Anthrax, “Cursum Perficio”: la recensione del nuovo album tra passato e maturità
Il nome è di quelli veramente di peso, dato che parliamo degli Anthrax. E come sempre in questi casi, anche le parole che si usano per loro devono essere adeguate. A distanza di dieci anni da For All Kings e da molti di più dall’ultimo album di livello veramente superiore, i Nostri tornano ora con Cursum Perficio. Un lavoro che già dal titolo potrebbe essere indicativo di un fine carriera da suggellare con un ultimo colpo di coda, presentato infatti da una copertina che comprende vari riferimenti al passato – torneranno anche in alcuni pezzi – ma non titolo e logo del gruppo.
Al primo ascolto Cursum Perficio potrebbe risultare spiazzante, se non respingente, per chi associa agli Anthrax soltanto i loro primi album e non calcola che da Spreading the Disease, per citare quello più noto, sono passati oltre quarant’anni. Un periodo largamente sufficiente a giustificare dei cambiamenti di stile. In parte dettati meramente da un discorso fisico legato all’età e in parte alla maturità a essa legata.
Anthrax mostra un lato melodico
Così, accanto a qualche sprazzo dei vecchi tempi (It’s for the Kids, Everybody’s Got a Plan, NYC 93, Watch It Go), ne troviamo altri in cui gli Anthrax mostrano un lato melodico che farà storcere il naso ad alcuni, ma che risulta aderente alla loro condizione musicale attuale. E presumibilmente anche a quella umana.
Brani come The Long Goodbye, The Edge of Perfection e Cursum Perficio fanno così compagnia ad altri sospesi un po’ a metà tra queste due anime, quali Infectious, T.O.M.B. e My Victory. Ma alla fine e relativamente a sorpresa, a convincere maggiormente sono i pezzi più aderenti alla loro versione “matura”. The Edge of Perfection su tutti.
Al tirar delle somme abbiamo quindi un disco piacevole, che sale abbastanza col progredire degli ascolti, con un Belladonna in gran spolvero e una produzione adeguata al tipo di canzone richiamata in chiusura del paragrafo precedente. Anche se criticabile sotto più di un aspetto.

Anthrax: valutazione complessiva
Un capolavoro? Affatto. Un disco da porre tra i migliori della loro carriera, cui assegnare una ipotetica votazione molto alta? Nemmeno per sogno e nessuno se lo aspettava. No, nulla di tutto questo.
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Anzi, non vanno sottaciuti alcuni ritornelli poco memorabili, degli assoli poco incisivi e qualche inciampo qua e là nella scrittura. Eppure, considerando ogni aspetto di questa uscita, siamo davanti a un prodotto complessivamente valido, che porta la band a chiudere dignitosamente una carriera lunghissima (se così sarà davvero), che va interpretato alla luce di quanto detto in precedenza. E anche del fatto che gli Anthrax non hanno più nulla da dimostrare da un pezzo.
Cursum Perficio è semplicemente ciò che di meglio ci si può aspettare da loro a distanza di quattro decadi e un lustro dalla loro nascita. Tutto qui.
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E chissà, magari invece della fine della corsa, potrebbe trattarsi dell’inizio di una nuova.
Anthrax – Cursum Perficio
Nuclear Blast, 2026
Genere: Thrash
Tracklist
- Persistence of Memory
- The Long Goodbye
- It’s for the Kids
- Everybody’s Got a Plan
- The Edge of Perfection
- Infectious
- NYC 93
- Cursum Perficio
- T.O.M.B.
- Watch It Go
- My Victory
Line-up
- Joey Belladonna – Voce
- Scott Ian – Chitarra
- Jonathan Donais – Chitarra
- Frank Bello – Basso
- Charlie Benante – Batteria
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