Zanovello incanta la Gran Madre. Un viaggio nell’anima dell’organo per il Memorial Richter

Grande partecipazione di pubblico e applausi calorosi per il concerto del maestro Enrico Zanovello, protagonista di una serata che ha attraversato tre secoli di musica organistica, nel segno della spiritualità e della grande tradizione interpretativa.

Enrico Zanovello

La musica d’organo ha ritrovato tutta la sua forza espressiva nella suggestiva cornice della Chiesa della Gran Madre di Dio, a Torino.

Lunedì 26 ottobre, il maestro Enrico Zanovello è stato protagonista di un concerto di notevole interesse artistico, inserito nella rassegna Karl Richter Memorial 1926-2026.

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Locandina azzurra e dorata del Karl Richter Memorial con silhouette di organista, cupola della Gran Madre e calendario dei

Un pubblico numeroso e partecipe ha seguito un programma ricco e originale, premiando l’interprete con calorosi applausi e richiedendo un bis conclusivo.

La serata ha rappresentato un omaggio ideale a Karl Richter, straordinario organista e direttore d’orchestra, nel centenario della nascita del grande musicista tedesco.

Zanovello ha proposto un percorso musicale capace di superare i confini del repertorio barocco, accostando autori celebri a compositori meno frequentati nelle sale da concerto.

L’apertura, affidata a Johann Sebastian Bach

L’apertura, affidata a Johann Sebastian Bach, ha posto immediatamente al centro del programma il rapporto tra architettura musicale, profondità spirituale e virtuosismo strumentale.

Il corale Wenn wir in höchsten Nöten sein, BWV 641, ha introdotto la dimensione meditativa, seguita dalla Fantasia in Sol maggiore, BWV 571.

Due pagine differenti, accomunate dalla capacità bachiana di trasformare il linguaggio musicale in un’esperienza nella quale disciplina compositiva e libertà espressiva convivono.

Con il Voluntary I di William Boyce, il concerto ha attraversato la tradizione organistica inglese, alternando eleganza melodica e vivacità ritmica.

Il Preludio e fuga in Re di Christian Friedrich Ruppe ha ulteriormente ampliato l’orizzonte stilistico, valorizzando un autore raramente presente nei programmi concertistici.

Particolarmente interessante la successiva incursione nella scuola francese, rappresentata dal Prélude n. 5 di Théodore Dubois e dalle composizioni di Louis James Alfred Lefébure-Wély.

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La Sortie in Mi bemolle e l’Élévation hanno offerto due differenti prospettive della sensibilità ottocentesca, tra brillantezza strumentale e raccoglimento religioso.

Il viaggio è proseguito attraverso pagine di Girolamo Barbieri e Giuseppe Arrigo…

Il viaggio è proseguito attraverso pagine di Girolamo Barbieri e Giuseppe Arrigo, testimonianze di una letteratura organistica italiana meritevole di maggiore attenzione.

Con Vesper Meditation di Giacomo Stabile, il programma ha raggiunto il Novecento, aprendo a sonorità e suggestioni di diversa sensibilità espressiva.

La conclusione ufficiale, affidata alla Toccata on Great Day di Adolphus Hailstork, ha introdotto una dimensione contemporanea, energica e ritmicamente incisiva.

Proprio questa varietà ha costituito uno degli aspetti più riusciti della proposta artistica, evitando la prevedibilità di un repertorio costruito esclusivamente sui grandi classici.

Il valore del concerto è emerso soprattutto nella costruzione di un itinerario coerente, capace di mostrare le molteplici identità dell’organo attraverso epoche e tradizioni differenti.

Enrico Zanovello
Nella foto: Enrico Zanovello

Una scelta che riflette la personalità di Zanovello, musicista dalla solida formazione e dalla lunga esperienza internazionale, particolarmente attento alla riscoperta di repertori poco conosciuti.

Il collegamento con Karl Richter ha assunto così un significato più profondo della semplice commemorazione, richiamando il ruolo dell’interprete quale mediatore tra partitura e pubblico.

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Se Richter ha segnato il Novecento attraverso letture memorabili di Bach, Zanovello ha ricordato quanto l’organo possieda un patrimonio espressivo ancora tutto da esplorare.

La monumentale architettura della Gran Madre ha contribuito al fascino dell’appuntamento, offrendo una cornice di particolare prestigio a questo percorso musicale.

Al termine, i lunghi applausi del numeroso pubblico hanno richiamato Zanovello a un bis, suggellando il successo di una serata particolarmente apprezzata.

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Un grande successo per il Karl Richter Memorial

Uomo in cappotto scuro e cravatta che cammina al centro di una strada cittadina tra auto d'epoca, mani in tasca e sorriso

Un risultato importante anche per il Karl Richter Memorial, che conferma la capacità della grande musica di coinvolgere ascoltatori diversi, oltre ogni barriera generazionale.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la finalità benefica della rassegna, con offerte destinate al servizio di accoglienza notturna per persone senza dimora.

Una serata nella quale qualità musicale, memoria artistica e solidarietà si sono incontrate, dimostrando che la cultura può ancora essere occasione di partecipazione e condivisione.

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