Il Malloppo, recensione: Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni tra mistero, equivoci e comicità

In questa recensione de Il Malloppo il film prova a mescolare commedia e giallo affidandosi a un’idea semplice ma efficace: prendere un ex rapinatore che vorrebbe dimenticare il proprio passato, mettergli addosso un vecchio caso irrisolto e affiancargli due investigatori decisamente poco preparati.

Diretto da Volfango De Biasi, il film arriva al cinema il 3 settembre 2026 con un trio composto da Diego Abatantuono, Michele Foresta, alias Mago Forest, e Max Angioni. La produzione è affidata ad Attilio De Razza e Nicola Picone per Tramp Limited, in associazione con Vision Distribution e in collaborazione con Sky, con il supporto della Emilia-Romagna Film Commission.

Il risultato è una commedia che non cerca di reinventare il genere, ma punta soprattutto sulla personalità dei suoi protagonisti.

Il Malloppo recensione: Un passato che torna a bussare alla porta

Diego Viani è un ex rapinatore degli anni Ottanta. Dopo una lunga detenzione ha deciso di cambiare vita e gestisce un’osteria a Ferrara, cercando di tenere il più possibile lontano il passato.

Il problema è che il passato non sembra avere nessuna intenzione di lasciarlo in pace.

A riaprire una vecchia ferita è Salamandra, un ex complice che torna a parlare dell’ultimo colpo e di un bottino enorme: cinque miliardi di lire in lingotti d’oro spariti nel nulla. Quando Salamandra muore in circostanze misteriose, Diego finisce inevitabilmente al centro dei sospetti.

Ed è qui che entra in scena Michele Ragusa, investigatore privato squattrinato e decisamente poco brillante.

Con lui c’è Alex, giovane tirocinante senza stipendio, goffo e completamente inesperto. Dopo la laurea ha frequentato diversi corsi, tra cui anche quello di mimo. Ci tiene però a precisare che non faceva la mummia egiziana ai semafori: ogni volta che racconta il suo curriculum, infatti, qualcuno finisce inevitabilmente per associare il mestiere di mimo proprio a quella figura che tutti abbiamo visto almeno una volta agli incroci. I due decidono di indagare per dimostrare l’innocenza dell’amico.

La cosa più divertente è proprio questa: i protagonisti non sono detective brillanti che risolvono il caso grazie a incredibili capacità investigative. Sono persone che sembrano quasi capitare dentro l’indagine per errore.

Abatantuono è il punto di equilibrio

Diego Abatantuono rappresenta il centro del film.

Il suo Diego Viani è un personaggio che porta addosso il peso di una vita precedente senza trasformarsi nel classico criminale pentito tormentato e drammatico.

È un uomo che ha semplicemente deciso di cambiare vita.

La presenza di Abatantuono permette quindi al film di giocare su una caratteristica particolarmente importante: il contrasto tra il passato da rapinatore e la tranquilla vita da oste.

È una scelta che funziona perché Abatantuono non ha bisogno di forzare continuamente la comicità. Il suo personaggio può essere divertente anche semplicemente per il modo in cui reagisce alle situazioni sempre più assurde nelle quali viene trascinato.

Mago Forest trova finalmente il ruolo giusto per il suo tipo di comicità

Se Diego Abatantuono rappresenta il punto di equilibrio, Mago Forest è probabilmente quello che porta maggiormente il film verso la commedia pura.

Michele Ragusa è un investigatore privato che si occupa principalmente di piccoli casi, (corna e gattini) molto lontano dall’immagine del detective infallibile.

Il personaggio sfrutta quindi perfettamente quella comicità surreale e volutamente inadeguata che ha caratterizzato per anni Michele Foresta.

Non è il detective che arriva sulla scena e capisce immediatamente tutto. È quello che può arrivare alla soluzione quasi per caso.

Ed è proprio questa inadeguatezza a diventare uno degli elementi centrali del film. Un percorso fatto di errori, intuizioni casuali, sospetti e colpi di scena.

Max Angioni completa il trio

Max Angioni interpreta Alex, il tirocinante che affianca Ragusa.

È il terzo elemento di un trio costruito su tre differenti registri comici: Abatantuono porta esperienza e presenza scenica, Forest l’assurdo e Angioni una comicità più fisica e contemporanea.

Il rischio, con una squadra del genere, è abbastanza evidente: trasformare il film in una semplice successione di gag.

Ed è proprio qui che Il Malloppo mostra contemporaneamente i suoi pregi e i suoi limiti.

Il Malloppo recensione: Il problema è quando il giallo lascia spazio agli sketch

La premessa funziona. Il cast funziona.

L’idea di costruire una crime comedy ambientata nella provincia italiana ha un suo fascino.

Il problema nasce quando il film sembra affidarsi troppo alla struttura dello sketch.

Da una parte va evidenziato proprio questo aspetto, sottolineando come il film proceda attraverso situazioni comiche ed equivoci senza riuscire sempre a dare alla storia il mordente necessario.

È un limite importante perché il giallo dovrebbe rappresentare il motore narrativo della vicenda.

Se il mistero perde importanza e diventa semplicemente il pretesto per mettere i protagonisti dentro una nuova situazione comica, il film rischia di perdere progressivamente tensione.

E Il Malloppo non sempre riesce a mantenere perfettamente in equilibrio queste due anime.

Una commedia che non vuole essere cattiva

C’è comunque una caratteristica che definisce bene il film: Il Malloppo non sembra avere la volontà di essere particolarmente cinico o corrosivo.

È una commedia costruita per intrattenere.

Ferrara e l’Emilia-Romagna diventano parte dell’ambientazione e contribuiscono a dare alla storia un’atmosfera italiana molto riconoscibile. Le riprese hanno coinvolto diversi luoghi della città e di Tresignana, con il centro storico di Ferrara utilizzato come una delle principali location.

È una scelta che aiuta il film a mantenere una propria identità visiva, anche se non sempre la sceneggiatura riesce a sfruttare fino in fondo tutto il potenziale dell’ambientazione.

La forza rimane il trio protagonista

Alla fine, il motivo principale per vedere Il Malloppo sono proprio i suoi tre protagonisti.

Abatantuono, Forest e Angioni hanno personalità comiche molto diverse e il film cerca di sfruttare questa differenza.

Quando il meccanismo funziona, il risultato è piacevole: il giallo crea la situazione, l’indagine porta i personaggi da una parte all’altra e la loro incapacità genera le conseguenze comiche.

Quando invece il film insiste troppo sul singolo sketch, la storia rallenta e si percepisce maggiormente la costruzione artificiale della gag.

È una differenza sottile, ma fondamentale per una commedia.

Il Malloppo – Recensione: Non è una commedia rivoluzionaria e probabilmente non vuole esserlo

È un film costruito attorno a tre interpreti che conoscono molto bene il linguaggio della comicità e a una premessa da giallo leggero che permette loro di muoversi tra equivoci, sospetti e situazioni assurde.

Il problema è che il film avrebbe potuto osare di più.

La combinazione tra crime, mistero e commedia aveva il potenziale per creare qualcosa di più originale, mentre in alcuni momenti la sceneggiatura preferisce la strada più semplice della gag.

Resta comunque una proposta interessante per chi cerca una commedia italiana leggera, senza pretese e costruita soprattutto sulla simpatia dei suoi protagonisti.

Abatantuono è una presenza solida, Mago Forest trova un personaggio perfettamente compatibile con il suo stile e Max Angioni completa bene la coppia.

Il vero interrogativo è quindi uno solo: il malloppo vale davvero cinque miliardi di lire?

Probabilmente no.

Ma per una serata al cinema senza troppe pretese, qualche risata riesce comunque a portarla a casa.

Il Malloppo è una commedia piacevole sostenuta da un ottimo trio comico, ma avrebbe potuto sfruttare meglio la componente gialla e soprattutto osare maggiormente con la sceneggiatura.

La mia recensione de Il Malloppo approva assolutamente la pellicola e lo consiglio soprattutto agli appassionati di Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni.

Se vuoi saperne di più su trama, cast, trailer puoi leggere l’articolo precedente di Backdigit: “Il Malloppo”: Diego Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni insieme nella crime comedy che riporta il giallo all’italiana al cinema

Il Malloppo

Il Malloppo è un film comico?
Sì. Il Malloppo è una commedia italiana che combina comicità, mistero e una componente crime.
Chi sono i protagonisti de Il Malloppo?
I protagonisti sono Diego Abatantuono, Michele Foresta, conosciuto come Mago Forest, e Max Angioni.
Chi ha diretto Il Malloppo?
Il film è diretto da Volfango De Biasi.
Quando esce Il Malloppo al cinema?
Il Malloppo arriva nei cinema italiani il 3 settembre 2026.
Quanto prende Il Malloppo nella nostra recensione?
Il Malloppo riceve un voto di 6,5/10. Il trio protagonista funziona bene, mentre la sceneggiatura avrebbe potuto sfruttare maggiormente la componente gialla.
Il Malloppo vale la pena vederlo?
Sì, soprattutto per chi apprezza Diego Abatantuono, Mago Forest e Max Angioni e cerca una commedia italiana leggera e senza troppe pretese.

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