: tutto diventa inevitabilmente un pretesto per riportare l’attenzione sulla propria persona. Un meccanismo che, secondo Osegueda, trova oggi nei social media un terreno particolarmente fertile, offrendo agli individui più autoreferenziali una vetrina permanente dalla quale celebrare presunte qualità, opinioni e improbabili forme di superiorità.
Il cantante non usa mezzi termini nel raccontare la genesi del brano. La sua ispirazione, come lui stesso dichiara, arriva da alcune persone realmente esistenti, talmente assorbite dal proprio ego da non rendersi nemmeno conto di quanto il loro comportamento sia evidente agli occhi degli altri.
La definizione scelta da Mark è decisamente eloquente: “The Never Was” è il bastardo figlio thrash metal di “You’re So Vain” di Carly Simon.
Un paragone ironico e provocatorio che restituisce perfettamente lo spirito della canzone: laddove il celebre brano di Carly Simon prendeva di mira la vanità e il narcisismo, i Death Angel raccolgono quella stessa intuizione e la trasformano in una dichiarazione di guerra sonora.
Nelle parole di Osegueda c’è tutta la volontà di vomitare musicalmente il disgusto verso un atteggiamento umano che sembra diventato sempre più difficile da ignorare.
«Volevo semplicemente esprimere al meglio il mio disgusto per questo tratto umano. Musica arrabbiata!», dichiara il frontman.
E quando a parlare è Mark Osegueda, la rabbia non ha certo bisogno di ulteriori spiegazioni.
LA BAY AREA NON HA ALCUNA INTENZIONE DI AMMORBIDIRSI
Il nuovo singolo si inserisce nel percorso di una band che ha contribuito a definire la storia del thrash metal. Nati nel 1982 a Daly City, California, i Death Angel sono tra i protagonisti della leggendaria scena della Bay Area, grazie a un sound che ha sempre coniugato velocità, tecnica e aggressività.
Dal folgorante debutto “The Ultra-Violence” (1987), registrato con il batterista Andy Galeon appena quattordicenne, passando per “Frolic Through the Park” (1988) e l’evoluzione compositiva di “Act III” (1990), la band ha costruito un’identità musicale inconfondibile.
Dopo la reunion del 2001, i Death Angel hanno rilanciato la propria carriera con una serie di album di grande spessore, culminata in “Humanicide” (2019), candidato ai Grammy Awards nella categoria Best Metal Performance.
I singoli “Wrath (Bring Fire)” e “Cult of the Used”, pubblicati nel 2025, avevano già anticipato una nuova stagione creativa. Ora “The Never Was” conferma che la formazione californiana non ha alcuna intenzione di vivere di nostalgia: il suo sguardo resta rivolto al futuro, con la stessa attitudine combattiva di sempre.
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“ACT III”: UN CAPOLAVORO CHE CONTINUA A VIVERE SUL PALCO
Il ritorno discografico coincide con la prosecuzione delle celebrazioni dedicate a uno degli album più importanti della loro carriera.
Nel 2025 i Death Angel hanno infatti inaugurato il tour per il 35° anniversario di “Act III”, portando dal vivo l’intero disco insieme a una selezione di brani provenienti dal resto della loro discografia.
Un’occasione speciale per riscoprire un lavoro che, a distanza di oltre tre decenni, conserva intatta la propria forza espressiva.
La tournée ha già toccato diverse città statunitensi e la Bay Area, con due concerti sold out al leggendario Fillmore. Il viaggio proseguirà anche tra il 2026 e il 2027, con nuove date internazionali.
A dicembre 2026 la band tornerà in Europa per una serie di appuntamenti che toccheranno Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Danimarca. Alcune date vedranno la partecipazione degli storici compagni di scena Vio-Lence.
Non mancheranno inoltre i tradizionali appuntamenti natalizi: il 17 dicembre a Los Angeles, presso il 1720, e il 18 dicembre a San Francisco, sul palco del Fillmore, per l’undicesima edizione dell’Another Death Angel Xmas Show.
A gennaio e febbraio 2027 sarà invece il turno dell’Australia, con cinque concerti tra Adelaide, Perth, Melbourne, Sydney e Brisbane.
LA FORMAZIONE ATTUALE: UNA MACCHINA DA GUERRA
La forza dei Death Angel passa anche attraverso una formazione che ha dimostrato una notevole solidità nel corso degli anni.
La line-up attuale comprende:
- Mark Osegueda – voce
- Rob Cavestany – chitarra
- Ted Aguilar – chitarra
- Damien Sisson – basso
- Will Carroll – batteria
Una squadra compatta, capace di mantenere vivo il linguaggio della Bay Area e di tradurlo in una proposta ancora attuale, alimentata da una notevole intensità esecutiva.
Rob Cavestany rimane uno degli elementi centrali dell’identità musicale del gruppo, mentre la voce di Osegueda continua a rappresentare una delle caratteristiche più riconoscibili del loro sound.
DEATH ANGEL: IL THRASH NON È UN ESERCIZIO DI NOSTALGIA
Con “The Never Was”, i Death Angel tornano a ricordarci che il thrash metal non è soltanto una questione di velocità, riff assassini e memoria storica.
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È anche attitudine, insofferenza, capacità di osservare la realtà e trasformarla in una scarica di energia elettrica.
Questa volta il bersaglio è l’ego smisurato di chi pretende di essere sempre al centro dell’universo. Una tematica che Mark Osegueda affronta con sarcasmo, veleno e una buona dose di disprezzo, trasformando una frustrazione quotidiana in materia prima per un nuovo episodio di rabbia sonora.
Oltre quarant’anni dopo la nascita della band, la lezione rimane la stessa: i Death Angel non hanno bisogno di guardarsi continuamente allo specchio per ricordarci chi sono.
Preferiscono alzare il volume.
E lasciare che sia il thrash metal a parlare.
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Monia Degl’Innocenti
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