Ghost on Mars omaggiano Francesco Di Giacomo con la cover “Il Senso Giusto”
Il calendario segna 21 febbraio. Una data che, per chi ama il progressive italiano, ha il sapore della memoria e della continuità. Dodici anni fa si spegneva Francesco Di Giacomo, voce monumentale e anima poetica del Banco del Mutuo Soccorso, artista capace di trasformare ogni parola in racconto e ogni melodia in visione. Oggi, quello stesso giorno, la musica torna a chiudere il cerchio: i Ghost on Mars raccolgono quell’eredità e la trasformano in suono, riportando al presente una storia che continua a vibrare.

Ghost on Mars: Il Senso Giusto
La band progressive metal capitolina Ghost on Mars sceglie infatti questa ricorrenza per pubblicare il nuovo singolo: una rilettura intensa e personale di Il Senso Giusto, brano che diventa ponte emotivo tra generazioni musicali diverse ma unite dalla stessa ricerca espressiva.
Pubblicato e distribuito dall’etichetta statunitense Willowtip Records, il singolo segna un passaggio simbolico nella storia della band: per la prima volta i Ghost on Mars cantano interamente in italiano, abbracciando la lingua come strumento narrativo e non solo sonoro. Accanto alla versione originale, arriva anche la controparte in inglese — The Right Way — che amplia il respiro internazionale del progetto.
Dall’album postumo alla reinterpretazione contemporanea
Il brano affonda le radici nell’album postumo La parte mancante, pubblicato nel 2019: un lavoro che aveva restituito al pubblico nuove sfumature della scrittura di Di Giacomo, tra introspezione e spiritualità. Le registrazioni, come allora, passano anche dagli spazi dell’NMG Studio, a Palestrina, luogo che diventa quasi simbolo di continuità sonora, una stanza dove passato e presente dialogano senza attriti.
Nella versione dei Ghost on Mars (LINK), Il Senso Giusto non è semplice cover: è reinterpretazione, tensione, materia viva. Le atmosfere progressive si intrecciano con la potenza metal, lasciando emergere il rispetto per l’originale ma anche la volontà di spingerlo altrove, verso territori più moderni e cinematici. La voce si fa racconto, le chitarre costruiscono paesaggi, la memoria diventa movimento.
Out of Time and Space e i prossimi concerti
Intanto la band guarda avanti. Mentre procede la scrittura del nuovo disco, continuano i preparativi per una serie di concerti promozionali legati a Out of Time and Space, lavoro che ha raccolto consensi dalla critica di settore per la capacità di fondere tecnica, concept e identità sonora.
C’è qualcosa di profondamente progressivo in questo gesto: tornare a una voce del passato per immaginare il futuro.
Il 21 febbraio, così, non resta solo una data commemorativa. Diventa un punto di incontro — tra linguaggi, epoche e sensibilità — dove la musica continua a fare ciò che sa fare meglio: tenere vive le storie.
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