I Suoni delle Dolomiti 2026: La grande musica torna in quota tra le vette del Trentino
Lunedì 24 agosto prende il via la 31ª edizione de I Suoni delle Dolomiti, festival che da oltre trent’anni porta la musica internazionale sulle montagne trentine.
Fino al 3 ottobre, vette, prati e rifugi diventeranno scenari naturali di concerti e incontri, in un dialogo continuo tra cultura, paesaggio e sostenibilità.

La manifestazione, diretta artisticamente da Mario Brunello, propone un modo particolare di vivere la musica, raggiungendo a piedi luoghi lontani dalle tradizionali sale da concerto.
Il cammino è la componente essenziale dell’esperienza
È proprio il cammino a rappresentare una componente essenziale dell’esperienza: l’avvicinamento alle esibizioni prepara all’ascolto e crea una relazione più profonda con l’ambiente.
I concerti sono gratuiti, ad eccezione del Trekking dei Suoni, mentre gli itinerari presentano differenti livelli d’impegno, consentendo al pubblico di scegliere percorsi adeguati.
Particolare attenzione viene dedicata inoltre ad accessibilità e inclusione, con quattro appuntamenti concepiti per favorire la piena partecipazione delle persone con disabilità.
L’apertura con i Violoncellisti della Scala e il Coro della SOSAT
Il primo appuntamento de I Suoni delle Dolomiti

Il primo appuntamento è previsto lunedì 24 agosto alle 12, a Malga Tassulla, nel Pian della Nana, spettacolare ambiente delle Dolomiti di Brenta.
Ad aprire il festival sarà “Archi, Corde, In-canto”, progetto che riunisce I Violoncellisti della Scala e il Coro della SOSAT nel centenario dell’ensemble alpino.
L’incontro mette in relazione due universi musicali apparentemente distanti, intrecciando il patrimonio del canto di montagna con le molteplici possibilità espressive offerte dal violoncello.
Gli arrangiamenti di Stefano Nanni e i linguaggi contemporanei

Gli arrangiamenti di Stefano Nanni costruiscono un dialogo fra memoria alpina e linguaggi contemporanei, facendo convivere tradizione vocale, ricerca musicale e nuove sonorità.
Il Coro della SOSAT, fondato nel 1926 all’interno della Sezione Operaia della SAT, celebra proprio nel 2026 un secolo dedicato al canto alpino.
In cento anni il coro ha realizzato circa duemila concerti, portando il proprio repertorio sui palcoscenici italiani e internazionali e collaborando con musicisti differenti.
I Suoni delle Dolomiti e i Violoncellisti della Scala
Al suo fianco saranno protagonisti I Violoncellisti della Scala, ensemble nato nel 2003 e formato da musicisti appartenenti all’Orchestra del Teatro alla Scala.
La formazione attraversa epoche e repertori differenti, spaziando dai grandi compositori classici alle riletture contemporanee, con una versatilità particolarmente adatta allo spirito del festival.
A rendere ancora più suggestivo l’appuntamento sarà Pian della Nana, ampia conca glaciale e carsica situata a circa duemila metri nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Il paesaggio di Suoni delle Dolomiti

Qui il paesaggio non rappresenterà semplicemente uno sfondo, ma entrerà nell’esperienza musicale, creando una relazione diretta fra silenzio della montagna, voci e strumenti.
Per raggiungere Malga Tassulla si può arrivare da Cles in automobile fino al parcheggio di Malga Culmei, proseguendo successivamente a piedi sul percorso segnalato.
Il cammino richiede circa un’ora e quindici minuti, presenta 300 metri di dislivello ed è classificato con difficoltà escursionistica E.
In caso di maltempo, il concerto sarà trasferito alle 17.30 nell’Auditorium Polo Scolastico di Cles, con ingresso gratuito fino all’esaurimento dei posti disponibili.
Ilya Gringolts e uno Stradivari tra le Dolomiti di Brenta

La prima settimana proseguirà venerdì 28 agosto alle 12 con il violinista Ilya Gringolts, protagonista di un concerto presso il Rifugio Tosa Pedrotti.
Interprete di fama internazionale, Gringolts è apprezzato per virtuosismo e profondità interpretativa, con un repertorio capace di attraversare musica barocca, classica e contemporanea.
Tra le guglie delle Dolomiti di Brenta farà risuonare lo Stradivari “Ex-Prové” del 1718, prezioso strumento storico attualmente affidato al violinista.
La brillante carriera di Gringolts
Nato a San Pietroburgo nel 1982, Gringolts conquistò nel 1998 il Premio Paganini, diventando il più giovane musicista ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento.
Da allora ha sviluppato una carriera internazionale collaborando, fra le altre, con Filarmonica di Oslo, Rotterdam Philharmonic, BBC Symphony Orchestra e Filarmonica della Scala.
Il luogo scelto per l’esibizione aggiunge ulteriore significato all’appuntamento: il Rifugio Tosa Pedrotti rappresenta infatti un simbolo della storia dell’alpinismo nelle Dolomiti trentine.
Raggiungerlo richiede però preparazione: partendo da Molveno e utilizzando la funivia fino a Pradel, bisogna affrontare successivamente un lungo itinerario escursionistico a piedi.
Un percorso di quattro ore e trenta minuti
Il percorso indicato richiede circa quattro ore e trenta minuti, con 1.124 metri di dislivello; non presenta difficoltà tecniche, ma comporta un significativo impegno fisico.
In caso di condizioni meteorologiche avverse, l’appuntamento verrà recuperato il 29 agosto; un’ulteriore cancellazione comporterà il trasferimento nella Sala Congressi di Molveno.
Un festival dove il viaggio fa parte della musica

Nato nel 1995 da un’idea di Paolo Manfrini, I Suoni delle Dolomiti ha costruito la propria identità intrecciando arte, ambiente, escursionismo e partecipazione collettiva.
Fin dalla prima edizione la rassegna ha rinunciato a palchi, amplificazioni e grandi platee, scegliendo luoghi raggiungibili a piedi e immersi nel paesaggio dolomitico.
La scelta trasforma ogni concerto in qualcosa che supera la semplice esecuzione musicale: il pubblico condivide il cammino, l’attesa, la fatica e infine l’ascolto.
L’obiettivo è stimolare la tutela dell’ambiente
L’obiettivo è anche stimolare una riflessione sulla tutela dell’ambiente, promuovendo un turismo maggiormente consapevole e rispettoso della fragilità degli ecosistemi di montagna.
Il festival aderisce inoltre alla European Festivals Association e ha implementato un sistema di gestione conforme alla certificazione ISO 20121:2024 dedicata agli eventi sostenibili.
I Suoni delle Dolomiti: la montagna diventa parte integrante della partitura
La montagna diventa così parte integrante della partitura: il silenzio prepara l’ascolto, il cammino favorisce l’incontro e la musica acquista una dimensione profondamente collettiva.
È questa formula, rimasta riconoscibile attraverso oltre trent’anni di storia, a fare de I Suoni delle Dolomiti un’esperienza culturale particolare nel panorama internazionale.
Dal 24 agosto al 3 ottobre, le Dolomiti trentine torneranno dunque a essere un grande auditorium naturale, dove artisti e pubblico raggiungeranno insieme il luogo dell’ascolto.
E tra pareti rocciose, prati e rifugi, la musica tornerà alla propria dimensione più essenziale: un suono condiviso nel silenzio e nella grandezza della montagna.
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