Tre Domande alla Storia: intervista impossibile a Dante Alighieri
Ci sono uomini che hanno raccontato il proprio tempo. E poi ci sono uomini che hanno saputo raccontare l’animo umano, rendendolo eterno.
Dante Alighieri attraversò la politica, l’esilio, il dolore e la speranza. Dalla sua esperienza nacque la “Divina Commedia”, un viaggio che non parla soltanto dell’aldilà, ma della responsabilità degli uomini sulla terra.

In un’epoca in cui il confine tra verità e opinione appare sempre più incerto, abbiamo rivolto tre domande al Sommo Poeta, che fece della parola uno strumento di giustizia, spaziando a tutto tondo all’interno del sapere umano.
Domanda N. 1

Messer Dante, oggi assistiamo a un linguaggio pubblico sempre più aggressivo. Le parole sembrano ferire più che unire. Che cosa ne pensa?
Risposta di Dante Alighieri
Le parole sono simili al fuoco.
Possono riscaldare una casa o ridurla in cenere.
Nel mio tempo vidi uomini combattere con le spade, ma prima ancora combattevano con le parole. Da esse nascevano le fazioni, gli odi e le vendette.
Chi impoverisce il linguaggio finisce per impoverire anche il pensiero.
E quando il pensiero si fa povero, la violenza trova terreno fertile.
Ricordate che ogni parola pronunciata lascia un’impronta nell’animo di chi ascolta.
Per questo scelsi di scrivere nella lingua del popolo, il volgare, anziché usare il latino, la lingua letteraria ufficiale.
Non per rendere le espressioni più facili.
Ma per renderle più vere.
Domanda N. 2

Oggi molti giovani faticano a trovare punti di riferimento. Lei che cosa direbbe a una generazione che cerca la propria strada?
Risposta di Dante Alighieri
Ogni uomo, almeno una volta nella vita, si ritrova in una selva oscura.
Non abbiate vergogna dello smarrimento.
Abbiate timore soltanto di restarvi.
Io stesso trovai la via non perché fossi il più sapiente, ma perché ebbi l’umiltà di lasciarmi guidare.
Nessuno percorre da solo il cammino verso la luce.
Occorrono maestri.
Occorrono esempi.
Occorre il coraggio di riconoscere i propri errori.
Chi crede di sapere già tutto ha smesso di imparare.
Chi continua a interrogarsi è già in viaggio.
Domanda N. 3

Se potesse osservare il mondo di oggi, quale sarebbe il pericolo più grande che vedrebbe?
Risposta di Dante Alighieri
Non la povertà.
Non la tecnologia.
Non la velocità.
Il pericolo maggiore è l’indifferenza.
Nel mio viaggio collocai ogni anima davanti alle conseguenze delle proprie azioni.
Oggi mi domando se molti uomini credano ancora che le proprie azioni abbiano conseguenze.
Una società non decade quando sbaglia.
Decade quando smette di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il vero dal conveniente.
La coscienza è come la stella polare.
Può essere nascosta dalle nubi.
Ma non cessa mai di indicare il nord.
Sta agli uomini decidere se guardarla.
In conclusione…

Dante ci ha insegnato che ogni viaggio comincia con una domanda e termina con una scelta.
Forse il Paradiso e l’Inferno non sono soltanto luoghi della poesia.
Forse iniziano ogni giorno, nelle parole che pronunciamo, nelle decisioni che prendiamo e nel coraggio con cui scegliamo di essere uomini e donne del nostro tempo.
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