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Timoria, “El Topo Grand Hotel” compie 25 anni: Omar Pedrini celebra un disco che continua a emozionare

Ieri mattina, negli spazi di Universal Music Italia a Milano, ho partecipato alla presentazione della nuova edizione di El Topo Grand Hotel, lo storico album dei Timoria che celebra il suo venticinquesimo anniversario. E’ stato un’incontro fatto di musica, ricordi e racconti, con la spontaneità di chi ha ancora tante storie da condividere. A raccontarle è stato Omar Pedrini, protagonista di un appuntamento piacevole e coinvolgente, durante il quale non sono mancati aneddoti, sorrisi e ricordi legati a un periodo importante del suo percorso artistico.

Copertina colorata con occhio verde centrale, logo Timoria giallo e scritta bianca "El Topo Grand Hotel" su sfondo

A rendere ancora più memorabile l’incontro è stato il momento conclusivo: Omar ha preso la chitarra e ha interpretato dal vivo Sole spento, regalandoci un momento di musica autentica. La sua simpatia e la sua naturalezza hanno reso questo incontro ancora più speciale. Ascoltarlo raccontare le proprie esperienze e poi ritrovarsi davanti a lui mentre canta con la sua chitarra è stato un piccolo regalo. Perché alcune canzoni non invecchiano, continuano semplicemente a trovare nuove occasioni per emozionarci.

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Il racconto di un viaggio musicale tra rock e poesia

Oggi festeggiamo i 25 anni di El Topo Grand Hotel, usci a febbraio 2001 è il disco piu venduto dei Timoria. Partiamo dal titolo un grande omaggio a Alejandro Jodorowsky.

Il titolo e’ ispirato all’ omonimo film di Alejandro Jodorowski “El Topo” del 1970. Tutto nasce dall’intenzione di fare un commiato alla voce di Francesco Renga che lasciò il gruppo. Io decisi di non sostituire Francesco. I Timoria erano il gruppo rock con il vocione e ho dovuto reinventarmi come compositore. Erano arrivati gruppi come i Negramaro e le Vibrazioni quindi ho deciso: d’ora in poi cantiamo tutti!. Questo è il secondo disco che parla di Joe, sarebbe il secondo tempo diviso in Viaggio senza vento e Toto Grand Hotel. Qua c’è la fine del suo viaggio. E’ un disco cinematografico. Per completare l album mancava un singolo. Ricevetti una lettera da un carcerato condannato a 17 anni che mi parlava delle suoi giorni scrivendomi che le belle giornate per loro sono quelle di pioggia perché quando c’è il sole guardiamo fuori dalla finestra vediamo innamorati tenersi per mano e bambini che giocano. Li ci rendiamo conto di ciò che abbiamo perso. Nelle giornate di pioggia questo non succede. Ti sto scrivendo in una giornata di pioggia mi scrisse. Con questa lettera scrivo la canzone Sole spento. E’ il singolo dei Timoria che ha funzionato di più. E’ la canzone più coverizzata che abbiamo mai scritto. Il disco è ambientato nel 1971. Il video ricorda un film poliziesco all’ americana. Studiamo questa storia in un vecchio hotel milanese. Quel video fece innamorare MTV che iniziò a programmarlo quanto i video americani e poi le radio.

E’ un progetto dove porti gli Articolo 31. Raccontaci.

In Italia gli articolo erano i piu’ grandi rappresentanti del rap. Il brano è Mexico. L ‘incontro è nato per unire il rock indipendente dei Timoria con la scena rap emergente di J-Ax e DJ Jad di quel periodo, toccando temi come l’ecologia, il rapporto con il pianeta e le tensioni sociali dell’epoca a ridosso del G8.

Sembra un disco inciso oggi, è pulito, aperto e solare mentre all’ epoca era un po’ più chiuso cosa ne pensi?

Non che non fosse apprezzato all’ora. Diventò disco d’oro, la sua fortuna è stata Sole spento. Oggi apprezzo di più la parte rap e brani che allora erano rimasti in ombra. E’ un disco rock, soul, progressive rock, ha tante cose, in riassunto è psichedelico. Oggi i ragazzi sono tornati in strada a manifestare, a votare il pubblico giovane è presente. E’ un disco ribelle e libero quindi c’è questa confidenza storica 25 anni dopo. Festeggerò l’ 11 novembre all’ Alcatraz, le prevendite stanno andando molto bene.

Questo album ha avuto due concerti importanti, uno al Leoncavallo e l’ altro a Torino, vuoi raccontare?

Al Leoncavallo invitammo tantissimi ospiti, c’era il locale strabordante di gente, avevamo messo due ragazze nude sull’ altalena dipinte a mano che gettavano petali di rose ovunque, c’erano amiche modelle tra cui un trans che regalavano manifesti pacifisti sulla pace e sull’ amore era cmq un disco ispirato all’ America di quei tempi. C’era funk e soul, proprio perché non avevamo più la voce melodica di Francesco abbiamo potuto spaziare così. A Torino fummo chiamati ad aprire il concerto degli U2 e l’emozione più grande è stata sentire Sole spento cantata da 70 mila persone.

E l’ idea del Fumetto?

Il primo fumetto è Viaggio senza vento, presentato 3 anni fa a Lucca Comics firmata insieme a Andrea Guglielmini, i disegni sono di Andrea Manfredini. L’idea del fumetto sta tornando a piacere. L’ anno prossimo uscirà il sequel ispirato a El Topo Grand Hotel.

Può arrivare un terzo episodio che concluda questo viaggio?

Potrei farlo a patto solo di una reunion dei Timoria. Mi piacerebbe molto. Ogni due anni ci provo, sento Francesco, ma impegni reciproci non ce l hanno ancora permesso. Piu per i suoi che per i miei. E’ lui che fa in Sanremo ogni due.

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Vuoi anticipare qualcosa del concerto?

Ci sarà la Omar Pedrini Band. Ho mantenuto un racconto teatrale rock. Ci sarà Gipeto Brancati accompagnato dalla tromba di Raffaele Kohler. Presente anche Nicola Nocella attore e sceneggiatore. Con lui avevo fatto “Sangue impazzito” racconta le prime 24 ore da morto di Jon Belushi al teatro Franco Parenti. Infatti sarò al teatro Carcano il 25 novembre con lo spettacolo “Uomini si diventa” una sceneggiatura contro la violenza sulle donne con Alessio Boni. Quindi si, avrà una forma teatrale. Un’ altra novità, ho ripreso in mano la chitarra elettrica.

Farai tutte le canzoni del disco al live?

Ho dovuto snellire un po’ se no sarebbero state 3 ore di concerto. Abbiamo ridotto a due ore che non è poco. Di El Topo Grand Hotel ho tenuto 10 canzoni.

Chi canta, tu?

No Alla voce c’è Davide Apollo della Omar Pedrini Band e frontman di Precius Time.

Hai parlato spesso delle difficoltà che incontrano oggi i ragazzi e gruppi emergenti. Secondo te qual è il problema principale?

Ci sono le band, il problema è che non ci sono i locali che li ospita. Molti hanno chiuso o sono diventati pizzerie. Ti garantisco che giovani che si fanno regalare una chitarra invece dell’ iphone ci sono. Però nn hanno lo spazio. Prima c’era la possibilità di esprimersi ora no. Sarebbe bello a Milano creare degli spazi pubblici che è la città della cultura e dei teatri. Quindi si, penso che la soluzione possa essere quella. Si parla spesso dei caro concerti, all’ Alcatraz farò pagare 35 euro. Quelli che ne chiedono 250 o 300 potrebbero chiederne 150, danno la colpa ai manager, non è vero anche noi possiamo fare qualcosa. Per me la musica può salvare davvero la vita di un ragazzo. Una sala prove può diventare un’alternativa, il posto in cui trovare una strada differente

E’ mai nata l’ idea di fare un film da questo disco?

Sarebbe bellissimo, no non ci ho mai pensato. Ci vorrebbe un regista italiano, magari giovane, puo’ essere una bella idea.

Cosa significa per te tornare a cantare?

Mi regalo una serata speciale, faccio di nuovo un concerto rock abbracciando le chitarre elettriche. Sarà una grande emozione e spero nel mio cuore che vada tutto bene.

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Scrivo per raccontare le persone attraverso micro-ritratti che uniscono poesia, realtà e sguardo. Mi occupo di narrazione editoriale, interviste e progetti che mettono al centro le storie, le scelte e le sfumature di chi incontro.

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