Intervista a Emiliano Ferrera e Giulia Morgani: autori e protagonisti de Il cacciatore di mosche
In questa video intervista ho incontrato Emiliano Ferrera e Giulia Morgani, autori e protagonisti de Il cacciatore di mosche, un film intenso e coraggioso che affronta senza filtri la sindrome di Tourette, intrecciando realismo crudo e tensione emotiva con una sorprendente dimensione romantica. Il progetto nasce in modo spontaneo, quasi istintivo, per poi evolversi in un’opera strutturata e consapevole, capace di restituire autenticità e profondità a un tema spesso frainteso o semplificato.
Recensione: Il cacciatore di mosche, la realtà dietro la sindrome di Tourette
Il cacciatore di mosche: un film che affronta la sindrome di Tourette
Ferrera, che convive personalmente con la sindrome, porta sullo schermo un’esperienza vissuta in prima persona, trasformando il suo percorso in un racconto viscerale e senza compromessi. Accanto a lui, Morgani costruisce un personaggio complementare e complesso, dando vita a un equilibrio narrativo che esplora fragilità, solitudine e bisogno di connessione. Il risultato è un film che non si limita a raccontare una condizione clinica, ma indaga l’animo umano, le sue crepe e la possibilità di trovare luce proprio attraverso di esse.

Durante l’intervista, i due autori condividono il processo creativo, le difficoltà affrontate e le scelte stilistiche che hanno guidato la regia, fortemente influenzata dal realismo e da un approccio quasi pittorico all’immagine. Ne emerge il ritratto di un cinema indipendente libero e necessario, capace di emozionare e far riflettere, ponendo lo spettatore di fronte a domande profonde sulla vita, il dolore e il coraggio di esistere.
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