YES, il film di Nadav Lapid arriva in Italia: un’opera radicale che interroga Israele dopo il 7 ottobre

YES il nuovo film di Nadav Lapid arriva nelle sale italiane il 14, 15 e 16 settembre. Presentato a Cannes 2025, YES mette al centro arte, potere, responsabilità e contraddizioni della società israeliana dopo il 7 ottobre.

Il cinema torna a interrogare la Storia e lo fa attraverso uno sguardo radicale, provocatorio e profondamente politico. Si intitola YES il nuovo film del regista israeliano Nadav Lapid, presentato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2025 e ora pronto ad arrivare nelle sale italiane.

Il film sarà distribuito da Wanted il 14, 15 e 16 settembre, in un’uscita-evento che sarà accompagnata dallo stesso Lapid attraverso tre appuntamenti speciali a Roma, Milano e Torino.

Dopo il successo internazionale di No Other Land, vincitore dell’Oscar 2025 come Miglior Documentario, YES sceglie però una prospettiva differente: non racconta direttamente l’occupazione nei territori palestinesi, ma guarda all’interno di Israele, alle sue contraddizioni, alle sue élite e al rapporto tra individuo e società dopo il trauma del 7 ottobre.

LEGGI ANCHE

YES di Nadav Lapid: il cinema israeliano guarda dentro le proprie contraddizioni

Nadav Lapid è uno dei registi più riconoscibili e controversi del cinema israeliano contemporaneo. Le sue opere hanno spesso messo in discussione identità, istituzioni, appartenenza e rapporto tra individuo e Stato.

Con YES, il regista porta questa ricerca ancora più vicino all’attualità.

La storia è ambientata in Israele all’indomani del 7 ottobre, in una società segnata dal trauma e dalla guerra, dove dolore, privilegio, spettacolo e politica finiscono per convivere in maniera inquietante.

Al centro della vicenda ci sono Y., un musicista jazz in difficoltà, e sua moglie Jasmine, una ballerina. I due frequentano ambienti privilegiati, dove feste, denaro e potere diventano lo scenario nel quale l’arte rischia progressivamente di perdere la propria autonomia.

La svolta arriva quando a Y. viene affidato un incarico apparentemente prestigioso: comporre la musica per un nuovo inno nazionale.

Da questo momento il film assume una dimensione ancora più corrosiva.

La trama: un musicista davanti a una scelta impossibile

L’incarico ricevuto dal protagonista diventa progressivamente qualcosa di molto più grande di una semplice commissione artistica.

Y. si trova infatti davanti a una domanda difficile: che cosa significa essere un artista quando la Storia irrompe nella propria vita?

La musica può diventare uno strumento di espressione e dissenso oppure trasformarsi in un mezzo attraverso il quale il potere costruisce la propria narrazione?

È proprio su questa ambiguità che Nadav Lapid costruisce YES, utilizzando la satira e l’eccesso per mettere in discussione il rapporto tra arte, istituzioni e responsabilità individuale.

Il film non sembra voler offrire risposte rassicuranti. Al contrario, porta lo spettatore dentro una zona moralmente scomoda, nella quale il confine tra adattamento, silenzio e complicità diventa sempre più difficile da distinguere.

Arte, potere e responsabilità dopo il 7 ottobre

Uno degli elementi più interessanti di YES è proprio il ruolo attribuito all’artista.

Il protagonista non è un politico né un militare. È un musicista. Eppure si ritrova improvvisamente coinvolto in una questione che riguarda identità nazionale, propaganda, potere e memoria.

La domanda diventa quindi universale: quanto può essere neutrale l’arte quando intorno a chi la crea la realtà è attraversata dalla guerra?

Lapid affronta questo interrogativo attraverso un linguaggio cinematografico volutamente furioso e provocatorio, nel quale musica, desiderio, rabbia, privilegio e senso di colpa si intrecciano.

La satira diventa così uno strumento per parlare non soltanto di Israele, ma più in generale del rapporto tra cultura e potere.

Da No Other Land a YES: due sguardi diversi sul conflitto

Il contesto nel quale arriva il film è particolarmente significativo.

No Other Land, diretto da Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor, ha raccontato attraverso il documentario la realtà dell’occupazione israeliana in Cisgiordania, ottenendo una forte risonanza internazionale e l’Oscar 2025.

YES percorre una strada diversa.

Non è un documentario e non cerca di raccontare direttamente la quotidianità dei territori occupati. Lapid utilizza invece la finzione cinematografica per osservare ciò che accade all’interno della società israeliana.

Il confronto tra le due opere permette quindi di osservare il conflitto israelo-palestinese da prospettive differenti: da una parte la testimonianza diretta della realtà dell’occupazione, dall’altra una riflessione sul trauma, sulle responsabilità e sulle contraddizioni interne a Israele.

Nadav Lapid, una carriera costruita sul dissenso

Con YES, Nadav Lapid prosegue un percorso artistico nel quale il rapporto tra individuo, identità e società occupa da sempre un ruolo centrale.

Il regista israeliano ha conquistato l’attenzione internazionale con Synonyms, film che ha vinto l’Orso d’Oro alla Berlinale, e con Ahed’s Knee, premiato con il Premio della Giuria al Festival di Cannes.

Il suo cinema non cerca generalmente un punto di vista neutrale o conciliatorio. Lapid utilizza invece la provocazione per mettere lo spettatore davanti a questioni politiche e morali difficili.

In YES, questa attitudine sembra trovare una delle sue espressioni più esplicite, soprattutto nel confronto con gli eventi successivi al 7 ottobre.

YES arriva al cinema: il tour italiano di Nadav Lapid

L’uscita italiana sarà accompagnata da un tour del regista, che incontrerà il pubblico insieme a importanti protagonisti del cinema e della cultura.

Roma – 14 settembre

Il primo appuntamento è previsto lunedì 14 settembre alle 20.30 al Cinema Troisi di Roma.

Nadav Lapid presenterà YES insieme al regista Gianfranco Rosi e a Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo.

Milano – 15 settembre

Il 15 settembre il regista sarà a Milano per una nuova presentazione del film, questa volta insieme a Luca Guadagnino.

Sala e orario dell’appuntamento sono in via di definizione.

Torino – 16 settembre

Il tour si concluderà il 16 settembre al Cinema Massimo di Torino, dove Lapid presenterà il film insieme a Carlo Chatrian.

Anche in questo caso l’orario è in via di definizione.

Quando esce YES in Italia?

YES sarà nei cinema italiani il 14, 15 e 16 settembre, distribuito da Wanted.

La scelta di una distribuzione concentrata in soli tre giorni rende l’arrivo del film un appuntamento particolarmente interessante per chi segue il cinema d’autore, il cinema politico e le opere capaci di inserirsi nel dibattito contemporaneo.

Perché vedere YES

Al di là della sua dimensione politica, YES di Nadav Lapid sembra voler porre una questione più ampia sul ruolo dell’artista davanti agli eventi storici.

Cosa succede quando la propria arte viene richiesta dal potere? È possibile continuare a creare senza prendere posizione? E soprattutto, dove finisce il compromesso e dove comincia la complicità?

Sono interrogativi che il film affida direttamente allo spettatore.

In un momento nel quale il cinema è tornato a essere uno degli strumenti attraverso cui raccontare e discutere il conflitto israelo-palestinese, YES sceglie quindi di non semplificare. Al contrario, entra nelle contraddizioni e le porta sullo schermo attraverso una storia fatta di musica, privilegi, desiderio, politica e senso di colpa.

Un’opera destinata a far discutere, e forse proprio per questo difficile da ignorare.

YES di Nadav Lapid

YES di Nadav Lapid arriva nei cinema italiani il 14, 15 e 16 settembre 2026, distribuito da Wanted.

Il film racconta la storia di Y., un musicista jazz in difficoltà che, insieme alla moglie Jasmine, si muove negli ambienti privilegiati della società israeliana dopo il 7 ottobre. La sua vita cambia quando gli viene affidato il compito di comporre la musica per un nuovo inno nazionale.

Il protagonista è Y., un musicista jazz che si trova coinvolto in una situazione nella quale arte, politica, potere e responsabilità personale finiscono per intrecciarsi.

YES è stato presentato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2025.

Nadav Lapid utilizza la storia del protagonista per riflettere sul rapporto tra arte e potere, sul ruolo dell’artista davanti alla Storia e sulle responsabilità individuali in una società segnata dalla guerra e dal trauma.

Il film affronta il contesto politico e sociale successivo al 7 ottobre e osserva le contraddizioni della società israeliana. Lo fa attraverso la finzione e una prospettiva interna, differente da quella documentaria di No Other Land.

Nadav Lapid è un regista israeliano noto per un cinema radicale e fortemente politico. Tra i suoi film figurano Synonyms, vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale, e Ahed’s Knee, premiato con il Premio della Giuria al Festival di Cannes.

YES sarà distribuito nei cinema italiani il 14, 15 e 16 settembre 2026 da Wanted.

Nadav Lapid presenterà YES a Roma il 14 settembre alle ore 20.30 al Cinema Troisi, insieme a Gianfranco Rosi e Luisa Morgantini.

Il tour italiano di Nadav Lapid prevede appuntamenti a Roma il 14 settembre, a Milano il 15 settembre e a Torino il 16 settembre al Cinema Massimo.

Cinema

PDF Strumenti PDF gratis Nel browser, senza upload Apri gli strumenti

CONDIVIDI SU...
🔒

Contenuto riservato

Per scaricare questo file devi prima registrarti oppure accedere con il tuo account.