Tre domande alla Storia: Intervista impossibile a Cristoforo Colombo

Ci sono uomini che attraversano il loro tempo. E poi ci sono uomini che lo superano.

Cristoforo Colombo appartiene alla seconda categoria. Quando salpò dal porto di Palos nel 1492, non sapeva esattamente cosa avrebbe trovato. Sapeva soltanto che oltre l’orizzonte esisteva una possibilità.

Oggi, in un mondo che sembra aver mappato ogni territorio e catalogato ogni informazione, abbiamo deciso di rivolgere tre domande all’uomo che fece dell’ignoto una destinazione.

Domanda N. 1

Ammiraglio dei Mari Colombo, oggi disponiamo di tecnologie straordinarie, eppure molti sembrano avere paura del futuro. Come lo spiega?

(Risposta di Cristoforo Colombo) Mi sorprende.

Ai miei tempi il mare era davvero ignoto. Le carte erano incomplete, le distanze incerte, le tempeste reali. Ogni vela spiegata verso occidente era una scommessa contro il dubbio.

Eppure partimmo.

Voi possedete strumenti che noi avremmo considerato magia, ma spesso vi vedo paralizzati dall’incertezza.

Forse avete confuso la sicurezza con il coraggio.

Nessuna grande scoperta nasce quando tutte le domande hanno già una risposta.

Quando lasciai la Spagna, non conoscevo il destino del viaggio.

Conoscevo soltanto la direzione.

E qualche volta, nella vita, basta quella.

Domanda N. 2

Vicerè delle Americhe Colombo, oggi internet e i social network permettono di conoscere il mondo in tempo reale. Siamo diventati più curiosi?

(Risposta di Cristoforo Colombo) Non necessariamente.

Conoscere non significa scoprire.

Vedo milioni di persone che osservano il mondo senza mai abbandonare il porto.

La curiosità non consiste nel guardare una mappa.

Consiste nel decidere di seguirla.

Quando raggiunsi le nuove terre, non trovai ciò che cercavo. Eppure trovai qualcosa che cambiò la storia.

La vera curiosità accetta anche la possibilità di sbagliarsi.

Anzi, spesso vive proprio di questo.

Diffidate di chi vuole avere sempre ragione.

Le rotte più importanti sono quasi sempre quelle che nessuno aveva previsto.

Domanda N. 3

Intervista impossibile Cristoforo Colombo

Quale consiglio darebbe ai giovani che oggi devono costruire il proprio futuro in un mondo incerto?

(Risposta di Cristoforo Colombo) Non aspettate che il vento sia perfetto.

Non lo sarà mai.

Nelle mie traversate ho imparato che esistono due categorie di persone.

Quelle che passano la vita a studiare il mare.

E quelle che, a un certo punto, sciolgono gli ormeggi.

Le prime conoscono ogni teoria.

Le seconde cambiano il mondo.

Naturalmente bisogna prepararsi, studiare, osservare. Ma arriva sempre il momento in cui la conoscenza deve trasformarsi in azione.

E allora ricordate questo:

nessun navigatore ha mai scoperto nuove terre restando fermo sulla riva.

In conclusione…

Forse il più grande errore non è perdersi.

Forse il più grande errore è non partire affatto.

Perché la Storia, quasi sempre, appartiene a chi ha avuto il coraggio di inseguire un orizzonte che gli altri non riuscivano ancora a vedere.


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