Cronos e i Venom, la fine di un’era: il metal perde uno dei suoi padri più estremi
Pezzo veramente difficile da scrivere, questo per me: la scomparsa di Cronos, uno dei “tre tizzoni d’inferno” – come si usava dire allora – che diede vita alla sulfurea storia dei Venom, chiude di fatto un’era. O almeno, si porta via uno dei pezzi più importanti per chi ha la mia età e una vita intera trascorsa nel mondo del metal a partire giusto da quegli anni. Cronos e i Venom, infatti, sono stati davvero una sbornia paurosa per me e per una generazione intera. Una rivoluzione nella rivoluzione.
Il legame perfetto tra l’HC punk e un metal estremo ancora di là da venire. Persino nel coniare il nome di un genere che in seguito assumerà connotati musicali radicalmente diversi. E come tantissimi altri, ne ero letteralmente ossessionato. Non per nulla ho ancora la maglietta di Black Metal comprata alla sua uscita.
“Cazzone” nel senso più lato del termine, oggettivamente poco dotato come musicista (non certo il solo ad aver avuto successo nonostante questo difetto), sguaiato e selvaggio. Capace di impersonare come nessuno aveva fatto fino a quel momento l’energia ribelle che agitava la maggior parte di chi stava trovando nel metal una ragione per vivere, Cronos dava corpo fisico proprio a questo. Alla vitalità più primitiva che ci agitava tutti, fattasi carne. Anche tramite le immagini prima che con la musica. Con foto che colpivano al cervello quanto potevano fare pezzi come In League With Satan o Raise the Dead. E non importa che dopo Welcome to Hell e Black Metal la storia del gruppo abbia preso una china musicale in calando, che si sia addirittura diviso in due con le relative beghe tra vecchi e nuovi membri e che solo occasionalmente la forza di quel primo momento di magnifica, inconsapevole, empia furia cieca si sia manifestata ancora. Quella malvagia supernova nera ha sparso tanto di quel metallo pesante nello spazio infinito dell’heavy metal da lasciare adesso un vuoto paragonabile a un buco nero. Non solo musicale, ma anche personale.
Tutto questo a dispetto del fatto che Cronos avesse un carattere notoriamente non sempre amichevole, di una fama personale non sempre all’altezza di quella musicale e di varie altre critiche che potrebbero essergli mosse. Per un breve, infernale periodo, tutti noi avremmo voluto essere lui, questa è la verità. Su un palco a urlare con voce strozzata e occhi fuori dalle orbite “black metaaalll” o nelle improbabili, ma efficacissime foto promozionali della band cui abbiamo già accennato prima. Anni dopo è stato stranissimo seguire un suo intero concerto dal palco, per di più insieme ai Sodom, e scambiare qualche parola con lui. La chiusura di un cerchio. Purtroppo, però, la mia generazione se ne sta andando, pezzo per pezzo. Se ne stanno andando via tutti.
E un po’ stiamo cominciando a morire anche noi che vi apparteniamo. È quella la cosa più brutta.
- Genre: Heavy Metal music
- Release Year: 01/05/2026
- Category: Records
- Department: Unisex Adults
- Design: Graphic
- Fit: Regular
- Language: English
- Sub-Genre: Alternative Rock, Heavy Metal, Rock
- Genre: Music & Concerts
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