XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino
XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino. Otto concerti, quattro secoli di musica e una delle cornici più suggestive di Roma: dal 7 giugno al 25 ottobre 2026 la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio accoglie un viaggio tra Rinascimento, Barocco e grandi tradizioni europee.
Ci sono luoghi in cui la musica sembra appartenere naturalmente allo spazio che la ospita.

Luoghi in cui le note non vengono semplicemente eseguite, ma ritrovano il proprio significato più profondo attraverso l’incontro con la storia, l’arte e la memoria.
È questa la dimensione che caratterizza il XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino. In programma dal 7 giugno al 25 ottobre 2026 nella Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, uno dei complessi monumentali più affascinanti e raccolti della città di Roma.
XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino: la valorizzazione della musica antica
Giunto alla sua diciottesima edizione, il Festival si conferma come uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla valorizzazione della musica antica e della prassi esecutiva storicamente informata.
Prodotto da Progetto Sonora Impresa Sociale, realizzato dall’Associazione Insieme Strumentale di Roma in collaborazione con l’Associazione Culturale Marco Taschler. Sostenuto dal Ministero della Cultura, l’evento continua a distinguersi per la qualità artistica delle proposte e per la capacità di avvicinare il pubblico a un patrimonio musicale di straordinaria ricchezza.
La direzione artistica del Maestro Giorgio Sasso guida un cartellone che attraversa oltre quattro secoli di storia della musica europea, offrendo una panoramica ampia e articolata di repertori che spaziano dalle villanelle rinascimentali alle grandi architetture sonore del Barocco. Dalle eleganze classiche di Haydn fino alle suggestioni della tradizione spagnola tra Ottocento e Novecento.
Sul palcoscenico l’Insieme Strumentale di Roma

Il festival ha preso il via lo scorso 7 giugno con un concerto dedicato a Franz Joseph Haydn. Figura centrale nello sviluppo della sinfonia e del quartetto d’archi.
L’Insieme Strumentale di Roma, ensemble residente della manifestazione, proporrà alcune delle opere contenute nella prima raccolta a stampa del compositore austriaco. Offrendo al pubblico anche un approfondimento musicologico che consentirà di comprendere il contesto storico e artistico delle composizioni eseguite.
Il percorso proseguirà con un affascinante confronto ideale tra Johann Sebastian Bach, Georg Philipp Telemann e la scuola francese del Settecento. Per poi lasciare spazio all’intimità delle Suites per violoncello solo di Bach interpretate da Luca Peverini, primo violoncello del Teatro dell’Opera di Roma.
Un appuntamento che metterà in luce la straordinaria capacità narrativa di uno dei cicli più importanti della letteratura musicale occidentale.
Tra gli eventi più interessanti “Scaramella va alla guerra”
Tra gli eventi più originali dell’edizione 2026 spicca “Scaramella va alla guerra”. Un programma dedicato alle villanelle napoletane del Cinquecento, nel quale canto e strumenti antichi restituiranno l’energia popolare, il carattere teatrale e l’ironia di una tradizione musicale ancora oggi sorprendentemente attuale.
Dopo la pausa estiva, il festival tornerà a settembre con una serie di appuntamenti di grande interesse. “Aspetti Bachiani” offrirà una panoramica su differenti sfaccettature della produzione del genio di Eisenach. Dalle sonate ai concerti brandeburghesi fino alla celebre cantata “Jauchzet Gott in allen Landen”.
XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino: omaggio a Giovanni Legrenzi
Seguirà l’omaggio a Giovanni Legrenzi, nel quattrocentesimo anniversario della nascita, occasione preziosa per riscoprire una figura fondamentale nello sviluppo della musica strumentale italiana tra Seicento e Settecento.
Il mese di ottobre sarà invece dedicato alla spiritualità e alle atmosfere mediterranee.
Il concerto “Salve Regina” metterà a confronto le celebri pagine sacre di Alessandro Scarlatti, Domenico Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi. Offrendo al pubblico un itinerario musicale di intensa profondità espressiva.
La chiusura del Festival
A chiudere il festival sarà “Por los campos de España”, un raffinato percorso tra musica e poesia spagnola che vedrà protagonista il mezzosoprano Lucia Napoli insieme al chitarrista Francesco Romano, attraverso le opere di Lorca, Granados, Albéniz, Rodrigo e Manuel de Falla.
A rendere ancora più speciale la manifestazione è il contesto che la ospita.
Un contesto speciale
La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, affacciata sul colle Aventino e immersa in un’atmosfera di quiete e contemplazione, diventa parte integrante dell’esperienza artistica.
Qui il dialogo tra architettura, spiritualità e musica crea un ambiente unico, capace di amplificare l’intensità dell’ascolto e di trasformare ogni concerto in un’esperienza immersiva. In un’epoca caratterizzata dalla frenesia e dalla sovrabbondanza di stimoli, il Festival di Musica Antica all’Aventino propone una diversa idea di fruizione culturale. Un tempo dedicato all’ascolto, alla scoperta e alla riflessione.
Un invito a rallentare, a lasciarsi guidare dalla bellezza e a riscoprire la forza universale di musiche che, pur nate secoli fa, continuano a parlare con sorprendente immediatezza al pubblico contemporaneo.
Tutti i concerti sono a ingresso libero
Tutti i concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Confermando la vocazione inclusiva di una manifestazione che da diciotto anni rappresenta un importante punto di riferimento nel panorama musicale e culturale romano.
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