Tre domande alla Storia: Intervista Impossibile a Leonardo Da Vinci
Ci sono uomini che hanno interpretato il proprio tempo. E poi ci sono uomini che hanno anticipato il futuro.
Leonardo da Vinci non fu soltanto un pittore, uno scienziato o un inventore. Fu, soprattutto, un osservatore instancabile. Guardava un uccello e immaginava una macchina volante. Studiava l’acqua e intuiva l’ingegneria. Analizzava il corpo umano e vedeva un universo di proporzioni.

Oggi, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dei robot e delle tecnologie che cambiano il mondo a una velocità impensabile, abbiamo rivolto tre domande all’uomo che, cinque secoli fa, sembrava già vivere nel domani.
Domanda N. 1

Maestro Leonardo, oggi l’intelligenza artificiale è capace di scrivere, dipingere, progettare e perfino dialogare con gli uomini. Dobbiamo averne paura?
Risposta di Leonardo da Vinci
Temere uno strumento è come temere il pennello.
Il pennello non dipinge da solo.
È la mano che gli dà intenzione.
E, ancora prima della mano, è il pensiero.
Voi discutete se le vostre macchine diventeranno intelligenti.
Io vi domanderei piuttosto se gli uomini continueranno ad esserlo.
Ogni invenzione amplia il potere dell’uomo.
Ma nessuna invenzione sostituisce il giudizio.
La conoscenza senza sapienza è come una nave magnificamente costruita…che nessuno ha imparato a governare.
Domanda N. 2

Oggi tutto corre velocemente. Le informazioni si moltiplicano e il tempo sembra non bastare mai. Lei che cosa consiglierebbe?
Risposta di Leonardo da Vinci
La fretta è nemica dell’osservazione.
Io trascorsi ore a guardare il volo degli uccelli.
Giorni a seguire il corso dell’acqua.
Settimane davanti a un volto umano per comprenderne il sorriso.
Molti mi rimproveravano di impiegare troppo tempo.
Io rispondevo che la natura non ha mai avuto fretta.
Voi conoscete moltissime cose.
Ma quante ne osservate davvero?
La velocità produce quantità.
L’attenzione produce comprensione.
Ed è quest’ultima che cambia il mondo.
Domanda N. 3

Se dovesse dare un consiglio ai giovani che desiderano innovare, quale sarebbe?
Risposta di Leonardo da Vinci
Non scegliete una sola finestra da cui guardare il mondo.
L’arte insegna alla scienza.
La matematica insegna alla musica.
L’anatomia insegna alla pittura.
L’acqua insegna all’ingegneria.
Ogni sapere conversa con un altro sapere.
Gli uomini dividono le discipline.
La natura no.
Abbiate il coraggio di essere curiosi anche di ciò che non sembra riguardarvi.
Perché l’invenzione nasce quasi sempre dall’incontro fra idee che nessuno aveva pensato di mettere insieme.
Non cercate soltanto di diventare esperti.
Diventate osservatori.
È dall’osservazione che nasce ogni vera scoperta.
In conclusione…

Forse il futuro non appartiene a chi possiede le macchine più potenti.
Appartiene a chi continua a porsi le domande più intelligenti.
Perché ogni grande invenzione, prima di essere un progetto, è stata uno sguardo curioso rivolto al mondo.
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