Dalle prime falcate in Brasile alla vittoria della Serie A e del mondiale, sempre con il popolo giallorosso nel cuore. In occasione del suo sessantesimo compleanno, arriva nelle sale dal 21 maggio “Aldair Cuore Giallorosso”: un docufilm che apre al cinema per vivere ogni ricordo della carriera di Pluto, come soprannominato dai tifosi romanisti.

Aldair Cuore Giallorosso inizia dentro l’olimpico
Nemmeno si spengono le luci e subito sembra di ritrovarsi all’Olimpico, con il volume della Curva Sud che avvolge la sala. Una scelta che travolge subito lo spettatore, proiettandolo nel cuore del racconto grazie al calore che solo lo stadio sa trasmettere. Il regista Simone Godano sfugge dall’idea di fare il classico documentario sportivo, ma sceglie di voler raccontare una storia che diventerà un vero e proprio viaggio alla scoperta del numero 6 della Roma.
Aldair un campione riservato
Nel ruolo della figura di Virgilio, o visto che siamo a Roma, nelle vesti di Cicerone, è stato scelto lo scrittore e grande tifoso romanista Sandro Bonvissuto. Con l’intento di far conoscere l’uomo che si cela dietro il giocatore, parte per il Brasile per accompagnare Aldair nelle sue giornate. Il campione brasiliano viene ricordato per la semplicità e l’eleganza con cui fermava gli attaccanti, ma anche per la sua riservatezza e la tranquillità atipica rispetto al carattere dei suoi connazionali.

Dalle spiagge di Rio alle grandi testimonianze
L’incontro tra lo scrittore e Pluto avviene in una delle tante spiagge di Rio de Janeiro, e da lì parte questo viaggio nel ripercorrere i momenti che hanno segnato la vita del “Muro” giallorosso. E mentre si procede nella testimonianza, si esplora la nazione verdeoro, nei suoi vicoli e panorami unici. Numerose sono le testimonianze fuori campo di alcune celebrità come Carlo Verdone, o di alcuni suoi ex compagni del calibro di Totti, Zico, Cafu, Candela, ma anche di Fabio Capello, l’allenatore con cui ha vinto lo scudetto. Inoltre, un’altra ciliegina sulla torta è stata la voce narrante di Claudio Amendola, che ha donato romanticismo e romanità alla narrazione.
La vittoria del mondiale
La regia ha voluto far prevalere il racconto umano rispetto alle vecchie immagini e soprattutto ha cercato, tramite Bonvissuto, di far uscire la vera entità di Aldair, con alcuni dialoghi dove è emersa l’improvvisazione. Dai lunghi momenti in maglia giallorossa fino al rivivere gli anni del Flamengo e quelli nella Seleção, questi ultimi coronati con la vittoria del mondiale USA ’94. La finale di quel mondiale vinta proprio contro l’Italia con il famoso rigore di Baggio.
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Aldair oltre la Curva Sud
Ogni tappa scorre velocemente e si nota la volontà di non creare un film diretto esclusivamente agli abbonati in Curva Sud, perché si vuole esaltare la persona di Aldair e la sua storia come atleta. Lo dimostra la parentesi dedicata alla sua famiglia, con i racconti dei fratelli , ma anche il mostrare la sua vecchia abitazione e i luoghi in cui Pluto è cresciuto.
Un ritratto inedito da non perdere
La scelta di adottare un taglio più cinematografico piuttosto che documentaristico premia l’opera: Aldair Cuore Giallorosso è un lavoro solido e pienamente riuscito. Il campione si racconta in forma inedita e vengono svelati degli aneddoti mai rivelati che dicono, più delle parole, chi è Aldair. Sì, perché questa domanda è la linea guida del docufilm e, alla fine, ognuno di noi che lo ha guardato si darà una risposta diversa, ma indubbiamente positiva. Resta il dubbio se poi al botteghino si presenteranno solamente i tifosi romanisti o meno; il mio auspicio è che si rompano i confini delle tifoserie, perché lo consiglio a tutti gli appassionati di sport, qualsiasi esso sia.
Aldair Cuore Giallorosso: La conferenza stampa
Al termine della proiezione ci raggiungono in sala il regista, Bonvissuto e Aldair. Tutta la riservatezza di Pluto mostrata nel film si palesa nella conferenza. Il campione, con un fisico da far invidia e con un cappellino quasi a coprire il volto, inizia a rispondere alle prime domande. “Non è stato facile,” ha ammesso con la sua solita pacatezza, “perché essendo molto timido, fare queste cose è più difficile che stare in campo”.

Aldair Cuore Giallorosso: Le parole del regista e di Bonvissuto
Il regista Simone Godano ha spiegato come il suo approccio sia nato dalla volontà di raccontare proprio questo segreto , definendo Aldair un “brasiliano atipico” rispetto allo stereotipo della festa e del rumore: per lui, Pluto rappresenta il silenzio della foresta brasiliana. A chiudere il cerchio è stato l’intervento di Sandro Bonvissuto, il quale ha ricordato con ironia di essere stato “l’ultimo a salire su quel volo” , partecipando al progetto con lo spirito dell’amico chiamato all’improvviso per una partita di calcetto dove manca l’ultimo uomo. Tra sorrisi accennati e sguardi bassi, Aldair ha ribadito il legame indissolubile con i suoi affetti, confessando che vedere la felicità dei propri fratelli per questo racconto è stata, alla fine, la sua gratificazione più grande. ALDAIR. CUORE GIALLOROSSO è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios in collaborazione con Rai Cinema, AS Roma e Radio Rock.
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