Moonspell – Far From God (3 luglio 2026, Napalm Records): il ritorno che ridefinisce l’oscurità gotica della band
La prima verità da dire è semplice: Far From God non è Irreligious, non vuole esserlo e non deve esserlo. Chi si ostina a cercare la replica di un passato glorioso rischia di perdere ciò che i Moonspell sanno fare meglio: evolvere senza tradire la propria ombra. Da sempre la band si muove in quella zona liminale che divide i fan: da un lato chi desidera il ritorno alle atmosfere dei primi lavori, dall’altro chi accoglie la loro capacità di oltrepassare i confini del gothic metal. Io appartengo a questa seconda corrente, quella che riconosce il valore di una band che non si fossilizza, che non si accontenta, che non si ripete.

Dopo cinque anni di silenzio discografico e palchi calcati in ogni angolo del mondo, i Moonspell tornano il 3 luglio 2026 con Far From God, pubblicato da Napalm Records. È un album che non chiede consenso, non cerca paragoni, non si misura con il passato: pretende ascolto, immersione, abbandono. Non è un’opera da comprendere subito, ma da vivere. È un viaggio che richiede di lasciarsi attraversare, di accettare la metamorfosi, di ascoltare senza difese ciò che la band ha scelto di rivelare.
La voce di Fernando Ribeiro: il narratore che guida l’oscurità
In questo nuovo capitolo, Fernando Ribeiro domina la scena con una presenza quasi teatrale. La sua voce è quella di un narratore che sussurra, confessa, esplode, si ritrae e poi ritorna con una forza che non perde mai fascino. Ogni brano sembra costruito attorno alla sua interpretazione, come se l’intero album fosse una raccolta di monologhi oscuri.
Ma in Far From God questa dimensione non è solo un tratto stilistico: è la chiave emotiva dell’intero lavoro. Fernando abita le canzoni, le attraversa come fossero stanze interiori, ognuna con una temperatura diversa, un diverso grado di ombra. La sua voce diventa struttura, atmosfera, direzione narrativa. A tratti è intima e fragile, quasi un segreto sussurrato all’orecchio; altre volte si espande con una potenza che sembra scuotere le fondamenta del disco.
Questa alternanza — tra confessione e impeto, tra quiete e tormento — è ciò che rende Far From God un album profondamente espressivo e coerente, capace di trasformare ogni brano in un frammento di un’unica storia. Una storia che modella l’oscurità con una sensibilità che rimane uno dei marchi più riconoscibili dei Moonspell.
Le canzoni: otto passaggi nell’ombra
La tracklist di Far From God è composta da otto brani che formano un percorso continuo, un attraversamento dell’oscurità che i Moonspell plasmano con precisione e sensibilità.
Cross Your Heart apre il disco come una soglia: gotica, avvolgente, immediata, introduce l’ascoltatore nel cuore più intimo della band.
La title track Far From God, primo singolo, è una preghiera profana che richiede tempo per essere compresa; non colpisce subito, ma si rivela lentamente, come una devozione che cresce ascolto dopo ascolto.
Biblical è il brano che più incarna la potenza narrativa di Fernando: l’intro di basso è magnetica, il crescendo è ipnotico, il growl finale è una ferita aperta che non si rimargina. The Great Wolf In The Sky è forse la traccia meno impattante, ma funziona come una pausa necessaria prima di Your Promise Of Light, che riporta alle atmosfere old school e soddisfa chi ama la prima essenza dei Moonspell.
La delicatezza oscura prende forma in For The Love Of Mortals, dove la band dimostra ancora una volta di saper trasformare la fragilità in intensità emotiva. Poi arriva Our Freedom To Fall, un brano ipnotico che alterna calma e ferocia, morbidezza e impeto, creando una tensione continua che non si spezza mai. A chiudere il disco c’è Reconquista, un brano che raccoglie tutta l’essenza dell’album: intensità, teatralità, oscurità e una voce che raggiunge il suo apice espressivo.
L’estetica del buio: Eliran Kantor e la sacralità della copertina
La copertina firmata da Eliran Kantor è un dipinto che sembra arrivare da un tempo lontano, come un frammento strappato a un affresco antico. La sua arte, ormai un pilastro riconosciuto nella scena metal, conferisce all’album una profondità visiva che dialoga direttamente con la sua anima sonora.
Non si limita a illustrare: interpreta, amplifica, suggerisce. L’immagine possiede la stessa aura sacrale che attraversa Far From God: un equilibrio tra oscurità e luce, tra simbolismo e inquietudine, che diventa parte integrante della narrazione del disco.
È un elemento essenziale per comprendere la direzione estetica e spirituale dell’album, un sigillo che racchiude l’identità dei Moonspell in questa nuova fase della loro evoluzione.
L’oscurità dei Moonspell come esperienza personale
Far From God è un album che va ascoltato con il cuore aperto e la mente libera. Non cercate paragoni, non cercate repliche: lasciate che sia la musica a guidarvi. Io l’ho fatto, e ne sono uscita appagata.
È un disco elegante, oscuro, raffinato, che vive di una bellezza non immediata ma profonda, e che dal vivo — ne sono certa — sprigionerà tutta la sua potenza.
I Moonspell non sono mai stati solo una band. Sono una presenza che ti attraversa, che si insinua nelle pieghe più intime delle emozioni e le illumina con la loro ombra. La loro musica non accompagna: rimane, si imprime, torna a farsi sentire quando serve davvero. È qualcosa che si vive sulla pelle, un legame che non ha bisogno di parole per esistere.
Tracklist
1. Cross Your Heart
2. Far From God
3. Biblical
4. The Great Wolf in the Sky (ft. Alicia Nuhro on strings)
5. Your Promise of Light
6. For the Love of Mortals
7. Our Freedom to Fall
8. Reconquista
MOONSPELL: line up
Fernando Ribeiro – Voce
Pedro Paixão – Tastiere
Ricardo Amorim – Chitarra e cori
Aires Pereira – Basso
Hugo Ribeiro – Batteria
MOONSPELL: online
Monia Degl’Innocenti













