Recensione – Toy Story 5: Quando La Fantasia Incontra Il Touchscreen

Toy Story 5 recensione – I giocattoli hanno sempre avuto paura di finire sotto il letto. In Toy Story 5 devono fare i conti con qualcosa di molto più spaventoso: uno schermo acceso.

Arriva nelle sale italiane il 18 giugno Toy Story 5, nuovo capitolo della storica saga Pixar prodotto da Pixar Animation Studios per Walt Disney Pictures. Diretto da Andrew Stanton, il film riporta Woody, Buzz e Jessie davanti a una sfida tutta contemporanea: la tecnologia. 

Nel cast vocale originale tornano Tom Hanks, Tim Allen e Joan Cusack, affiancati dalle new entry Greta Lee e Conan O’Brien

Nella versione italiana ritroviamo le voci storiche di Angelo Maggi (Woody), Massimo Dapporto (Buzz Lightyear) e Ilaria Stagni (Jessie), insieme a nuovi ingressi come Katia Follesa, Federico Basso, Gianluca Gazzoli e Sal Da Vinci.

Distribuito in Italia da The Walt Disney Company Italia, il film è in uscita nelle sale il 18 giugno 2026.

Toy Story 5 recensione

Toy Story 5: Il nuovo trailer svela storia, ritorni e sfida tra giocattoli e tecnologia

Toy Story 5 recensione: La fantasia e il mondo digitale

Disney-Pixar torna a interrogarsi sul rapporto tra infanzia e giocattoli a distanza di sette anni dall’ultimo capitolo della saga. Ma, più in generale, Toy Story 5 parla della fantasia: quella piccola luce abbagliante che, da bambini, rende tutto possibile. È la capacità di trasformare oggetti di plastica o di pezza in personaggi, di costruire per loro un mondo con regole ben precise e poi farli muovere nello spazio, interagire, vivere. Giocare per ore mettendo in scena storie: proprio come il cineasta, il bambino crea.

Cosa succede, però, quando la piccola Bonnie comincia a sentirsi esclusa dai suoi coetanei proprio a causa di quei meccanismi tanto teneri quanto genuini? Quando la fantasia si scontra con il digitale, con il tablet che ormai tutti i bambini possiedono e attraverso il quale giocano a distanza, costruendo relazioni e amicizie? E senza? Senza uno schermo come si può fare?

È così che i genitori di Bonnie decidono di regalarle un Lilypad, convinti di aiutarla a socializzare. È amore a prima vista e cosi poco alla volta Bonnie inizia a disinteressarsi ai suoi giocattoli preferiti.

Toy Story 5 recensione

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Jessie, Woody e la paura di essere dimenticati

Jessie, vera protagonista del film, non può permettersi di perdere il suo terzo bambino. Le prime due volte sono già state abbastanza dolorose. Nel corso della pellicola emergono diversi frammenti del suo passato, soprattutto legati al rapporto con la sua prima proprietaria. Per questo motivo la cowgirl decide di mettere in atto un piano per evitare di essere dimenticata ancora una volta.

Nella cameretta di Bonnie è ormai lei a far rispettare la legge, insieme al suo nuovo vice sceriffo: l’intrepido Buzz Lightyear. Segretamente innamorato della sua superiore, Buzz è disposto a fare qualsiasi cosa pur di vedere il piano portato a termine.

Manca però qualcuno all’appello. Qualcuno che ha sempre qualcosa nello stivale – si dice sia un serpente. Qualcuno che tutti conoscono: lo sceriffo Woody.

Riuniti ancora una volta, i giocattoli si mettono in viaggio per aiutare Bonnie. Ben presto, però, si renderanno conto che stanno cercando soprattutto di aiutare se stessi. Ancora una volta il loro obiettivo è non essere dimenticati da chi amano, spingendosi persino verso forme di egoismo.

Parallelamente, uno squadrone di nuovi modelli di Buzz Lightyear dotati di tecnologia integrata si convince che Jessie, a causa della sua stella da sceriffo, faccia parte del Comando Stellare. Partiti da una remota isola, faranno di tutto per raggiungerla.

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Pixar tra analogico e futuro

Parlare dei nativi digitali, anche in maniera velatamente polemica, era una mossa che da Pixar ci si poteva aspettare. Fortunatamente il rischio che il film si trasformasse in una semplice denuncia della tecnologia viene evitato.

La trama non cade quasi mai nella retorica. Al contrario, cerca di interrogarsi su quale possa essere il giusto equilibrio tra il mondo analogico dei giocattoli e quello digitale, in una realtà che riconosce i problemi del presente senza però chiudere gli occhi davanti al futuro.

L’introduzione dei nuovi personaggi digitali trova il suo contrappeso nelle sequenze ambientate nel regno dell’immaginazione, caratterizzate da uno stile visivo più tradizionale che si distingue nettamente dal resto del film. Il messaggio è chiaro: quello è il luogo dove tutto è possibile, perché è uno spazio intimo e personale.

Toy Story 5 recensione

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Il peso di un ritorno

Dell’animazione si può aggiungere poco. È colorata, dinamica, vivace e costantemente piacevole da osservare. Tuttavia, per tutta la durata della visione non ho smesso di chiedermi perché questo film fosse davvero necessario. Perché tornare ancora una volta su Toy Story, scegliendo la sicurezza di un marchio consolidato invece di provare a uscire dalla propria zona di comfort?

Toy Story 3 rappresentava una conclusione perfetta, carica di tutte quelle emozioni che hanno reso Pixar un punto di riferimento dell’animazione contemporanea. Il quarto capitolo aveva già incrinato quell’equilibrio e oggi non sono sicuro che il tema del digitale basti, da solo, a giustificare l’esistenza di questo quinto episodio.

Abbiamo bisogno di nuove storie. Storie che parlino seriamente al bambino contemporaneo, che proprio a causa dei vari Lilypad di turno rischia di dimenticare cosa significhi immedesimarsi in una storia, in un personaggio, in un mondo immaginario.

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Toy Story 5 – recensione

Toy Story 5 rimane comunque un ritorno efficace: divertente, scorrevole, mai noioso e capace di strappare anche qualche lacrima nei momenti più emotivi. Eppure, con un pizzico di rammarico, devo ammettere che assomiglia più a un episodio particolarmente riuscito di una grande serie televisiva che alle vere e proprie epopee rappresentate dai primi tre capitoli.

Resta però un film di Toy Story. Ci sono Woody, Buzz e tutta la compagnia. E forse, in fondo, basta questo per consigliarne la visione. Naturalmente in sala, dove per 102 minuti è ancora possibile sentirsi sereni, divertiti e, perché no, un po’ bambini.

Distribuito in Italia da The Walt Disney Company Italia, il film è in uscita nelle sale il 18 giugno 2026.

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